Bulbophyllum lasiochilum

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Bulbophyllum lasiochilum è un’orchidea epifita tropicale di piccola taglia e facile coltura © Giuseppe Mazza

La specie è originaria della Malaysia Peninsulare, Myanmar e Thailandia, dove cresce nelle foreste pluviali a basse e medie altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “bulbos” = bulbo e “phyllon” = foglia, con riferimento alle foglie che crescono all’apice degli pseudobulbi; il nome specifico è la combinazione dei termini greci “lasios” = lanoso, peloso e “cheilos” labro, con riferimento ai lunghi peli ai lati del labello.

Nomi comuni: shaggy lipped (inglese).

Il Bulbophyllum lasiochilum E.C.Parish & Rchb.f. (1874) è una specie epifita con pseudobulbi ovoidi, distanziati di circa 3-4 cm su un sottile rizoma strisciante, lunghi 2-3 cm e larghi 1,5-2 cm, che portano all’apice una singola foglia oblungo-ovata, coriacea, lunga 4-6 cm e larga 2 cm.

I fiori sono minuscoli, solitari, alti circa 3,5 cm e larghi 2 cm, su un peduncolo eretto che parte dalla base dello pseudobulbo, lungo circa 4-7 cm, punteggiato di porpora.

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I fiori profumano di fragola e durano 2-3 settimane © Giuseppe Mazza

Il sepalo dorsale è lineare-lanceolato, ricurvo in avanti, di colore porpora, lungo 1,5 cm e largo 0,5 cm, i laterali sono falcati, ricurvi, convergenti all’apice, lunghi 2-3 cm e larghi 0,8 cm, di colore giallastro con macchie porpora.

I petali sono falcati, con margini finemente dentati, lunghi 1,2 cm e larghi 0,3 cm, di colore porpora, il labello è trilobato, di colore porpora, lungo 0,5-1 cm, con lunghi peli porpora sui lobi laterali; esistono forme di colore più chiaro, fino a giallo pallido con maculature porpora.

I fiori emanano un leggero profumo di fragola e durano 2-3 settimane. Si riproduce per seme, in vitro, e divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi. Orchidea in miniatura di facile coltivazione e riproduzione che accestisce abbastanza velocemente, richiede temperature medio alte, con minime notturne non inferiori a 15-16 °C, leggera ombreggiatura ed elevata umidità, 60-70%, con aria sempre in movimento.

Le innaffiature devono essere frequenti e abbondanti, non ha un preciso periodo di riposo, ma in inverno è preferibile diminuirne leggermente la frequenza, ma senza mai fare asciugare completamente. Per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite in funzione dello stato vegetativo della pianta e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno effettuate preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose, o meno, di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su corteccia, tronchi, zattere di sughero o di radici di felci arborescenti oppure sistemata in canestri bassi e larghi, per permettersi di espandere, con composto molto drenante e aerato, che può essere costituito da frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Cirrhopetalum lasiochilum E.C.Parish & Rchb.f. (1874); Phyllorkis lasiochila (E.C.Parish & Rchb.f.) Kuntze (1891); Cirrhopetalum breviscapum Rolfe (1905); Bulbophyllum breviscapum (Rolfe) Ridl. (1907).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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