Caladium bicolor

Famiglia : Araceae

Testo © Pietro Puccio

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Infiorescenze insignificanti, foglie spettacolari e coltura difficile © Giuseppe Mazza

Il Caladium bicolor (Aiton) Vent. (1801) è originario delle foreste aperte dell’America meridionale tropicale (Brasile, Colombia, Guyana Francese, Guyana, Suriname e Venezuela), in aree caratterizzate da spiccata stagionalità.

Il nome generico sembra sia la latinizzazione del nome in lingua malay “kaladi”; il nome specifico deriva dal latino “bicolor” = bicolore, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: “caladio”, “caladium” (italiano); “angel wings”, “elephant’s ear”, “fancy-leaf caladium”, “heart-of-Jesus”, "mother in law plant" (inglese); “caladium”, “palette de peintre” (francese); “caládio”, “coração-de-jesus”, “papagaio”, “tajá”, “taiá”, , “tajurá”, “tambatajá”, “tinhorão” (portoghese); “alas de angel”, “caladio”, “capotillo”, “corazón de Jesús”, “manto de la reina”, “orejas de elefante”, “paleta de pintor” (spagnolo); “buntblatt”, “buntwurz” , “kaladie” (te- desco).

Erbacea perenne rizomatosa, decidua, con foglie peltate, sagittate o cuoriformi, di diverse tonalità di verde e variamente macchiate, venate e punteggiate di rosso, rosa e bianco, lunghe 20-40 cm e larghe 10-20 cm su piccioli carnosi, lunghi fino a circa 60-70 cm, direttamente dai rizomi.

Le infiorescenze, piuttosto insignificanti e più corte delle foglie, sono costituite da uno spadice lungo 6-10 cm, ristretto nella parte mediana, racchiuso da una spata bianco-giallastra tendente al verde alla base; i fiori sono unisessuali, quelli maschili occupano la parte superiore dello spadice per una lunghezza di 3-5 cm, quelli femminili sono raggruppati nella parte inferiore per una lunghezza di 1-2 cm separati da quelli maschili da una zona sterile di circa 2 cm. I frutti sono bacche di colore biancastro contenenti numerosi semi. Si riproduce per divisione, in porzioni con almeno due gemme, alla fine del periodo di riposo, per seme o micropropagazione in vitro.

Specie di grande valore ornamentale per il fogliame riccamente e variamente colorato, è coltivabile permanentemente all’aperto nei climi tropicali e subtropicali su suoli ricchi di sostanza organica, drenanti, tendenzialmente acidi, mantenuti costantemente umidi durante il periodo vegetativo, in posizione parzialmente ombreggiata e riparata dal vento.

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Innumerevoli ibridi e varietà di Caladium bicolor, ornano i giardini dei tropici e gli interni come pianta d’appartamento © Giuseppe Mazza

Altrove va coltivata come annuale estraendo i tuberi dal terreno in autunno, appena perdute le foglie, per conservarli in sabbia o altro materiale inerte in luogo asciutto e ventilato con temperature non inferiori a +12°C, trattando eventualmente con fungicidi per prevenire marciumi, e rimetterli a dimora ad inizio primavera quando le temperature lo consentono.

La specie, più in particolare i suoi innumerevoli ibridi e varietà, è anche coltivata da lungo tempo in vaso per la decorazione degli interni, avendo cura di mantenere costantemente umido il substrato durante il periodo vegetativo, per sospendere del tutto le innaffiature durante il periodo di riposo, quando la pianta perde le foglie, e riprenderle dopo la ripresa vegetativa.

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Lo spadice, di 6-10 cm, ci ricorda l’appartenenza alla famiglia delle Araceae © Giuseppe Mazza

Tutte le parti della pianta contengono sostanze tossiche, in particolare ossalato di calcio, che possono provocare reazioni, anche gravi, se masticate ed ingerite.

Sinonimi: Arum bicolor Aiton (1789); Arum pulchrum Salisb. (1796); Caladium poecile Schott (1832); Caladium haematostigma Kunth (1841); Caladium pallidum K. Koch & C.D. Bouché (1853); Caladium smaragdinum K. Koch & C.D. Bouché (1853); Caladium surinamense Miq. (1853); Caladium fermulum Schott (1854); Caladium marginatum K. Koch & C.D. Bouché (1854); Caladium marmoratum Mathieu ex K. Koch (1854); Caladium concolor K. Koch (1857); Caladium argyrospilum Lem. (1858); Caladium hastatum Lem. (1858); Caladium brongniartii Lem. (1858); Caladium chantinii Lem. (1858); Caladium houlletii Lem. (1858); Caladium neumanni Lem. (1858); Caladium perrieri Lem. (1858); Caladium verschaffeltii Lem. (1858); Caladium troubetzkoyi Hérincq (1858); Caladium purdieanum Schott (1859); Caladium sororium Schott (1859); Caladium spruceanum Schott (1859); Caladium vellozianum Schott (1859); Caladium barraquinii Lem. (1860); Caladium belleyenei Lem. (1860); Caladium enkeanum K. Koch (1861); Caladium laucheanum K. Koch (1861); Caladium stangeanum K. Koch (1861); Caladium devosianum Lem. (1862); Caladium macrophyllum Lem. (1862); Caladium regale Lem. (1862); Caladium lemaireanum Barraq. (1862); Caladium picturatum C. Koch (1862); Caladium porphyroneuron K. Koch (1862); Caladium mirabile Lem. (1863); Caladium bicolor fo. poecile (Schott) Engl. (1879); Caladium bicolor fo. vellozianum Engl. (1879); Arum vermitoxicum Vell. (1881); Caladium steudneriaefolium Engl. (1885); Caladium adamantinum L. Linden (1890); Caladium medio-radiatum L. Linden & Rodigas (1890); Caladium sagittatum L. Linden & Rodigas (1890); Caladium bicolor var. roseo-maculatum Engl. (1920); Caladium bicolor var. surinamense (Miq.) Engl. (1920); Cyrtospadix bicolor (Aiton) Britton & P.Wilson (1924); Caladium bicolor var. vermitoxicum (Vell. ex Kunth) Stellfeld (1950); Caladium hortulanum Birdsey (1951); Caladium x hortulanum Birdsey (1951); Caladium bicolor fo. rubicundum Stehlé (1976); Caladium bicolor fo. surinamense (Miq.) Stehlé (1976).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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