Caprimulgiformes

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

 

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Non sono un gufo, ma un Podargus strigoides © Giuseppe Mazza

L’ordine dei Caprimulgiformi ( Caprimulgiformes ) appartiene alla classe degli Uccelli ( Aves ), all’infraclasse dei Neognati ( Neognathae ) ed al clade dei Cipselomorfi ( Cypselomorphae ).

Conta quatto famiglie: Caprimulgidae, Podargidae, Steatornithidae, Nyctibiidae.

Sono un ordine di uccelli che presentano delle carat- teristiche abbastanza omogenee. Le specie appartenenti alle quattro famiglie dell’ordine hanno, infatti, tutte livree e comportamenti che le rendono molto criptico-mimetiche negli ambienti in cui vivono.

Il piumaggio è molto soffice e presenta, in prevalenza, colorazioni grigie-marroni-rossicce con screziature, macchiettature e marmorizzazioni più scure e più chiare che richiamano le colorazioni dei tronchi, rami, cortecce, foglie secche, rocce, del terreno e dei suoli presenti negli areali di distribuzione di questi volatili.

Tutte le specie hanno occhi grandi e vista acuta. In questi uccelli l’udito è eccellente e sono dotati di bocche larghe e di conseguenza di becchi ampi come estensione ma piccoli e corti come dimensione, i becchi hanno apici uncinati.

Tutte le specie, ad eccezione dei Guaciari che si nutrono di alimenti vegetali, sono predatrici nutrendosi in prevalenza di insetti e piccoli animaletti; hanno principalmente abitudini crepuscolari-notturne, il loro volo è silenzioso.

Hanno teste squadrate e voluminose. Le zampe sono piuttosto corte e poco evidenti (nascoste) sia quando gli uccelli sono in volo che quando sono posati; l’andatura al suolo o su posatoi è piuttosto goffa e impacciata quando non diventa addirittura strisciante. Hanno dimensioni medie e forme piuttosto allungate.

Questo ordine, con una differente distribuzione delle famiglie e delle specie esistenti, ha una distribuzione praticamente cosmopolita avendo dei rappresentanti del genere viventi in tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide. La classificazione tassonomica degli uccelli appartenenti all’ordine dei Caprimulgiformi è stata oggetto di molte revisioni e di confronti continui; solo recentemente è stata strutturata con il riconoscimento delle quattro famiglie sopra indicate.

In passato, per le abitudini predatorie prevalentemente notturne, gli occhi grandi, il colore e il volo silenzioso sono stati paragonati e considerati affini ai rapaci notturni (Strigiformes). Altre volte, per le ali lunghe e le zampe corte abbinate alla conformazione da volatori agili e leggeri sono stati considerati affini ai rondoni (Apodiformes). Altre volte ancora sono “transitati” in ordini, appartenenti alla classe Aves, ancora differenti. A complicare il tutto è stato anche lo scarsissimo reperimento di resti fossili di uccelli antenati estinti aventi legami di parentela con i Caprimulgiformi attualmente viventi.

Alla famiglia dei Caprimulgidae appartengono gli uccelli chiamati volgarmente “Succiacapre”. Questa famiglia è distribuita con numerose specie nel vecchio e nuovo mondo. Hanno dimensioni medio piccole e una forma che ricorda quella di grandi rondoni bruno-rossiccio-grigiastri. L’apertura boccale è molto ampia arrivando fin sotto la proiezione degli occhi ed è circondata di piume modificate di tipo tattile. Le narici sono in parte nascoste dalle piume, il collo è corto. Hanno zampe piccole con tarsi brevi, in parte piumati. Le tre dita rivolte anteriormente sono congiunte fino alla prima falange. Il dito medio ha un’unghia peculiare, foggiata a pettine sul lato interno. Le ali sono lunghe e dotate di una decina di penne primarie. La coda è piuttosto lunga e arrotondata; è costituita da una decina di penne timoniere e in alcune specie è dotata di particolari penne ornamentali ancora più lunghe del resto della coda.

