Cepaea nemoralis

Famiglia : Helicidae

 

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Testo © Gianbattista Nardi

 

 

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Per la vistosa conchiglia, la Cepaea nemoralis ricorda le specie tropicali del genere Polymita © Giuseppe Mazza

Le chiocciole della fauna europea sono generalmente caratterizzate da con- chiglie poco vistose, con taglia spesso modesta e colori monotoni; una delle poche eccezioni è probabilmente rappresentata da Cepaea nemoralis (Linnaeus, 1758) che potremmo definire come il più “tropicale” dei nostri molluschi terrestri, visto che ricorda abbastanza le incredibili chiocciole caraibiche del genere Polymita.

L’animale, infatti, mostra solitamente un bel colore giallo limone, rosa o arancio brillante, con conchiglia dalla medesima colorazione di fondo, spesso percorsa da una o più fasce marrone scuro, a volte sottili, a volte più larghe.

Il risultato complessivo è dunque molto scenografico, soprattutto se pensiamo al contrasto tra i colori dell’animale e il verde della vegetazione arbustiva, habitat dove solitamente vive questa specie.

Non a caso il nome generico ( Cepaea ) deriva dal greco "κῆπαιος", che significa “attinente al giardino”, mentre quello specifico ( nemoralis ) deriva dal latino e significa “abitante dei boschi”.

Cepaea nemoralis appartiene alla classe Gastropoda, alla sottoclasse Pulmonata, al ben noto ordine degli Stylommatophora ed alla famiglia degli Helicidae.

Zoogeografia

Cepaea nemoralis è specie indigena dell’Europa centro-settentrionale, segna- lata nei seguenti paesi: Andorra, Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia (tutta la penisola fino alla Basilicata; assente in Calabria, Sicilia e Sardegna) Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ucraina e Ungheria. Oltre alla specie nominotipica, ovvero Cepaea ( Cepaea ) nemoralis nemoralis (Linnaeus 1758), è riconosciuta come valida anche un’altra sottospecie, Cepaea ( Cepaea ) nemoralis etrusca (Rossmassler 1835), presente solamente nell’Italia cispadana. Le altre specie europee sono: Cepaea ( Austrotachea ) sylvatica (Draparnaud 1801), Cepaea ( Austrotachea ) vindobonensis (C. Pfeiffer 1828) e Cepaea ( Cepaea ) hortensis (O.F. Muller 1774), che differiscono da Cepaea nemoralis per alcuni caratteri della conchiglia, dell’anatomia (apparato genitale) e della morfologia del dardo (stiletto mineralizzato utilizzato durante l’accoppiamento).

Ecologia-Habitat

Cepaea nemoralis si rinviene in ambienti assai diversi, sia naturali che antropizzati, come giardini, campi, boschi, terreni coltivati, vigne, siepi, arbusti, muri di cinta e scarpate. Generalmente frequenta luoghi freschi e umidi a quote modeste (ambienti planiziali e collinari); tuttavia può raggiungere i 1.200 metri di quota.

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L’accoppiamento è preceduto da un complesso rituale di corteggiamento con dardo mineralizzato © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

Conchiglia subglobosa a spira subconico-depressa con diametro generalmente compreso tra 19,5 e 22 mm.

Ombelico assente. Apertura ovoidale decisamente obliqua con labbro esterno estroflesso; peristoma munito internamente di un cercine labiale e di una callosità sul bordo columellare, generalmente di colore bruno scuro.

Colorazione assai variabile: sono più frequenti i fenotipi con conchiglia a fondo giallo, rispetto a quelli con fondo rosa o arancio; allo stesso modo sono più frequenti gli esemplari che presentano bande brune continue (più o meno numerose e più o meno larghe), rispetto a quelli in cui le fasce sono interrotte.

Alcuni esemplari possono mostrare solo la colorazione di fondo e sono sprovvisti di fasce marroni; esistono infine anche rare forme albine, con nicchio interamente depigmentato. Scultura superficiale composta di sottili strie di accrescimento assiali, irregolari e leggermente ondulate.

