Calanthe rosea

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La fioritura della Calanthe rosea dura anche 2 mesi © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Myanmar e Thailandia, dove cresce nelle foreste in zone caratterizzate da uno spiccato clima stagionale, particolarmente piovoso in primavera-estate, secco in autunno-inverno, tra 300 e 900 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “kalos” = bello e “anthos” = fiore; il nome specifico è il termine latino “rosea” = rosea, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: pink calanthe (inglese); ueang chomphu phrai (thailandese).

La Calanthe rosea (Lindl.) Benth. (1880) è una specie erbacea decidua, terrestre, cespitosa, con pseudobulbi fusiformi lunghi 6-8 cm o più con all’apice foglie oblunghe, plicate, lunghe fino circa 30 cm.

Infiorescenze racemose in inverno, dopo la caduta delle foglie, dalla base dello pseudobulbo, pubescenti, lunghe fino a 40-70 cm, portanti 10-30 fiori di 5-7 cm di diametro con sepali e petali simili di colore rosa, e labello piatto, di colore rosa più intenso, e gola bianca. Si riproduce per seme, in vitro, e facilmente per divisione, anche di un singolo pseudobulbo.

Specie vigorosa dalla fioritura di lunga durata, 1-2 mesi, che in breve tempo, se non divisa, forma cespi compatti.

Richiede in estate una posizione piuttosto ombreggiata, temperature medio-alte, massimo 30-32 °C, con umidità intorno al 60-80%, in inverno massima luminosità, ma non sole diretto, con temperature notturne di 15-18 °C, anche se può resistere a eccezionali, e per brevissima durata, abbassamenti fino a qualche grado sopra 0 °C.

Le innaffiature devono essere frequenti durante il periodo vegetativo, senza mai fare asciugare completamente il substrato, quando le foglie iniziano ad ingiallire vanno diradate progressivamente in modo da fare asciugare completamente prima di ridare acqua, aumentando l’umidità atmosferica se i pseudobulbi dovessero raggrinzirsi in maniera evidente; riprendere gradualmente innaffiature e concimazioni non appena appare la nuova vegetazione.

Utilizzare per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, vanno fatte preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose di quella consigliata sulla confezione.

Viene generalmente coltivata in vaso con terriccio ricco di sostanza organica con aggiunta di agriperlite o altro inerte intorno al 30% per migliorare il drenaggio; rinvaso ed eventuale divisione vanno effettuati alla fine del periodo di riposo.

Sinonimi: Limatodis rosea Lindl. (1852); Alismorchis rosea (Benth.) Kuntze (1891); Alismorkis rosea (Lindl.) Kuntze (1891).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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