Il Succiacapre è così chiamato per l’antica credenza che vada di notte nelle stalle a mungere le capre; anche il nome latino della famiglia ha lo stesso significato così come il nome all’ordine stesso che quindi deriva anch’esso dai Succiacapre.

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E nemmeno un Apodiformes, ma un Caprimulgiformes © Giuseppe Mazza

L’origine di questa leggenda nacque per l’abitudine, di questo uccello, di entrare nelle stalle e nei recinti dove si ricovera il bestiame svolazzando e cacciando gli insetti notturni che in questi luoghi, essendo attratti dal bestiame, sono più numerosi. La bocca molto grande e ampiamente spalancabile ha contribuito a far credere che, questi uccelli, potessero succhiare il latte dalle mammelle.

Pochi uccelli hanno ricevuto tanti nomi come gli uccelli appartenenti alla famiglia dei Caprimulgidae: il succiacapre è infatti noto anche con il nome di “Nottolone” per le sue abitudini notturne; è stato chiamato “Ingoiavento” perché vola tenendo la bocca aperta per cacciare; altro nome è “Covaterra” perché sta posato accucciato a terra per mimetizzarsi sembrando in cova anche quando non lo è; altro nome assegnatoli è “Portaquaglie” perché il suo arrivo, in Italia, coincide con quello delle quaglie ( Coturnix coturnix ), ecc..

La famiglia dei Caprimulgidae conta più di 90 specie viventi distribuite nel vecchio mondo, nuovo mondo e nel sud-est asiatico.

Alla famiglia Podargidae appartengono uccelli di taglia mediamente più grande rispetto ai succiacapre; sono anche più massicci e tozzi. Vengono chiamati “ Bocche di rana” per le grandi bocche che possono grandemente spalancare, molti altri nomi locali li assimilano erroneamente a dei rapaci notturni. La colorazione è sempre mimetica ma avendo abitudini prevalentemente arboricole si mimetizzano maggiormente con i tronchi e i rami degli alberi. Cacciano in modo più attivo rispetto ai succiacapre piombando sulle prede che attendono e avvistano dai loro posatoi. Vivono nelle regioni sud orientale del mondo; dall’India all’ Australia. Le specie appartenenti a questa famiglia sono una dozzina.

Alla famiglia Steatornithidae appartiene una sola specie unica anche per le peculiari abitudini di vita ; trattasi del Guaciaro ( Steatornis caripensis ). Questa specie vive solo in Sud, e in alcune zone del centro, America. La sua unicità è data dal fatto di essere l’unica specie vegetariana appartenente a questo ordine; si nutre esclusivamente di frutti oleosi, principalmente di palma. Altro fatto che lo rende ulteriormente unico è quello di essere l’unico uccello frugivoro e notturno allo stesso tempo. Di giorno, il Guaciaro, vive e riposa in grotte e caverne che utilizza anche per riprodursi.

Infine alla famiglia Nyctibiidae appartengono 7 specie di uccelli distribuiti in Centro e Sud America e che occupano la stessa nicchia ecologica, avendo abitudini simili, occupata dall’altra parte del mondo dai Podarghi. Anche i Nyctibius, infatti, hanno abitudini arboricole e cacciano partendo da un posatoio. Hanno una conformazione che è una via di mezzo tra i Succiacapre e i Podarghi, mancano le penne tattili (simili a peli) del becco. Anche gli uccelli appartenenti a questa famiglia hanno quindi abitudini alimentari carnivore nutrendosi in prevalenza di insetti e di qualche piccolo animaletto e sono notturni passando le ore diurne appollaiati su rami in modo criptico. A differenza dei Podarghi non costruiscono il nido e l’unico uovo deposto viene deposto e covato su una qualsiasi minima base d’appoggio offerta da un ramo spezzato od orizzontale.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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Podargus strigoides

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Podargus strigoides

© Giuseppe Mazza

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