Canis lupus familiaris - San Bernardo

Famiglia : Canidae

 

 

Testo © Pietro Paolo Condò - Giudice Enci-fci

 

 

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Il San Bernardo discende, come quasi tutti i molossi, dal mastino del Tibet © Giuseppe Mazza

È uno dei cani di mole maggiore e discenderebbe come quasi tutti i molossi dal mastino del Tibet; la sua storia è legata all’ospizio del Gran San Bernardo fondato da Bernard di Menthon nel 1049 per dare riparo ai viandanti e ai dispersi e da allora la razza rappresenta il cane da soccorso per antonomasia.

Il san bernardo è di grande taglia, dalla figura vigorosa e muscolosa in ogni parte, con la testa possente e l’espressione intelligente, agile nonostante la mole.

La testa è poderosa, il cranio è massiccio e largo, il salto naso-frontale netto, il muso corto, il tartufo largo e nero, gli occhi di grandezza media, bruno scuri, con espressione intelligente e amichevole, le orecchie di grandezza media, attaccate piuttosto alte a forma di triangolo arrotondato.

Il collo è parecchio robusto con giogaia ben pronunciata, il torace molto cerchiato, il dorso di eccellente larghezza.

Gli arti sono potenti e muscolosi.

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Affezionato, protettivo, di una proverbiale generosità © Mazza

La coda è lunga, pesante e terminante a punta.

Esistono due varietà: a pelo corto (folto, corto, aderente e liscio con cosce leggermente pantalonate e coda con pelo più lungo) e a pelo lungo (pelo di media lunghezza, da liscio a leggermente ondulato, mai arricciato o arruffato e coda con pelo folto e di moderata lunghezza).

Colori ammessi: bianco e rosso o rosso e bianco (bianco obbligatorio su petto, piedi, punta della coda, canna nasale, banda frontale e chiazza alla nuca, molto ricercato il collare bianco).

Altezza al garrese nei maschi minimo assoluto 70 cm, nelle femmine minimo 65 cm, peso 60-80 kg (alcuni soggetti possono superare il quintale).

È un cane molto affezionato e protettivo nei confronti del padrone e della famiglia, paziente con i bambini.

Abbastanza riservato con gli estranei inoffensivi, in caso di bisogno, come guardiano, può contare sulla sua imponente mole, che è già di per se un deterrente.

E se non basta, dà prova di forza e coraggio, mettendo rapidamente in fuga il malcapitato.

Nelle operazioni di soccorso rivela una proverbiale generosità.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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