Cattleya intermedia

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Cattleya intermedia è originaria del Brasile Sudorientale. La varietà ’Orlata Rio’, qui raffigurata, ha i margini dei lobi laterali del labello dello stesso colore del lobo mediano © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Brasile Sudorientale (Espírito Santo, Minas Gerais, Paraná, Rio de Janeiro, Rio Grande do Sul, Santa Catarina, São Paulo e Trindade), Paraguay e Uruguay dove vive epifita su alberi bassi o su rocce granitiche in prossimità di corsi d’acqua e del mare, fino a circa 300 m di altitudine.

Il genere è dedicato all’orticultore William Cattley (1788-1835) che per primo si dedicò alla coltivazione di orchidee in Inghilterra; il nome specifico è l’aggettivo latino “intermedius, a, um” = intermedio, con riferimento alle dimensioni del fiore all’interno del genere al tempo della sua descrizione.

La Cattleya intermedia Graham ex Hook. (1828) è una specie epifita o litofita con pseudobulbi ravvicinati pressoché cilindrici, di 10-40 cm di lunghezza e 1,5 cm di diametro, con all’apice due foglie oblungo-ovate pressoché opposte, lunghe 10-15 cm e larghe 4-6 cm, carnose.

Infiorescenza lunga circa 25 cm racchiusa inizialmente in una brattea (spata) membranacea di colore verde con margini uniti, tranne all’apice, lunga circa 5 cm, che ha il compito di proteggerla nella fase iniziale di crescita. Fiori, solitamente 2-5 per infiorescenza di circa 10 cm di diametro, di colore molto variabile, dal bianco al rosa, al lilla, in varie tonalità, con lobo mediano del labello solitamente porpora-ametista. Sepalo dorsale oblungo-lanceolato, di 6,5 cm di lunghezza e 1,5 cm di larghezza, con apice appuntito e margini retroflessi, sepali laterali falcati, di 6 cm di lunghezza, ondulati, petali lanceolati, di 5,5 cm di lunghezza e 1,5 cm di larghezza, falcati, ondulati, labello trilobato lungo 5 cm e largo 4 cm, con lobi laterali ricurvi sopra la colonna e lobo mediano subrotondo ricurvo con margini ondulati e crespati. I fiori sono leggermente profumati e di lunga durata, circa un mese.

Si riproduce per seme, in vitro, per micropropagazione e facilmente per divisione con ciascuna sezione provvista di almeno 4-5 pseudobulbi.

Specie molto variabile per dimensioni della pianta e colore dei fiori, come dimostra il numero di sinonimi, molto richiesta e apprezzata dai collezionisti per la sua bellezza e adattabilità a diverse condizioni di coltivazione, sono state selezionate innumerevoli varietà orticole, di cui alcune peloriche (caratterizzate dall’avere i petali pressoché uguali al labello per forma e colore), ed è stata ampiamente utilizzata nelle ibridazioni. Richiede una luminosità elevata, ma non sole diretto, tranne nelle prime ore del mattino, temperature medio-alte, con valori minimi invernali non inferiori a 14 °C, elevata umidità ambientale, 60-80%, e costante ventilazione. Innaffiature regolari e abbondanti, ma lasciando bene asciugare prima di ridare acqua, durante il periodo vegetativo, più diradate, fino a quasi sospenderle per qualche settimana, in inverno; per le innaffiature e nebulizzazioni va utilizzata acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata. Concimazioni, durante la crescita, ogni due settimane utilizzando preferibilmente un prodotto idrosolubile bilanciato, con microelementi, a metà dose di quella riportata sulla confezione. Può essere coltivata in vaso con composto particolarmente aerato e drenante che può essere costituito da frammenti di corteccia di media pezzatura (bark) e pietrisco granitico o frammenti di coccio, con aggiunta di carbone, o montata su tronchi. Rinvasi e divisioni, quando necessari, vanno effettuati alla ripresa vegetativa segnalata dall’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Epidendrum canaliculatum Vell. (1831); Cattleya intermedia var. pallida Lindl. (1836); Cattleya maritima Lindl. (1836); Cattleya ovata Lindl. (1836); Cattleya intermedia var. angustifolia Hook. (1839); Cattleya intermedia var. variegata Hook. (1844); Cattleya amethystina C.Morren (1848); Cattleya loddigesii var. amethystina C.Morren ex Lem. (1853); Cattleya lindleyana Rchb.f. (1857); Epidendrum intermedium (Graham ex Hook.) Rchb.f. (1861); Bletia lindleyana (Rchb.f.) Rchb.f. (1863); Cattleya intermedia var. macrochila Barb.Rodr. (1877); Cattleya amabilis Lindl. ex F.Buyss. (1878); Laelia lindleyana (Rchb.f.) G.Nicholson (1886); Cattleya gibeziae L.Linden & Rodigas (1887); Cattleya intermedia var. gibeziae (L.Linden & Rodigas) L.Linden & Rodigas (1887); Laelia lindleyana (Rchb. f.) H.J. Veitch (1887); Cattleya intermedia var. parthenia Rchb.f. (1888); Cattleya aquinii Barb.Rodr. (1891); Cattleya intermedia var. punctatissima Sander (1892); Cattleya intermedia var. amethystina (C.Morren ex Lem.) Fowlie (1977); Cattleya intermedia f. parthenia (Rchb.f.) F.Barros & J.A.N.Bat. (2004); Cattleya intermedia f. amethystina (C.Morren) M.Wolff & O.Gruss (2007); Cattleya intermedia f. parthenia (Rchb. f.) M. Wolff & O. Gruss (2007).

 

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