Burretiokentia hapala

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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A rischio estinzione in natura, la Burretiokentia hapala raggiune in Nuova Caledonia i 15 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del nord della Nuova Caledonia dove vive nelle foreste umide fino a circa 500 m di altitudine.

Il termine generico è la combinazione del nome del botanico tedesco Max Burret (1883-1964), di cui le palme furono uno dei principali interessi, e del genere Kentia; il nome specifico deriva dall’aggettivo greco “ἁπαλός” (hapalos) = morbido, con riferimento al tomento che ricopre le infiorescenze.

La Burretiokentia hapala H.E.Moore (1969) è una specie monoica, inerme, alta fino a 15 m, con fusto singolo, di 10-16 cm di diametro, di colore verde brillante, tranne nella parte più vecchia, su cui risaltano gli anelli di colore biancastro traccia delle foglie cadute.

Le foglie, su un picciolo lungo 5-15 cm, sono pennate, lunghe 2-2,4 m, con pinnule oblunghe con apice lungamente appuntito disposte regolarmente lungo il rachide su uno stesso piano, lunghe nella parte mediana 70-90 cm e larghe 3-5 cm, di colore verde intenso, coriacee e lucide superiormente.

La base fogliare, di colore verde scuro e ricoperta da un denso e sottile tomento da bruno chiaro a biancastro, fascia interamente il fusto per una altezza di 0,6-1 m, formando una sorta di capitello tubolare leggermente rigonfio alla base.

Infiorescenze, su un corto peduncolo, sotto le foglie (infrafogliari), con ramificazioni del primo ordine, inizialmente erette poi ricadenti, lunghe 40-50 cm, ricoperte da un fitto tomento bruno chiaro, portanti fiori unisessuali disposti in triadi (un fiore femminile tra due fiori maschili), proterandri (i fiori maschili maturano prima di quelli femminili, ciò favorisce la fecondazione incrociata).

Frutti ovoidi con apice appuntito, di circa 1,5 cm di lunghezza e 0,8 cm di diametro, di colore inizialmente verde, poi rossastro a maturità, contenenti un solo seme dalla superficie irregolare.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per un giorno, in terriccio organico drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione di 2-4 mesi.

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Molto ornamentale, con foglie di 2-2,4 m, è una palma nata per i giardini dei tropici, ma può resistere, per breve durata, a -2 °C © Giuseppe Mazza

Specie di notevole valore ornamentale e paesaggistico, come esemplare isolato o in gruppo, coltivabile nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo più miti, dove può resistere a valori di temperatura, se eccezionali e di breve durata, fino a circa -2 °C. Di crescita piuttosto lenta nei climi meno favorevoli, richiede una parziale ombreggiatura nei primi anni, poi anche il pieno sole da adulta, e suoli drenanti ricchi di sostanza organica, da leggermente acidi a leggermente alcalini. Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, specie in corrispondenza di elevate temperature, anche se piante adulte possono sopportare periodi di secco, ma con una crescita stentata, e le concimazioni, in primavera-estate, effettuate preferibilmente con un prodotto bilanciato con microelementi. Piante giovani possono essere coltivate in vaso, in terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea grossolana o agriperlite per un 30%, per la decorazione di interni luminosi, ma non al sole diretto, con innaffiature frequenti in estate, più diradate in inverno, ma senza mai fare asciugare completamente il substrato.

La specie è inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature) come “vulnerabile” (specie a rischio di estinzione in natura).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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