Chambeyronia macrocarpa

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Le giovani foglie della Chambeyronia macrocarpa sono rosso-arancio © Giuseppe Mazza

La specie, piuttosto variabile, è originaria della Nuova Caledonia, dove vive nelle foreste umide a bassa e media altitudine.

Il genere fu dedicato dal botanico Eugène Veillard (1819-1896) all’ufficiale navale francese Charles Marie Chambeyron (1827-1891) capo della spedizione in Nuova Caledonia.

Il nome specifico è la combinazione dei termini greci “makrόs” = grande e “karpόs” = frutto, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: blushing palm, chambeyronia palm, flame thrower palm, Houailou red leaf palm, New Caledonia red-leaved palm, red feather palm, red leaf palm (inglese); palmier de Houailou, palmier de Nouvelle Calédonie (francese); rotblattpalme (tedesco).

La Chambeyronia macrocarpa (Brongn.) Vieill. ex Becc. (1920) è una specie monoica a fusto singolo eretto, alto fino a circa 16 m con un diametro di 16-20 cm, allargato alla base, liscio, di colore verde lucido, a volte con striature gialle, nella parte più giovane, su cui spiccano gli anelli traccia dell’attaccatura delle foglie cadute.

Foglie lunghe 2-4 m regolarmente pennate, ricurve, di colore verde intenso lucido, spesso di un appariscente colore rosso, arancio o bronzo nei primi giorni dopo apertura, con la base fogliare che avvolge interamente il fusto per un’altezza di 1,2 m, formando una sorta di elegante capitello, di colore verde a volte rivestito da minuscole scaglie biancastre.

Picciolo scanalato internamente, tondeggiante esternamente, con piccole scaglie brunastre.

Pinnule oblunghe con apice appuntito, lunghe 0,8-1,3 m e larghe 5-10 cm nella parte mediana, coriacee, cerose, con nervature marginali e centrale prominenti.

Le infiorescenze nascono sotto le foglie su un corto peduncolo, sono ramificate, erette (pendenti quando in frutto), lunghe fino a circa 1 m, con fiori disposti nella caratteristica triade (un fiore femminile in mezzo a due fiori maschili), tranne nella parte apicale dove sono presenti solo fiori maschili.

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Il tronco ornato da macchie, come l’anguria, nella parte verde e dalle tracce fogliari © Pietro Puccio

L’infiorescenza presenta il fenomeno della proterandria, i fiori maschili maturano prima di quelli femminili, ciò evita l’autofecondazione, favorendo quella incrociata.

I frutti sono da globosi a ellissoidi, di 4-5,5 cm di lunghezza e 2,5-4,5 cm di diametro, di colore rosso quando maturi, contenenti un solo seme globoso di 2,5-3,5 cm di lunghezza e 2-3 cm di diametro. Si riproduce per seme che germina in 3-4 mesi alla temperatura di 22-24 °C.

Specie di grande effetto ornamentale, isolata o in gruppi, a crescita relativamente lenta, può essere coltivata nelle zone a clima tropicale, subtropicale ed anche temperato caldo, dove può resistere ad occasionali, e di brevissima durata, abbassamenti di temperatura fino a circa -4 °C, pur con danneggiamento del fogliame, ma con una crescita particolarmente lenta. Nei primi anni va tenuta in posizione ombreggiata, poi può essere gradatamente esposta in pieno sole.

Non ha particolari esigenze riguardo al suolo, purché ben drenato, ma cresce al meglio in suoli ricchi di sostanza organica mantenuti costantemente umidi.

Esemplari giovani possono essere utilizzati per la decorazione di interni in posizione luminosa, ma evitando il sole diretto.

Sinonimi: Kentia macrocarpa Vieill. ex Brongn. (1873); Kentiopsis macrocarpa Brongn. (1873); Kentia rubricaulis Linden ex Salomon (1876); Kentia lindenii Linden ex André (1877); Cyphokentia macrocarpa (Brongn.) auct. (1878); Kentia lucianii Linden ex Rodigas (1878); Kentiopsis lucianii (Linden ex Rodigas) Rodigas (1882); Chambeyronia hookeri Becc. (1921).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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