Centratherum punctatum

Famiglia : Compositae

Testo © Pietro Puccio

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Il Centratherum punctatum è una specie erbacea perenne alta circa 70 cm. Ornamentale per le foglie e la lunga fioritura è usata spesso per bordure o come copri suolo nei giardini dei tropici accettando climi secchi ed umidi © Giuseppe Mazza

La specie è originaria dell’Argentina (Corrientes e Misiones), Australia (Nuovo Galles del Sud, Queensland e Territorio del Nord), Bolivia, Brasile (Acre, Amazonas, Bahia, Ceara, Espirito Santo, Federal District, Goias, Maranhao, Mato Grosso, Minas Gerais, Para, Parana, Pernambuco, Piaui, Rio de Janeiro, Santa Catarina, Sao Paulo), Colombia, Ecuador, Filippine, Guyana, Guyana Francese, Panama, Paraguay, Perù e Trinidad dove cresce in aree erbose aperte e ai margini delle foreste, dal livello del mare fino a circa 1200 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei sostantivi greci “κέντρον” (kentron) = punta, spina e “αθηρ” (ather) = barba, con riferimento, secondo alcuni, alle setole del pappo; il nome specifico è l’aggettivo latino “punctatus, a, um” = punteggiato con riferimento alle minu- scole ghiandole presenti sulle foglie.

Nomi comuni: Brazilian button flower, lark daisy, Manaos beauty, porcupine flower, purple flower (inglese); aletria, balainho-de-velho, botão-de-lapela, cra- vorana, melosa, perpétua-do-mato, perpétua-roxa, perpétua-roxa-do-mato, suspiro-de-cachorro, vassoura-roxa (portoghese - Brasile); alcano, chupón, cravo de urubu, margarita, mejorana, siempreviva, verbena, virginia (spagnolo).

Il Centratherum punctatum Cass. (1817) è una specie erbacea perenne generalmente eretta, alta fino a circa 70 cm, con fusto cilindrico pubescente che si ramifica nella parte superiore. Le foglie, su corto picciolo alato, sono semplici, alterne, da ovate a lanceolate con margini dentati e apice appuntito, lunghe 2-8 cm e larghe 0,8-4 cm, punteggiate di minuscole ghiandole trasparenti, aromatiche quando stropicciate.

Capolini, le tipiche infiorescenze delle Compositae, terminali, solitari, sessili, sub globosi, di circa 3,5 cm di diametro, costituiti da 30-60 fiori tubulosi (flosculi) ermafroditi inseriti su una base discoide piana, il ricettacolo, circondata da un involucro emisferico, di 1-2 cm di diametro, costituito da 30-50 brattee, quelle esterne, lunghe 1-2 cm, sono fogliacee e ricurve, le interne, lunghe 0,6 cm, scariose (membranacee) e spinescenti. Corolla imbutiforme di colore da lavanda a porpora, lunga 0,8-1,4 cm, con tubo cilindrico e 5 lobi lineari con apice appuntito, lunghi circa 3 mm.

I frutti sono acheni (o più correttamente cipsele) di colore bruno chiaro, lineari, rigati, lunghi 1-2,5 mm, provvisti di pappo caduco costituito da scaglie filiformi di colore giallo pallido, lunghe 1-3 mm, che ne facilitano la dispersione tramite il vento. Si autodissemina facilmente tanto da essere diventata infestante in diversi paesi tropicali. Si riproduce facilmente per seme in terriccio organico drenante, mantenuto umido alla temperatura di 20-22 °C, con la prima fioritura dopo circa 3 mesi. Specie ornamentale di facile coltivazione e dalla lunga fioritura utilizzabile per bordure e come copri suolo nei giardini delle zone a clima tropicale e subtropicale sia umido che relativamente secco.

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Originario dell’America tropicale e dell’Australia si è diffuso in vari paesi a clima caldo diventando spesso infestante. In pieno sole, nei climi temperati, può essere anche coltivato come annuale. Le foglie, aromatiche se stropicciate, contengono composti bioattivi con proprietà antimicrobiche ed antiossidanti di possibile utilizzo in medicina © Giuseppe Mazza

Richiede una esposizione preferibilmente in pieno sole, innaffiature moderate e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, sopporta brevi periodi di siccità, ma è sensibile alle basse temperature, valori intorno a -1 °C distruggono la parte aerea mentre a livello radicale può resistere fino a circa -3 °C; al di fuori delle zone tropicali e subtropicali può essere coltivata come annuale data la precoce fioritura. Si adatta bene alla coltivazione in vaso utilizzando un substrato particolarmente drenante ricco di sostanza organica con innaffiature regolari, ma senza ristagni, e concimazioni, in primavera-estate, con prodotti ad alto contenuto di fosforo e basso contenuto di azoto.

Studi di laboratorio hanno mostrato la presenza nelle foglie di composti bioattivi con proprietà antimicrobiche e antiossidanti di possibile utilizzo in medicina.

Sinonimi: Spixia violacea Schrank (1819); Ampherephis aristata Kunth (1820); Ampherephis mutica Kunth (1820); Ampherephis intermedia Link (1822); Amphibecis violacea (Schrank) Schrank (1824); Crantzia ovata Vell. (1827); Ampherephis pilosa Cass. (1828); Ampherephis pulchella Cass. (1828); Centratherum brevispinum Cass. (1828); Centratherum longispinum Cass. (1828); Centratherum intermedium (Link) Less. (1829); Centratherum muticum (Kunth) Less. (1829); Centratherum pulchellum (Cass.) Steud. (1840); Centratherum brachylepis Sch. Bip. ex Baker (1873); Centratherum holtonii Baker (1873); Centratherum parviflorum Moric. ex Baker (1873); Centratherum punctatum var. parviflorum Baker (1873); Baccharoides brachylepis (Sch. Bip. ex Baker) Kuntze (1891); Baccharoides holtonii (Baker) Kuntze (1891); Baccharoides muticum (Kunth) Kuntze (1891); Baccharoides punctatum (Cass.) Kuntze (1891); Baccharoides violaceum (Schrank) Kuntze (1891); Centratherum aristatum Cass. ex B.D. Jacks. (1895); Centratherum punctatum var. foliosum Chodat (1902); Centratherum punctatum fo. brachyphyllum Hassl. (1913); Centratherum punctatum fo. foliosum (Chodat) Hassl. (1913); Centratherum punctatum subsp. camporum Hassl. (1913); Centratherum punctatum var. longipes Hassl. (1913); Centratherum violaceum (Schrank) Gleason (1922); Centratherum punctatum var. viscosissimum Hassl. (1913); Centratherum camporum (Hassl.) Malme (1931); Centratherum camporum var. longipes (Hassl.) Malme (1931).

 

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