Calathea lutea

Famiglia : Marantaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Calathea lutea può raggiungere i 4 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è originaria delle Antille Venezuelane, Belize, Bolivia, Brasile (Acre, Amazonas, Amapá, Pará, Roraima, Rondônia e Tocantins), Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Dominica, Giamaica, Guadalupe, Guatemala, Guyana, Guyana Francese, Honduras, Isole Sopravento, Isole Sottovento, Martinica, Messico (Campeche, Ciapas, Quintana Roo, Tabasco e Yucatán), Nicaragua, Panama, Perù, Puerto Rico, Suriname, Trinidad e Venezuela, dove cresce nelle foreste umide in zone paludose o lungo le rive dei fiumi a basse e medie altitudini.

Il nome del genere deriva dal greco “kalathos” = canestro, di non chiaro riferimento; il nome specifico è l’aggettivo latino “luteus, a, um” = giallo con riferimento alle infiorescenze.

Nomi comuni: cigar calathea, cuban cigar, Havana cigar, mexican cigar plant (inglese); biao, bihao, bijagua, bijao, bihao, hoja blanca, hoja de cuero, hoja de sal, hoja de piedra, hoja de to, maxan, pampano, platanillo (spagnolo); cachibou, cauassú (portoghese Brasile).

La Calathea lutea (Aubl.) E.Mey. ex Schult. (1822) è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempreverde, che forma densi cespi alti 2-4 m, con pseudo fusto costituito dalle guaine fogliari sovrapposte.

Le foglie, su un picciolo lungo 1,2-2 m, sono alterne, semplici, da ovate a ellittiche con apice bruscamente appuntito, lunghe 30-100 cm e larghe 20-60 cm, coriacee, di colore verde chiaro lucido superiormente e ricoperte da una spessa pruina bianca inferiormente.

Scapo floreale emergente dalla guaina fogliare per una lunghezza di 6-18 cm terminante con una infiorescenza a spiga più o meno appiattita, lunga 10-30 cm e larga 3-5 cm, costituita da 5-12 brattee coriacee imbricate disposte a spirale, ovate, lunghe 3,5-5 cm, inizialmente di colore giallastro, tendente col tempo al bronzeo o bruno rossastro; le brattee racchiudono i fiori tubolari di breve durata, lunghi circa 4 cm, con staminoidi di colore da biancastro a giallo chiaro e petali di colore bruno porpora.

I frutti sono capsule ovoidi contenenti 3 semi con arillo carnoso arancione.

Si riproduce per seme e facilmente per divisione di rizomi da interrare a una profondità di 3-4 cm.

Specie diffusa in tutta l’America Centrale e Meridionale tropicale di grande effetto ornamentale per i cespi compatti e le grandi foglie in cui risalta il bianco argenteo della pagina inferiore, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido sia in pieno sole che a mezz’ombra. Richiede suoli ricchi di sostanza organica ben drenati, aerati, mantenuti umidi. Dove il clima non consente la coltivazione in permanenza all’aperto può essere coltivata in capaci contenitori per essere riparata nei mesi più freddi in luogo luminoso con temperature superiori a 16 °C, regolari innaffiature, ma senza ristagni e lasciando asciugare lo strato superficiale del terriccio prima di ridare acqua, e concimazioni con prodotti a lenta cessione.

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Particolare dell’infiorescenza. Dalle foglie si estrae una cera pregiata © Giuseppe Mazza

Utili le nebulizzazioni con acqua non calcarea in presenza di aria secca.

In alternativa i rizomi possono essere estratti dal terreno e conservati in sabbia o torba asciutta per rimetterli a dimora in primavera.

Le grandi foglie, impermeabili per lo strato ceroso sulla pagina inferiore, sono localmente utilizzate per avvolgere cibi cotti e crudi e i tipici “tamales” della cucina mesoamericana, per realizzare canestri impermeabili e come copertura di ripari di fortuna.

La cera presenta caratteristiche di alta qualità paragonabili a quella, nota come carnauba, estratta dalle foglie della Copernicia prunifera, e potrebbe essere sfruttata commercialmente data la velocità di crescita e facilità di coltivazione della pianta e di raccolta dello strato ceroso.

Le infiorescenze sono di lunga durata anche recise, adatte quindi per composi- zioni floreali.

Sinonimi: Maranta lutea Aubl. (1775); Maranta disticha Buc’hoz (1783); Maranta cachibou Jacq. (1806); Maranta casupo Jacq. (1806); Calathea discolor G.Mey. (1818); Calathea lutea (Aubl.) G. Mey. (1818); Phrynium casupo (Jacq.) Roscoe (1827); Phrynium luteum (Aubl.) Sweet (1830); Calathea marantina KOCH (1857); Calathea cachibou (Jacq.) Lindl. ex Horan. (1862); Phyllodes lutea (Aubl.) Kuntze (1891); Calathea magnifica C.V.Morton & Skutch (1930).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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