Butia capitata

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

JPEG - 295.6 Kb
Di casa in Brasile e Uruguay, la Butia capitata è una specie monoica, coi due sessi cioè sulla stessa pianta, dalle infiorescenze corte molto ramificate © Giuseppe Mazza

La Butia capitata (Mart.) Becc. (1916) è originaria del Brasile e dell’Uruguay. In Brasile cresce principalmente nella tipica savana (cerrado) che copre circa il 20% della sua superficie. I suoli sono generalmente sabbiosi e poveri ed il clima è caratterizzato da una spiccata stagionalità con estati piovose ed inverni secchi (da maggio ad ottobre).

Da notare che le popolazioni localizzate nel sud del Brasile e nell’Uruguay sono considerate da alcuni botanici una varietà ( Butia capitata var. odorata ), da altri una specie differente ( Butia odorata ).

Il termine generico deriva dalla dizione portoghese del nome indigeno che significa "spinoso", "dentato", con riferimento alle spine presenti sui piccioli; il termine specifico latino "capitata" = ‘fornita di testa’ fa riferimento alla forma tondeggiante della chioma.

JPEG - 175.4 Kb
I numerosi frutti commestibili, sono usati anche per marmellate e liquori © Mazza

Nei luoghi di origine è chiamata “butià-de-praia”, “cabeçudo”, “butià-azedo”, “butiazeiro”,“guariroba-do-campo” (Brasile); “butià” (Uruguay). Nei paesi anglofoni è nota come “pindo palm” e jelly palm.

Palma a fusto singolo, piuttosto tozzo, 30-50 cm di diametro, alto fino a circa 6 m, marcato in modo evidente dalle cicatrici dei piccioli fogliari, tranne che negli esemplari più vecchi. Foglie pennate lunghe intorno a 2,5 m, fortemente ed elegantemente arcuate, su un corto picciolo dentato ai margini, pinnule rigide grigio-verde, con sfumature bluastre più o meno intense, disposte sul rachide a formare una V.

Pianta monoica, produce una infiorescenza corta, molto ramificata, che nasce da una spata legnosa, portante fiori di colore dal giallo all’arancio. I frutti sono ovoidi, di 3 cm circa di lunghezza, di colore dal giallo al rosso arancio, con polpa edule, utilizzata anche per marmellate e liquori.

Si moltiplica per seme, che germina in circa 8-9 mesi.

Ampiamente utilizzata a scopo ornamentale nei paesi a clima mediterraneo, si adatta a suoli poveri e siccitosi, purché ben drenati, presenta anche il vantaggio di una elevata resistenza alle basse temperature (fino a -10°C). Coltivata in pieno sole assume una forma più compatta ed una colorazione più intensa del fogliame.

Sinonimi: Cocos capitata Mart. (1826); Cocos leiospatha Barb.Rodr. (1879); Cocos odorata Barb. Rodr. (1891); Cocos pulposa Barb. Rodr. (1891); Cocos bonnetii Linden ex Chabaud (1910); Butia bonnetii (Linden ex Chabaud) Becc. (1916); Butia leiospatha (Barb. Rodr.) Becc. (1916); Butia capitata var. elegantissima (Chabaud) Becc. (1916); Butia capitata var. erythrospatha (Chabaud) Becc. (1916); Butia capitata var. lilaceiflora (Chabaud) Becc. (1916); Butia capitata var. odorata (Barb. Rodr.) Becc. (1916); Butia capitata var. pulposa (Barb. Rodr.) Becc. (1916); Butia capitata var. subglobosa Becc. (1916); Butia capitata var. virescens Becc. (1916); Butia capitata var. deliciosa Prosch. (1921); Butia capitata var. pygmaea Prosch. (1921); Butia nehrlingiana L. H. Bailey (1930); Butia capitata var. nehrlingiana (L. H. Bailey) L. H. Bailey (1936); Syagrus capitata (Mart.) Glassman (1970); Butia capitata var. rubra Mattos (1977).

 

→ Per apprezzare la biodiversità all’interno della famiglia delle ARECACEAE e trovare altre specie, cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_B-144-1_Butia_capitata
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants