Bulbophyllum fractiflexum

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria della Nuova Guinea dove cresce sugli alberi delle foreste umide dal livello del mare fino a circa 2000 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “βολβός” (bolbos) = bulbo e “φύλλον” (phyllon) = foglia, con riferimento alle foglie che crescono all’apice degli pseudobulbi; il nome della specie è la combinazione degli aggettivi latini “fractus, a, um” = rotto, spezzato e “flexus, a, um” = piegato, curvato, con riferimento all’andamento a zig-zag del rachide dell’infiorescenza.

Il Bulbophyllum fractiflexum J.J.Sm. (1908) è una specie epifita con rizoma pendente radicante ai nodi, sinuoso, ramificato, di 35-90 cm di lunghezza e 1,5-3,5 mm di diametro, e pseudobulbi ovoidi, di 1-3,2 cm di lunghezza e 0,5-1,5 cm di diametro, distanziati tra loro di 0,5-9 cm. Foglie, all’apice dello pseudobulbo, ovato-ellittiche con apice acuto, lunghe 3-12 cm e larghe 0,6-4 cm, coriacee, di colore verde chiaro. Infiorescenze basali, su un peduncolo lungo 0,5-1 cm, portanti alcuni minuscoli fiori, con pedicello e ovario lungo 2-2,5 mm, di colore bianco verdastro o bianco giallastro. Sepali pressoché simili, ovati con apice acuminato o caudato e margini spesso provvisti di minuti peli ghiandolari, lunghi 0,4-1 cm e larghi 1-2 mm, petali laterali ovato-ellittici con apice ottuso o acuto con margini papillosi, lunghi 1-2 mm e larghi 0,5-1 mm, labello ovato-ellittico con apice ottuso, ricurvo e concavo alla base, lungo 1-2 mm e largo 0,5-1 mm, e colonna lunga circa 0,5 mm.

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Poco coltivato, il Bulbophyllum fractiflexum è una piccola epifita della Nuova Guinea con infiorescenze dal rachide zigzagante e minuscoli fiori dai sepali acuminati © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie presente in coltivazione quasi esclusivamente in giardini botanici e istituzioni scientifiche, richiede le tipiche condizioni di una serra intermedia per orchidee leggermente ombreggiata. Durante il periodo di crescita le innaffiature e nebulizzazioni devono essere frequenti, più distanziate nella stasi vegetativa, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa. Può essere montata su tronchi o zattere rivestiti di sfagno o coltivata in vasi o canestri con frammenti di corteccia (bark), sfagno e inerti.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Bulbophyllum effusum Schltr. (1913); Bulbophyllum fractiflexoides Schltr. (1913); Bulbophyllum genybrachium Schltr. (1913); Bulbophyllum lamprobulbon Schltr. (1913); Bulbophyllum linearipetalum J.J.Sm. (1929); Pelma fractiflexum (J.J.Sm.) Szlach. & Kulak (2007).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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