Chiloschista lunifera

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’Arunachal Pradesh, Assam, Bhutan, Darjiling, Giava, Nepal, Laos, Myanmar e Thailandia dove cresce sugli alberi delle foreste decidue o semidecidue, spesso ai margini di corsi d’acqua, fino a circa 600 m di altitudine, in zone caratterizzate da clima stagionale, caldo umido dalla primavera all’autunno, più fresco e secco in inverno.

Il nome del genere è la combinazione del sostantivo greco “χεῖλος” (cheilos) = labbro e dell’aggettivo “σχιστός” (schistόs) = diviso, intaccato, con riferimento al labello della specie tipo; il nome specifico è la combinazione del sostantivo latino “luna, ae” = luna e del verbo “fero” = portare, con riferimento al callo (escrescenza carnosa alla base del labello) semilunare.

Nomi comuni: moon chiloschista (inglese).

La Chiloschista lunifera (Rchb.f.) J.J.Sm. (1905) è una specie epifita monopodiale, di norma priva di foglie, con fusti estremamente ridotti e radici verdastre piuttosto appiattite che assolvono alla funzione clorofilliana; a volte, se la luce è insufficiente, possono apparire 1-2 foglie che cadono in breve tempo. Infiorescenze racemose lunghe fino a 20 cm portanti 5-20 fiori profumati, di 1-1,6 cm di diametro, con petali e sepali ovato-ellittici, di circa 0,8 cm di lunghezza e 0,6 cm di larghezza, di colore rosso bruno bordato di giallo pallido, e labello trilobato, lungo 0,8 cm, con lobo mediano saccato e lobi laterali ricurvi ai lati della colonna, di colore bianco o giallastro con macchie rosso bruno.

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Originaria delle foreste decidue o semidecidue sud-est asiatico, la Chiloschista lunifera è una piccola epifita arborea, di norma priva di foglie, con fusti estremamente ridotti e radici verdastre piuttosto appiattite che si occupano della funzione clorofilliana. Orchidea miniatura con vistosi fiorellini profumati di 1-1,6 cm di diametro © Giuseppe Mazza

Si riproduce generalmente per seme in vitro. I semi hanno un particolare comportamento, presentano, semplificando al massimo, ad una estremità come dei microscopici tentacoli costituiti da filamenti compressi avvolti a spirale, quando il seme è inumidito questi si distendono fino a raggiungere una lunghezza di qualche mm, pare che ciò serva a facilitare l’ancoraggio alla corteccia degli alberi (Barthlott, W. & Ziegler, B., 1980).

Orchidea miniatura di aspetto particolare, fiorifera e di facile coltivazione, necessita di elevata luminosità, ma non sole diretto, temperature medio-alte, 24-30 °C, durante il periodo vegetativo, mentre in inverno è utile una elevata escursione termica giornaliera, intorno a 8-10 °C, con valori notturni di 12-14 °C. Le innaffiature e nebulizzazioni devono essere frequenti durante il periodo di crescita, ma lasciando asciugare le radici prima di ridare acqua, leggermente più distanziate durante il periodo di riposo, l’umidità ambientale elevata, 70-85%, e la ventilazione costante. Concimazioni mensili dalla primavera a inizio autunno utilizzando un prodotto bilanciato idrosolubile, con microelementi, a ¼ di dose, o meno, di quella consigliata dal produttore. Va montata su pezzi di tronco, di corteccia o zattere di sughero o di radici di felci arborescenti, a radice nuda, in modo da ricevere senza ostacoli la luce necessaria alla fotosintesi.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Thrixspermum luniferum Rchb.f. (1868); Sarcochilus lunifer (Rchb. f.) Benth. ex Hook. f. (1889); Sarcochilus luniferus (Rchb.f.) Benth. ex Hook.f. (1889); Chiloschista indica J.J.Sm. (1913); Chiloschista javanica Schltr. (1919); Chiloschista lunifera (Rchb. f.) Schltr. (1919).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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