Cereopsis novaehollandiae

Famiglia : Anatidae

 

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Testo © Dr. Davide Guadagnini

 

 

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L’oca cereopside (Cereopsis novaehollandiae) è di casa nel Sud dell’Australia © Giuseppe Mazza

L’oca cereopside ( Cereopsis novaehollandiae - Latham 1801) è un uccello appartenente all’ordine degli Anseriformi (Anseriformes), alla famiglia degli Anatidi (Anatidae), sottofamiglia degli Anserine (Anserinae), tribù degli Anserini (Anserini) , genere Cereopsis al quale appartiene come unica specie con due sottospecie:

-  Cereopsis novaehollandiae novaehollandiae

-  Cereopsis novaehollandiae grisea

Il termine “cereopsis” ha un’etimologia che deriva dal greco “keros” = cera e da “opsis” = simile, perché una delle caratteristiche di questo uccello è di avere il becco dall’aspetto ceroso.

In nome della specie “novaehollandiae” è un genitivo composto da "novae" e "hollandiae" e vuol dire “della Nuova Olanda”; si riferisce al nome dato dagli esploratori olandesi nella prima metà del seicento alla costa dell’Australia del sud considerata erroneamente un’isola desertica e poco interessante.

Zoogeografia

L’oca cereopside è originaria del continente australiano dov’è presente nella parte sud-orientale. Presente anche in Tasmania e nelle isole del sud dell’Australia.

Ecologia-Habitat

In natura nidifica nella macchia erbosa o nelle zone con sterpaglie su isole, frequentando anche spiagge e bordure di laghi e lagune. Dopo la stagione riproduttiva, questa specie, diventa in parte erratica soprattutto per cercare pascoli su cui alimentarsi; alcuni soggetti si spostano dalle isole alle coste o all’entroterra; viceversa altri individui sono stanziali sulle isole; occupando anche quelle in mare aperto avendo la capacità di bere anche acqua salmastra-salata.

Questa meravigliosa oca è stata oggetto di spietate persecuzioni da parte degli agricoltori locali perché non disdegna pascolare nutrendosi nei coltivi. Prima della fine del ventesimo secolo la specie ha subito una drastica riduzione. Ora la popolazione sembra stabilizzata attorno ai 15-20.000 individui. In Nuova Zelanda, la specie, è estinta dopo un’introduzione avvenuta alcuni decenni fa. Fortunatamente alcune isole australiane , dove la specie nidifica regolarmente, sono state incluse in riserve naturali diventando oasi di protezione per la specie medesima. In Tasmania c’è ancora la possibilità di cacciarla con concessioni limitate.

Morfofisiologia

L’oca cereopside è alta 75-100 cm e ha un peso che oscilla dai 3 kg abbondanti ai 7 e più kg; le femmine sono mediamente più piccole dei maschi. Maschi e femmine, pur avendo fenotipo simile, in realtà si distinguono facilmente perché la femmina emette un inconfondibile vocalizzo da “maiale”, cioè un grugnito, estremamente tipico.

Viceversa , il maschio, fa un verso del tipo: “qua-qua” più tipico e simile a quello emesso da altre specie d’oca. Questo anatide, come confermano le sue zampe non ampiamente palmate, non ama nuotare. Di solito entra in acqua solo nel periodo di muta; momento in cui gli anatidi risultano essere particolarmente vulnerabili ai predatori perdendo la capacità di volare.

Anche durante l’allevamento dei pulcini è più facile che entri in acqua con lo scopo di proteggere maggiormente i piccoli stessi dalle minacce predatorie provenienti dalla terraferma. Il piumaggio è di un bel grigio omogeneo; le penne copritrici dell’ala, a livello distale, presentano un disegno a triangolo-goccia di un grigio leggermente più scuro. Lo stesso disegno, più grande e più diluito è presente nelle penne scapolari a livello di dorso. Le penne remiganti sono per il mezzo/terzo distale colore nero/grigio lavagna, dello stesso colore sono le penne timoniere; la coda e il bordo scuro delle ali risulta evidente quando l’uccello è in volo.

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Piumaggio grigio e becco cerato. Beve anche acqua salata. Maschio e femmina si distinguono dal verso © Giuseppe Mazza

L’oca cereopside ha un becco corto di colore nero abbondantemente coperto dalla cera che circonda le narici e che presenta il caratteristico colore giallo-verde evidenziatore.

Le zampe di quest’oca sono forti, di un colore rosa acceso e terminano con un piede nero petrolio dando l’effetto di una zampa rosa intinta, nella parte distale in modo schizzato, per l’appunto nel petrolio. Le zampe sono solo parzialmente palmate (in Germania è chiamata oca-gallina).

Esiste una sottospecie ( Cereopsis novaehollandiae grisea ) che ha la macchia bianca, presente sulla sommità del capo, più grande con il bianco che si estende fino agli occhi. Questa sottospecie, o forse sem- plicemente popolazione, è distri- buita nell’arcipelago di Recherche.

Etologia-Biologia riproduttiva

Essenzialmente vegetariana è una pascolatrice che si nutre di steli, foglie, semi e ciuffi d’erba di graminacee spontanee e di piante acquatiche.

Nelle nostre zone si riproduce nel periodo invernale esattamente come avviene in Australia (è rimasta con la stagionalità d’origine). L’oca cereopside è monogama e il legame di coppia risulta essere molto forte; in autunno la coppia diventa ancora più aggressiva proteggendo il territorio dove nidificherà.

Le uova, in Italia, vengono deposte a fine Dicembre inizio Gennaio in numero di 4-6 (raramente 7 o più) in una piccola depressione del terreno, il nido è poco elaborato ed è costituito da rametti ed altro materiale vegetale raccolto in prossimità del nido stesso. L’interno del nido è reso tuttavia confortevole dall’abbondante piumino che la femmina strappa anche dal proprio partner. Tale piumino risulta fondamentale per nascondere le uova, di colore bianco, durante la deposizione e per mantenere il calore durante le pause quotidiane che la femmina effettua durante il periodo della cova. Il piumino riesce a far sopravvivere gli embrioni anche se la temperatura è molto rigida visto che le femmine in cova non rinunciano a pause che possono protrarsi anche per qualche ora (in genere la mattina).

L’incubazione delle uova dura 32 giorni. Il maschio non cova ma contribuisce a difendere tenacemente la femmina in cova, contribuendo poi all’allevamento e alla difesa dei piccoli. Le uova possono essere “sperate” (procedura che consente di verificare la fertilità delle uova avvicinandole ad una fonte di luce con una particolare tecnica per vedere gli eventuali embrioni in controluce) molto bene anche se l’embrione sviluppa molto lentamente nelle fasi iniziali di incubazione; in particolare risulta essere di dimensioni molto ridotte con scarso sviluppo della rete vasale ad esso periferica (denominata volgarmente “ragno”) quando viene sperato all’ottavo-decimo giorno di incubazione (fase della cova in cui si effettua la speratura per verificare la fertilità delle uova). In tale periodo l’embrione si trova nell’emisfero ottuso dell’uovo in posizione decentrata. In ambiente selvatico australiano, l’oca cereopside depone le uova e alleva i piccoli in autunno-inverno (che corrisponde alla nostra primavera-estate) ed i giovani saranno pronti al volo e all’indipendenza in primavera.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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