Cerianthus membranaceus

Famiglia : Cerianthidae

 

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Testo © Andrea Tarallo

 

 

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Cerianthus membranaceus vive fino a 35 m di profondità nelle acque calme del Mediterranneo e Atlantico orientale © Giuseppe Mazza

Il Cerianthus membranaceus (Spallanzani, 1784) è un grosso invertebrato appartenente al phylum Cnidaria, che comprende meduse, coralli e madrepore.

Il nome di cnidari deriva dal greco "knide", ortica, riferita alle proprietà urticanti dei tentacoli di alcune delle specie più famose del gruppo. Talvolta si può ancora trovare la vecchia classificazione di Coelenterata o celenterati, che si riferisce alla presenza del "celenteron", ovvero l’unica cavità corporea "koilos", cavità; "enteron", intestino, una caratteristica tuttavia condivisa anche da spugne e ctenofori.

Appartiene alla classe Anthozoa, sotto- classe Hexacorallia, cioè se immagi- niamo di osservare dall’alto una sezione di un polipo di un esacorallo vedremo che la cavità celomatica è generalmente divisa radialmente da setti in multipli di sei. Ordine Ceriantharia, famiglia Cerianthidae.

Il nome latino del cerianto, o fiore di mare, deriva dal greco "kēríon", cioè favo, riferito probabilmente alle proprietà infiammatorie della corona esterna di tentacoli, e "ánthos", fiore, per la sua evidente somiglianza con i fiori terrestri. Lo specifico membranaceus si riferisce all’involucro membranoso che lo circonda.

Zoogeografia

Endemico del mar Mediterraneo, tipicamente rinvenibile nella parte nord-occidentale del bacino e nel mar Adriatico, sui fondali bassi e sabbiosi fino a 35 metri di profondità. Nell’oceano Atlantico orientale l’areale di distribuzione si estende fino alla Bretagna.

Ecologia e Habitat

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Tipico polipo solitario, ha un corpo vermiforme che risiede in un tubo di muco protettivo solidificato posto in un cunicolo scavato un po’ alla volta, negli anni, fino a 1 m di profondità. I tentacoli non sono retrattili ma possono scivolare con l’intero animale all’interno di questo cunicolo scomparendo alla vista in caso di pericolo © Gianni Neto

Cerianthus membranaceus predilige le acque tranquille e leggermente torbide della costa, per questo si adatta bene anche alle aree portuali, essendo oltretutto anche una specie abbastanza resistente all’inquinamento.

Occupa i fondali sabbiosi o limosi compresi nei primi metri di profondità. Sembrerebbe che le due varietà che compongono la specie, la violacea e la fusca, scelgano fondali con consistenze diverse per insediarsi. Mentre la varietà violacea preferisce substrati più resistenti come fanghi induriti dalle radici delle piante marine o dai talli delle alghe, la varietà fusca è rinvenibile su fondali più molli e non fortemente colonizzati.

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Nel Cerianthus membranaceus vi sono due sorte di tentacoli: i grandi esterni, urticanti, che servono a catturare le prede, e quelli interni, piccoli di colore brunastro, che hanno il compito di portarle verso il cavo orale © Gianni Neto

É un animale sciafilo, cioè predilige zone non esposte all’irraggiamento solare diretto.

La corona esterna di tentacoli di Cerianthus membranaceus è urticante, e l’animale la usa per cacciare attivamente piccole prede come crostacei, larve, o più in generale plancton. Diverse specie di vermi e crostacei approfittano della corrente di acqua che produce la corona di tentacoli e della protezione degli stessi. Nel Mediterraneo Phoronis australis, un piccolo foronideo filtratore, è un suo tipico commensale, e cresce attaccato all’involucro esterno dell’anemone.

Morfofisiologia

Cerianthus membranaceus è un tipico polipo solitario. Possiede un corpo vermiforme che risiede in un tubo che è secreto da speciali cellule poste sulla superficie del corpo, le pticocisti. Queste producono una sostanza mucoide che forma una sorta di capsula di protezione attorno all’ animale.

Il muco si mischia con altro materiale esogeno, principalmente sabbia, e può essere riformato se l’animale viene scalzato dalla sua sede. Il tubo non è visibile all’esterno del substrato, dal quale solitamente fuoriesce solo il ciuffo di tentacoli, o in alternativa qualche centimetro del bordo superiore del tubo membranoso. L’animale infatti è capace di scavare un cunicolo nel quale si accresce. Il cunicolo è più lungo dell’animale, arrivando anche ad un metro di profondità, ed è proprio all’interno di questo cunicolo che egli si occulta quando si sente disturbato. I tentacoli non hanno proprietà retrattile, ma è l’intero animale che scivola all’interno del cunicolo fino a scomparire alla vista.

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Cerianthus membranaceus si nutre di piccoli crostacei, larve, o più in generale di plancton © Gianni Neto

I tentacoli sono divisi in due diverse corone che sono facilmente distinguibili per colore e morfologia. La corona esterna, o marginale, è quella urticante, di color tabacco-violetto con punteggiatura bruno-bianca, o con fluorescenze verdastre. Essa è composta da quattro file di tentacoli più lunghi di quelli della corona interna, circa 20 cm e in numero superiore a cento, e che l’animale utilizza per paralizzare le prede e portarle verso la corona centrale. La corona centrale è costituita da tentacoli più corti e sottili, di colore scuro-brunastro, e hanno la sola funzione di dirigere le particelle alimentari verso il cavo orale.

L’adulto raggiunge una lunghezza massima di 35-40 cm e 3 cm di diametro. E’ un animale molto longevo: anche se non esistono informazioni precise, i cerianti ospitati nello storico acquario di Napoli hanno superato i 30 anni di età.

Etologia

Cerianthus membranaceus è un antozoo solitario, e può ritrarsi velocemente all’interno del tubo se disturbato o se si sente minacciato. Il tubo nel quale risiede è forato in modo che l’acqua, che lo tiene turgido nella porzione dove non è presente l’animale, possa fluire via velocemente quando l’individuo si sposta. Sebbene Cerianthus membranaceus sia un animale che vive saldamente ancorato al fondale, talvolta può abbandonare il tubo per spostarsi. In questo caso, o se viene meccanicamente scalzato dalla sua sede, può riformare il tubo esterno membranoso. Oltretutto possiede un’ottima capacità rigenerativa, perciò riesce a riformare anche la porzione di corpo che è stata eventualmente rimossa.

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Esistono due varietà di Cerianthus membranaceus : la violacea e la fusca che scelgono fondali diversi © Gianni Neto

Biologia riproduttiva

Cerianthus membranaceus è un ermafrodito proterandro, ovvero gli individui più piccoli sono maschi, mentre i più grandi sono femmine. Grazie a questa diacronia non può avvenire l’autofecondazione tra i gameti.

Nel Mediterraneo occidentale le uova compaiono a luglio, nell’Adriatico da gennaio a giugno. La fertilizzazione avviene nella colonna d’acqua, dove spermi e uova non fecondate si incontrano per dare vita ad una larva che conduce probabilmente vita planctonica per un certo periodo, ma non se ne conoscono i tempi. Dallo studio di alcune specie vicine si sa che una larva tentacolata raggiunge il fondo dove si insedierà per dare vita all’individuo adulto.

A differenza dei cosiddetti veri anemoni, ordine Actiniaria, l’anemone tubicolo Cerianthus membranaceus non può riprodursi per via asessuata.

Sinonimi

Cerianthus membranacea - Spallanzani 1784.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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