Cheilocostus speciosus

Famiglia : Costaceae

Testo © Pietro Puccio

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Fusti di 3 m, simili a canne, foglie vistose e infiorescenze spettacolari di lunga durata © Giuseppe Mazza

Il Cheilocostus speciosus (J.König) C.Specht (2006) è originario delle foreste umide della Cina meridionale, Taiwan, Bhutan, India, Nepal, Sri Lanka, Cambogia, Laos, Vietnam, Myanmar, Tailandia, Indonesia, Malaysia, Papua Nuova Guinea, Filippine e Australia (Qeensland).

Il nome generico deriva dalla combinazione del termine greco “cheilos” = labbro e “costus”, genere in cui la specie era precedentemente inserita col nome di Costus speciosus, ancora ampiamente utilizzato; il nome specifico è il termine latino “speciosus” = bello, appariscente.

I nomi comuni più utilizzati sono: “kustha”, “kashmira”, “kemuka”, “shura”, “pushkarmu- la” (sanscrito); “keukand”, “keu”, “kust” (hindi); “cane-reed”, “crepe-ginger”, “malay ginger”, “wild ginger” (inglese); “gingembre crê- pe” (francese); “Kreppingwer” (tedesco); “Caña de la India” (spagnolo).

Pianta erbacea perenne, rizomatosa, presenta fusti sottili simili a canne, alti fino a 3 m in natura; le foglie lunghe circa 30 cm e larghe 7 cm disposte a spirale sul fusto sono di colore verde scuro lucido superiormente, pubescente inferiormente. Le infiorescenze terminali, coniche, di lunga durata, sono spighe dense alte fino a 15 cm con numerose brattee di colore rosso scuro al cui interno nascono appariscenti fiori con corolla bianca e labello bianco imbutiforme, lungo 7 cm e largo 8-10 cm, dal bordo increspato. I frutti sono bacche globose rosse, 15 mm di diametro, contenenti piccoli (3 mm circa) semi di colore nero. Si riproduce solitamente per divisione e per talea di fusto.

La specie è frequentemente coltivata ai tropici e subtropici per le appariscenti infiorescenze e la vegetazione lussureggiante; in alcune aree di origine i rizomi sono anche utilizzati nella medicina tradizionale. Necessita di un clima caldo umido, parziale ombreggiatura e suoli ricchi, drenanti, mantenuti umidi durante il periodo vegetativo. Può essere coltivata anche al di fuori delle zone a clima tropicale e subtropicale, dove però presenta una taglia più ridotta, potendo sopportare, a livello di rizoma, temperature fino a -12°C; in tal caso perde ogni inverno la parte aerea, ma rivegeta in primavera.

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I frutti sono bacche globose rosse di 15 mm di diametro che contengono piccoli semi neri di 3 mm circa © Giuseppe Mazza

Sinonimi: Banksea speciosa J.König in A.J.Retzius (1783); Costus speciosus (J.König) Sm. (1791); Tsiana speciosa (J.König) J.F.Gmel. (1791); Planera speciosa (J.König) Giseke (1792); Kaempferia speciosa (J.König) Thunb. (1825); Amomum arboreum Lour. (1790); Costus foeniculaceus Noronha (1790); Amomum hirsutum Lam. (1791); Hellenia grandiflora Retz. (1791); Costus crispiflorus Stokes (1812); Costus vaginalis Salisb. (1812); Costus speciosus var. angustifolius Ker Gawl. (1822); Costus angustifolius Ker Gawl. (1823); Costus nipalensis Roscoe (1826); Costus hirsutus Blume (1827); Costus sericeus Blume (1827); Costus glabratus Rchb. in J.C.Mössler (1829); Costus argyrophyllus Wall. (1832); Costus loureiroi Horan. (1862); Costus potierae F.Muell. (1864); Costus spicatus var. pubescens Griseb. (1864); Cardamomum arboreum (Lour.) Kuntze (1891); Costus speciosus var. argyrophyllus Wall. ex Baker in J.D.Hooker (1892); Costus lamingtonii F.M.Bailey (1898); Costus speciosus var. glaber K.Schum. (1899); Costus speciosus var. hirsutus (Blume) K.Schum. (1899); Costus speciosus var. sericeus (Blume) K.Schum. (1899); Costus glaber (K.Schum.) Merr. (1924); Costus formosanus Nakai (1941); Costus speciosus var. formosanus (Nakai) S.S.Ying (1988); Costus speciosus var. dilnavaziae M.R.Almeida & S.M.Almeida (1999).

 

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