Cacajao rubicundus

Famiglia : Cebidae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Il Cacajao rubicundus è endemico dell’Amazzonia, il Rio Japurá ed il Rio Negro © Mazza

Il genere Cacajao, annovera scimmie del Nuovo Mondo del parvordine delle Platirrine ( Platyrrhini ), afferenti alla sottoclasse dei Placentali ( Placentalia ), ordine Primati (Primates), famiglia Cebidi ( Cebidae ).

Questo curioso genere di scimmie, comprende tre specie, di cui il più noto è il Cacajao rosso ( Cacajao rubicundus - Lesson, 1840 ).

Le altre due specie sono l’Uakari calvo ( Cacajao calvus ) e l’Uakari nero ( Cacajao melanocephalus ).

La loro diffusione è limitata all’interno delle foreste tropicali pluviali, il loro home-range è piuttosto ristretto.

Zoogeografia

Diffusione limitata nelle foreste pluviali interne del Bacino del Rio delle Amazzoni, dove vengono predate da caimani, coccodrilli, giaguari, per non parlare degli indios, che le chiamano Uakari.

Il Cacajao rubicundus, in particolare, abita una regione forestale piuttosto ristretta, compresa fra due grandi affluenti settentrionali del Rio delle Amazzoni: il Rio Japurá ed il Rio Negro.

Lo uakari calvo si trova più a sud, nella medesima regione.

Lo uakari nero, specie rarissima, tanto da essere ritenuta, indipendentemente da fattori antropogenici, a rischio d’estinzione poiché fragilissima, vive più a nord, nella vallata del Rio Branco.

Habitat-Ecologia

Sono scimmie arboricole per eccellenza, per cui vivono sempre sullo strato superiore delle foreste dell’Amazzonia superiore. Nonostante la mancanza della coda prensile, il Cacajao rubicundus è una scimmia molto agile, in grado di spostarsi fra i rami alti a velocità sostenuta.

Il regime alimentare è essenzialmente vegetariano, basato sia su frutta di vario genere, che su bulbi e piante aree parassite.

Sembra però, che tutte e tre le specie di uakari si nutrano anche d’insetti, larve e piccoli vertebrati ( anfibi, rettili, topolini, pipistrelli, nidiacei ), almeno per quanto si è potuto constatare.

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Non ha una coda prensile, ma è di casa sui rami più alti della foresta © Giuseppe Mazza

I biologi fanno infatti notare che l’osservazione in natura di queste affascinanti scimmie è resa difficile dalla loro rarità e dalla scarsa accessibilità degli ambienti in cui vivono.

Morfofisiologia

Nel cacajao rosso, il colore della pelle sul capo e la faccia nuda, è rosa acceso, piuttosto lucido.

Se l’animale è eccitato per la presenza di un pericolo, la pelle della faccia può assumere toni scarlatti, durante le grida della scimmia.

Muso e buona parte della testa sono calve, mentre il corpo è rivestito da una pelliccia lunga ( anche se piuttosto rada ), d’una bella tinta rossastra, talora quasi arancione.

Il colore del pelame, si presenta in questa specie più uniforme su tutto il corpo, che nelle altre due.

Delle tre specie del genere Cacajao, il cacajao rosso è la più comune, sebbene molto più rara di altre scimmie sudamericane afferenti ad altri generi.

Fra i Cebidi che gli somigliano, troviamo i generi Aotus, Chiropotes, Pithecia e Saimari.

Ma tutte queste scimmie hanno code prensili, lunghe anche più del corpo, mentre negli uakari sono più corte e raggiungono al massimo 15-20 cm.

Gli uakari, e quindi il cacajao rosso, misurano in tutto 50-70 cm con un peso di 3-4 kg.

I maschi sono più grandi delle femmine.

La pelliccia è lunga e folta, e appaiono quindi più robusti di quello che in realtà sono.

La faccia glabra, possiede zigomi ossuti sporgenti, ed occhi alquanto infossati nelle orbite; motivo per cui queste scimmie appaiono piuttosto spettrali, o comunque « brutte » stando ai comuni canoni di bellezza umani.

Le dita delle mani e dei piedi sono lunghe e sottili, e recano unghie strette, anche se non appuntite ad artiglio come nelle platirrine più primitive, ad esempio i membri della famiglia degli Apalidi o Callitricidi ( Callithricidae ).

Per i biologi è molto curiosa la presenza di circonvoluzioni cutanee sui polpastrelli delle dita, responsabili delle ben note “impronte digitali”, che mancano in molte altre scimmie sudamericane.

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Faccia rossa, glabra, zigomi sporgenti ed occhi infossati, da far paura © Mazza

In cattività tutte le specie di uakari sono molto esigenti, ed occorre loro una dieta ricca e variata.

Il loro organismo, bene adattato alle condizioni climatiche delle foreste tropicali pluviali, si dimostra invece delicatissimo in climi diversi, anche se piuttosto miti, ove muoiono rapidamente, per gravi affezioni polmonari, se non si garantisce loro la giusta temperatura ed un’umidità adeguata.

Per tale ragioni, oltre che per la loro rarità, non è facile trovare il Cacajao rubicundus, come le altre due specie, all’interno di giardini zoologici; per il resto avendo un carattere mite, tranquillo e quasi abulico, possono comunque vivere all’interno di uno zoo, con aree attrezzate ad ospitarli.

In natura vivono fino a 20-25 anni, in cattività se vengono mantenute tutte le sopracitate condizioni, evitando quindi la depressione dell’animale, possono arrivare a 15 anni di vita.

Etologia-Biologia Riproduttiva

I Cacajao rubicundus hanno un carattere abbastanza mansueto, e in natura questo permette loro di vivere in gruppi costituiti da 15-35 individui, con un maschio dominante che reagisce mordendo con i suoi canini, abbastanza lunghi, quando viene attaccato o molestato.

Le coppie sono monogame e molto salde. Non si è osservata poliginia pur vivendo in gruppi piuttosto numerosi.

Le femmine partoriscono ogni due anni, dopo una gestazione di circa 6 mesi, mettendo al mondo un solo piccolo per volta, allattato fino al 4° mese circa, di vita postnatale, per essere poi svezzato dalla mamma che lo accudisce. Le femmine raggiungono la maturità sessuale a tre anni di vita, i maschi tra il sesto e il settimo anno.

Per la IUCN, tutte e tre le specie di Cacajao sono a rischio, e lo Uakari nero ( Cacajao melanocephalus ) è già entrato nelle red list of endangered species.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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