Cascabela thevetia

Famiglia : Apocynaceae

Testo © Pietro Puccio

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Un arbusto di 6-7 m, con fiori di 5-7 cm, che ama i climi caldi © Giuseppe Mazza

La Cascabela thevetia (Pers.) K. Schum. (1895) è originaria delle Americhe, dal Messico all’Argentina (Messico, Belize, El Salvador, Guatemala, Honduras, Panama, Cuba, Isole Leeward, Isole Sopravento, Portorico, Guyana Francese, Guyana, Suriname, Venezuela, Bolivia, Colombia, Ecuador, Perù, Brasile, Argentina).

Il nome generico deriva dal nome “cascabel” con cui la pianta è chiamata dalle popolazioni indigene; la specie è dedicata al missionario ed esploratore francese André Thévet (1502-1590) che descrisse flora e fauna, nonché usi e costumi degli indigeni, della baia di Rio de Janeiro e che per primo importò in Europa, nel 1556, la pianta del tabacco.

Nomi comuni: “bestill tree”, “peruvian yellow oleander”, “yellow oleander”, “lucky nut”, “luckynut” (inglese); “laurier jaune”, “oléandre du Pérou”, “oléandre jaune” (francese); “thevetie”, “karibischer oleander” (tedesco); “adelfa amarilla”, “azuceno”, “cabalonga”, “camé”, “campanilla”, “campanero”, “cascabel”, “chirca”, “codo de fraile”, “flor de San Pablo”, “fraile”, “hueso de fraile”, “narciso amarillo”, “petatillo” (spagnolo); “loandro-amarelo” (portoghese).

Arbusto o piccolo albero sempreverde alto fino a 6-7 m, con fusti verdi tendenti al grigiastro con l’età; le foglie sono lineari, lunghe intorno a 15-18 cm e larghe 0,6-0,8 cm, di colore verde intenso lucido. Le infiorescenze sono terminali con fiori imbutiformi di colore generalmente giallo, meno frequentemente bianco e pesca, del diametro di circa 5-7 cm, leggermente profumati. Il frutto è una drupa legnosa romboide larga circa 4 cm di colore verde, tendente al nero a maturità, contenente 1-2 (4) semi lenticolari. Si riproduce per seme e per talea legnosa in estate.

Specie ampiamente coltivata nei paesi a clima tropicale, subtropicale e temperato-caldo per il fogliame lussureggiante e la fioritura di lunga durata. Poco esigente in fatto di suolo, purché ben drenato, va posizionata in pieno sole per un portamento più compatto e una più ricca fioritura; la resistenza alle basse temperature non è elevata, il fogliame si danneggia a temperature dell’ordine di -1/-2 °C, temperature inferiori di qualche grado danneggiano tutta la parte aerea, ma la pianta generalmente rivegeta. Tutte le parti della pianta sono altamente tossiche, in particolare i semi contengono, tra l’altro, un glucoside cardioattivo (thevetina) con azione simile a quella della digitale.

Sinonimi: Cerbera peruviana Pers. (1805); Cascabela peruviana (Pers.) Raf. (1838); Cerbera thevetia L. (1753); Thevetia thevetia (L.) H.Karst. (1883); Cerbera linearifolia Stokes (1812); Thevetia linearis Raf. (1838); Thevetia neriifolia Juss. ex A.DC. (1844); Thevetia peruviana (Pers.) K.Schum. (1895); Thevetia peruviana f. aurantiaca H.St.John (1976).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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