Nella sottospecie Cepaea nemoralis etrusca, che possiede una conchiglia molto più grande, la superficie (in particolare l’ultimo giro di spira) mostra delle grinzosità (martellature) assai marcate.

Animale di taglia media, allungato, quasi appuntito posteriormente; tentacoli lunghi e sottili. Bocca piccola munita di palpi labiali grandi e divergenti. Apertura polmonare (pneumostoma) obliqua e ovoidale. Superficie del corpo ricoperta da tubercoli piccoli e addensati. Anche la colorazione del mollusco, come già accennato, può essere assai variabile: sono infatti possibili tutte le tonalità del giallo, del rosa e dell’arancio; sono infine noti anche esemplari albini. Mandibola larga da 1,6 a 2,4 mm circa, munita di coste verticali (da 2 a 9, ma generalmente 3-4), più o meno elevate e sporgenti oltre i bordi. Radula formata da dente centrale unicuspidato robusto; i denti laterali mostrano inizialmente un ectocono rudimentale che poi diviene più distinto; i denti laterali delle file più esterne divengono nettamente tricuspidati. Ancora una volta è nel tratto genitale che individuiamo i caratteri diagnostici più significativi per la distinzione tra le varie specie; in particolare, nel genere Cepaea, acquistano grande rilevanza la struttura delle ghiandole mucose, le dimensioni del diverticolo del canale della borsa copulatrice e la forma del dardo.

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Poco raccolta, per l’esigiutà della carne senza gusto, sverna in letargo e può vivere alcuni anni © Giuseppe Mazza

In Cepaea nemoralis le ghiandole mucose presentano un numero esiguo di ciechi cilindrici (di solito da 2 a 4) che si diramano da un breve tronco basale. Il canale della borsa copulatrice ha dimensioni molto variabili, sebbene sia generalmente molto lungo (26-51 mm). Il suo diverticolo è invece corto o molto corto. Il flagello è invece sempre più lungo (1,7-6 mm) del pene e dell’epifallo riuniti. Sacco del dardo particolarmente voluminoso, ingrossato e arrotondato anteriormente. Il dardo ha forma di stiletto ed è munito di 4 creste longitudinali, non bifide, due delle quali (opposte tra loro) sono più sporgenti delle altre.

Etologia-Biologia riproduttiva

Cepaea nemoralis può vivere alcuni anni. Il periodo di attività va dalla primavera all’autunno; la stagione invernale, invece, viene trascorsa necessariamente in letargo.

Cepaea, come tutti i molluschi gaste- ropodi polmonati, è un ermafrodita (possiede sia gli organi riproduttivi maschili che quelli femminili) insufficiente (non può autofecondarsi, ma deve accoppiarsi con un partner). Durante l’accoppia- mento ciascun individuo ricoprirà il doppio ruolo di fecondatore e fecondato. Anche l’accoppiamento di Cepaea, come nel caso di altri Helicidae, è preceduto da un complesso rituale di corteggiamento; inoltre, anche Cepaea ricorre all’utilizzo di un dardo mineralizzato nelle fasi che precedono la copula (come accade, per esempio, per Helix pomatia).

Considerazioni finali

I molluschi del genere Cepaea sono commestibili e vengono localmente raccolti a scopi eduli; tuttavia essi non sono così richiesti e così apprezzati, come accade per quelli del genere Helix, forse a causa delle minori dimensioni, forse per la minore sapidità delle loro carni.

Anche Cepaea nemoralis Linnaeus, 1758, così come accade per altri comuni elicidi della fauna europea, è stata citata in passato con un gran numero di sinonimi: Cepaea adamii Kobelt, 1903; Cepaea alphaea De Stefani, 1883; Cepaea apennina Stabile, 1864; Cepaea cisalpina Stabile, 1864; Cepaea erjaveci Kobelt, 1880; Cepaea leucostoma Stabile, 1859; Cepaea lucifaga Rossmassler, 1835; Cepaea subaustriaca Bourguignat, 1880.

 

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