Butia noblickii

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Butia noblickii è nativa dell’Argentina dove cresce lungo il fiume Uruguay in un’area lunga e stretta caratterizzata da clima subtropicale umido con piovosità pressoché costante nell’arco dell’anno. Eleganti foglie fortemente arcuate di 2-2,6 m con foglioline che formano una V nella parte superiore del rachide. Fusto solitario di 2-8 m © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Argentina (Corrientes) dove cresce in una limitata area lunga e stretta lungo il fiume Uruguay fino a circa 500 m di altitudine.

Il termine generico deriva dalla dizione portoghese del nome vernacolare brasiliano di una palma che significa “spinoso”, “dentato”, con riferimento alle spine presenti sui piccioli; la specie è dedicata al botanico americano Larry Roland Noblick (1948) che ha descritto numerose specie di Arecaceae e che aveva ipotizzato, studiando campioni di erbario di Butia yatay provenienti dalla provincia di Corrientes, trattarsi invece di specie distinta non descritta.

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Infiorescenze ramificate di circa 70 cm, inizialmente racchiuse in una spata oblungo-lanceolata © Giuseppe Mazza

Nomi comuni: palmera de Bonpland, yatay de Bonpland (spagnolo).

La Butia noblickii Deble, Marchiori, F.S.Alves & A.S.Oliveira (2012) è una specie alta 2-8 m a fusto solitario, del diametro di 30-40 cm con base allargata, di colore grigiastro e ricoperto per gran parte dalle basi fogliari marcescenti di cui rimane traccia anche nelle parti più vecchie.

Le foglie sono pennate, fortemente arcuate, lunghe 2-2,6 m, con pseudo picciolo provvisto ai margini di fibre lignificate e foglioline, lunghe nella parte mediana circa 70 cm e larghe 2 cm, disposte pressoché regolarmente lungo il rachide a formare una V, superiormente di colore verde chiaro, inferiormente grigio-verde e ricoperte da una sottile patina cerosa.

Infiorescenze tra le foglie (interfogliari), lunghe circa 70 cm, con ramificazioni di primo ordine, inizialmente racchiuse in una spata oblungo-lanceolata di colore verde tendente al porpora al momento dell’apertura. Fiori unisessuali di colore giallo disposti in triade (un fiore femminile tra due maschili) tranne nella parte terminale dove sono presenti solo fiori maschili.

Frutti ovoidi di colore giallo arancio, di 3,5-4 cm di lunghezza e 2,5-3 cm di diametro, contenenti un solo seme di 1,8-2,4 cm di lunghezza e 1-1,4 cm di diametro.

Specie confusa con la Butia yatay fino al 2012, da cui si distingue per le dimensioni più piccole di tutte le parti della pianta, compreso i fiori femminili (circa 0,8 x 0,7 cm contro 1,2 x 0,7 cm), praticamente sconosciuta in coltivazione fino a quando la pubblicazione della sua descrizione non ha destato l’interesse di botanici e collezionisti.

Anche se presente al 2012 con un numero relativamente elevato di individui, per la ristretta area di origine e la crescente espansione della agricoltura è risultato subito evidente il rischio di estinzione, di conseguenza l’organizzazione argentina per la conservazione della natura “Fundación Hábitat & Desarrollo” ha intrapreso sollecitamente azioni atte a sensibilizzare le popolazioni locali al fine di conciliare sviluppo economico e salvaguardia della specie.

La Butia noblickii cresce in un’area caratterizzata da clima subtropicale umido con piovosità pressoché costante nell’arco dell’anno, media annuale intorno a 1300 mm, con valori leggermente più bassi in inverno (giugno-agosto). La temperatura media annuale è di poco superiore a 20 °C con un valore medio nel mese più freddo (luglio) di circa 14 °C; la minima assoluta registrata nella zona è stata di poco inferiore a -4 °C. Il suolo è prevalentemente sabbioso, perfettamente drenante, acido e ricco di minerali, in particolare ferro. Queste caratteristiche climatiche e del suolo possono dare utili indicazioni per la sua coltivazione al di fuori delle aree di origine.

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I fiori gialli, unisessuali, sono disposti in triade: un fiore femminile tra due maschili, tranne nella parte terminale dove sono presenti solo fiori maschili. Per la ristretta area d’origine e l’espansione agricola è una specie a rischio localmente protetta dall’organizzazione argentina per la conservazione della natura © Giuseppe Mazza

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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