Campanula cenisia

Famiglia : Campanulaceae

 

 

Testo © Dr. Barbara Barisani

 

 

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La Campanula cenisia è un’orofita poco comune endemica delle Alpi © Giuseppe Mazza

La Campanula cenisia L. (1763) è una specie poco comune, endemica alpina, presente solo sulle Alpi in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Trentino Alto Adige.

L’etimologia del genere deriva dal diminutivo “campanula” del termine latino “campana”, e significa “piccola campana”. L’epiteto specifico “cenisia” deriva dal latino “cenisius” relativo alla valle Cenischia o al piccolo abitato di Moncenisio, sito nelle Alpi Occidentali.

Probabilmente proprio in questa zona vennero osservati e descritti i primi esemplari di questa specie.

I nomi comuni sono: Campanula del Moncenisio (italiano), Campanule du Mont Cenis (francese), Mont Cenis – Glockenblume (tedesco), Mt. Cenis Bellflower (inglese).

E’ una pianta erbacea perenne, alta da 2 a 8 cm. Presenta rosette basali da cui si dipartono fusti prostrato-ascendenti, alcuni dei quali portano in cima un solo fiore, mentre altri sono sterili .

Il fiore misura da 10 a 22 mm di diametro. La corolla è costituita da 5 petali di colore blu pallido o lilacino ed è suddivisa fino a oltre la metà della sua lunghezza, con i lobi che si aprono a stella. Il calice misura da 5 a 7 mm e presenta 5 denti lineari provvisti di peli.

Fiorisce tra luglio e settembre. Le foglie sono da tondeggianti a obovate, sessili, alterne lungo i fusticini, carnosette, presentano peli cigliati alla base e hanno margine intero. Il frutto è una capsula deiscente ed i semi fuoriescono attraverso pori apicali.

I suoi ambienti di elezione sono i macereti calcarei di alta montagna, gli sfasciumi di calcescisti, le morene, le alluvioni dei torrenti alpini, compresi tra 2000 e 3800 m di altitudine. Questi ambienti esclusivi ne rendono la coltivazione molto difficoltosa. La si può tuttavia ammirare nei giardini botanici alpini, nei quali vengono ricreate con cura le condizioni ambientali ottimali.

Questa specie di grande interesse e rarità è generalmente protetta e ne vengono conservati i semi nelle banche del germoplasma.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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