Bulbophyllum anjae

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria della Papua Nuova Guinea nordorientale dove cresce sugli alberi delle foreste umide dei Monti Finisterre intorno a 1700 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “βολβός” (bolbos) = bulbo e “φύλλον” (phyllon) = foglia, con riferimento alle foglie che crescono all’apice degli pseudobulbi; la specie è dedicata ad Anja Anker Høeg.

Il Bulbophyllum anjae J.J.Verm. & de Vogel (2014) è una specie epifita con pseudobulbi ravvicinati su un rizoma strisciante, pressoché cilindrici con base leggermente ingrossata, di circa 4 cm di lunghezza e 1-1,5 cm di larghezza, provvisti all’apice di un’unica foglia obovato-ellittica con apice arrotondato, di 6-10 cm di lunghezza e 2-3,5 cm di larghezza, coriacea, di colore verde chiaro. Infiorescenza dalla base dello pseudobulbo, lunga 5-7 cm, portante un unico fiore con sepali giallo-verdastri con venature rosa, petali di colore porpora scuro tranne la base giallo pallido, labello di colore rossastro con base bianca ed apice giallo e peluria rosa pallido. Sepalo dorsale ovato con apice appuntito, di circa 1 cm di lunghezza e 0,7 cm di larghezza, sepali laterali ovato-triagolari con apice appuntito, di circa 1,6 cm di lunghezza e 0,6 cm di larghezza.

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Il Bulbophyllum anjae è una piccola epifita della Papua Nuova Guinea fiorita per la prima volta in Europa nell’Hortus Botanicus di Leiden in Olanda © Giuseppe Mazza

Petali ovati con apice ottuso e leggermente pubescente, di circa 3 mm di lunghezza e 2,5 mm di larghezza; labello carnoso oblungo-ovato, di circa 4 mm di lunghezza e 2 mm di larghezza, provvisto di una densa e corta peluria nella prima metà e percorso da 4 corte creste alla base; colonna, lunga 1,5-2 mm, con stelidia (piccole protuberanze ai lati della colonna) falcati e rivolti verso l’alto.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie attualmente (2016) presente in coltivazione presso l’Hortus Botanicus di Leiden (Olanda), dove è fiorita per la prima volta in Europa. Richiede una esposizione leggermente ombreggiata, temperature intermedie, elevata umidità e costante ventilazione. Innaffiature frequenti durante il periodo di crescita degli pseudobulbi, più distanziate nella stasi vegetativa, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Si adatta bene ad essere montata su tronchi, corteccia o zattere di sughero o di radici di felci arborescenti con dello sfagno alla base per mantenere l’umidità.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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