Buteo albicaudatus

Famiglia : Accipitridae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Con 60 cm di lunghezza e 150 cm d’apertura alare, il Buteo albicaudatus, da poco noto anche come Geranoaetus albicaudatus, spazia su un areale molto vasto dagli USA e i Caraibi all’Argentina, esclusa la Cordigliera delle Ande © Giuseppe Mazza

La poiana codabianca americana o Poiana graduata ( Buteo albicaudatus – Viellot, 1816 ) è un uccello del nuovo mondo appartenente all’ordine degli Accipitriformes ed alla famiglia degli Accipitridae.

Nel 2014 Collar e del Hoyo hanno riclassificato questo uccello collocandolo nel genere Geranoaetus, scelta certamente più consona ed adatta a questo uccello alla luce sia della somiglianza morfologica che comportamentale della congenere e cosiddetta Aquila cilena ( Geranoaetus melanoleucus ) che peraltro sembra sostituirla in quella parte di areale sudamericano non frequentato dalla albicaudatus, di dimensioni più ridotte ma estremamente simile se non nel colore della coda. E’ uno dei rapaci frequentemente scelto per la falconeria per cui spesso lo si ritrova presente nelle voliere di professionisti del settore od amanti di questa antica arte. E’ infatti un volatile docile e facilmente ammae- strabile oltre che resistente alle condizioni di detenzione a cui è assoggettato.

L’etimologia del nome scientifico fa riferimento a “buteo” = poiana ed “albicaudatus” = dalla coda bianca, appunto per l’evidente colore bianco della sua estremità. Per quanto attiene il nuovo genere Geranoaetus il termine trae l’origine dal greco “geranos” = gru e “aetos” = aquila.

Per quanto attiene i nomi volgari dati a questo uccello sono semplicemente una conseguenza della sua morfologia. In inglese White-tailed Hawk/Buzzard; in tedesco Weisschanzbussard; in francese Buse à queue blanche; in spagnolo del sudamerica Aguila, Aguililla, Aguilucho, Gavilan cola blanca; in olandese Witstaart Buizerd.

Da rilevare che nei diversi vernacoli lo stesso uccello a volte è chiamato falco, altre poiana, poi astore ed in altre ancora aquila, a significare l’estrema varietà di interpretazione che gli ornitologi danno di questo rapace.

Zoogeografia

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Si adatta a vari ambienti, anche palustri, ma in genere non sale sopra i 600 m d’altitudine © Giuseppe Mazza

Ha un areale molto vasto che spazia dalle regione sudoccidentali degli Stati Uniti fino al Sud America, includendo gran parte dell’Argentina ma tralasciando sistema- ticamente la parte interessata dalla cordigliera Andina. Oltre che molto diffusa nell’America centrale, si ritrova anche in molte isole caraibiche.

Questa poiana è ampiamente presente nella sua area anche se non in gran numero ma tale da non essere considerata specie a rischio.

Sono state identificate alcune sottospecie legate in particolare alla diversa livrea che può variare dal bianco accentuato a forme di pseudo melanismo genetico oltre che in leggere differenze nella dimensione. Sebbene i giovani effettuino degli erratismi anche a vasto raggio, è considerato un uccello stanziale con brevi spostamenti territoriali che vedono l’abbandono momentaneo di alcune aree dovuto principalmente alla carenza di cibo.

La popolazione è in leggero aumento nella parte nord dell’areale.

Ecologia e habitat

Vive in pianure ed in foreste rade, in praterie anche allagate e spesso in aree coltivate e frequenta quando disponibili, anche aree arbustive con bassi cespugli. L’ambiente preferito è al di sotto dei 600 metri di altitudine.

Ama cacciare con la tecnica del sorvolo o di momentanee ed improvvise fermate aeree simili a quella detta dello “Spirito santo”, per osservare il terreno sottostante alla ricerca di potenziali prede ma pronto a scivolare rapidamente di qualche decina di metri e riprendere ostinatamente le medesime operazioni. Il fatto di frequentare anche prati allagati e paludosi porta questo rapace spesso a cacciare rane e rospi anche se d’abitudine le sue prede spaziano da piccoli roditori, agli opossum, dalle lucertole ai serpenti.

Anche se non rientrante nella loro consuetudine spesso depreda anche nidi trovati a terra. Nel Nord America la vittima preferita è il coniglio selvatico e mentre nelle foreste sudamericane non è raro vederlo predare piccole scimmie e scoiattoli. Quando il cibo scarseggia non disdegna nel mangiare anche carogne.

Morfofisiologia

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Caccia con la tecnica del sorvolo, fermandosi a tratti stile "Spirito Santo" per meglio osservare le prede: per lo più conigli selvatici, topi, scoiattoli, scimmiette, opossum, lucertole, serpenti, rane, rospi e nidiacei © Giuseppe Mazza

Le dimensioni di questa poiana non sono indifferenti. Pur essendo più piccola della sua congenere aquila cilena, raggiunge facilmente i 60 cm di lunghezza ed un’apertura alare di circa 150 cm.

Il peso varia nei sessi dai 900 ai 1200 g con prevalenza della femmina che risulta sensibilmente più grande. Anche la lunghezza della coda supera i 20 cm.

Gli adulti hanno una colorazione grigiastra/violacea nella parte superiore delle ali e bianca nella inferiore. Le spalle mostrano una ampia area color castano ben visibile sia in volo sia quando posata. Il petto è bianco nella parte superiore e completamente barrato di grigio nella parte inferiore con testa e gola nera ed il sottala è elegantemente striato con sottili e fitte linee grigie. La testa e la gola sono generalmente nere ed il becco ha cera gialloverdastra con punta nera.

Molto vistosa, specialmente in volo, sia da sopra che da sotto, è la coda bianca bordata di nero. Occhio color nocciola chiaro poco visibile da lontano. Zampe gialle ben vistose quando in volo.

I giovani differiscono per la colorazione meno vivace ma con un maggiore contrasto fra il bianco ed il nero della livrea degli adulti. Spesso risultano più scuri, senza la macchia marrone sulle spalle e la coda totalmente nerastra.

Biologia riproduttiva

La poiana coda bianca quando sorvola il territorio di nidificazione, emette una serie di trilli acuti spesso somiglianti a quelli emessi da animali terrestri più che di volatili. E’ molto attenta e protegge fortemente il suo territorio che spesso non abbandona per anni continuando a nidificare nella stessa posizione fino a trasformare il nido in un immenso ammasso di rami e fronde.

Il nido è posto su piante spinose ad altezze variabili ma mai oltre i 5 m. Spesso usa gli alberi di yucca per collocare il suo nido scegliendo comunque sempre posizioni dalle quali osservare e tenere sotto controllo l’intero territorio occupato. Depone da 1 a 3 uova completamente bianche a volte leggermente macchiate di bruno che cova per circa 40 giorni. I piccoli si involano dopo circa 8 settimane dalla nascita.

Sinonimi

Geranoaetus albicaudatus – del Hoyo e Collar, 2014

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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