Chroogomphus rutilus

GIF - 5.4 Kb

 

Testo © Pierluigi Angeli

 

JPEG - 82.9 Kb
Il Chroogomphus rutilus è un fungo commestibile di scarso pregio © Giuseppe Mazza

Famiglia: Gomphidiaceae Maire ex Jülich, (1982)

Genere: Chroogomphus (Singer) O.K. Miller (1964)

Chroogomphus rutilus (Schaeffer : Fries) Miller (1964)

L’etimologia del nome dal termine latino “rútilus” = rossiccio, fiammeggiante.

Volgarmente conosciuto col nome di chiodetto, chiodello per gli Italiani; gomphide rutilant, per i Francesi; gonfidio viscoso, coma de perdiu, lerdeki marroi per gli Spagnoli.

Descrizione del genere

Al Genere Chroogomphus sono ascritti funghi che hanno il cappello carnoso, ± feltrato o glutinoso e umbonato.

Le lamelle decorrenti sul gambo, di colore rosa-ocraceo-arancio che poi diventano bruno-nerastre a maturità. La carne color arancio, rosso carminio al taglio. Velo fibrilloso. Le ife miceliari alla base del gambo sono amiloidi, sporata grigio-olivastro.

Descrizione della specie

Cappello: 4-10 cm, inizialmente emisferico poi conico-campanulato, infine piano e anche ± depresso, con umbone; margine all’inizio aderente al gambo, involuto, poi incurvato verso il basso e solo tardivamente disteso. Cuticola liscia, vischiosa a tempo umido, lucente con tempo secco, fibrillosa, di colore bruno-grigio, bruno-ocra, vinoso, con riflessi ramati o sfumature olivastre.

Imenio: lamelle rade, decorrenti sul gambo, spesse, arcuate, intercalate da lamellule; il colore va dall’ocra olivastro, verde-oliva al bruno-nerastro a maturazione.

JPEG - 109.9 Kb
Molto comune, cresce in estate e in autunno sotto pini a due aghi © Giuseppe Mazza

Gambo: 5-10 × 1-2 cm, slanciato, cilindroide, attenuato alla base, pieno; superficie un po’ viscida, fibrillosa, con fini scaglie disposte a zigzag, dello stesso colore del cappello, più vinoso nella parte superiore, giallastro alla base, talvolta ornato da resti del velo che formano una zona anulare nella parte alta nel fungo giovane.

Carne: soda, compatta, molliccia a maturazione, fibrosa nel gambo, di colore ocra-arancio, rosa-salmone, infine, negli esemplari maturi, anche vinoso, giallo o giallo-cromo alla base del gambo. Odore quasi nullo, sapore mite come di nocciola.

Habitat: specie molto comune, cresce in estate e in autunno sotto pini a due aghi: Pinus pinea in ambiente mediterraneo; Pinus nigra e Pinus sylvestris in montagna.

Commestibilità: commestibile ma di scarso valore.

Spore: brunastre al microscopio, fusiformi, ellissoidali, lisce, guttulate, (13) - 15 - 19 × 6 - 7,5 µm.

Basidi: clavati, tetrasporici, senza giunti a fibbia, 50 - 63 × 11 - 14,5 µm.

Cheilocistidi e Pleurocistidi: numerosi, cilindroidi, appena ventricosi, incrostati, 127,5 - 147,5 × 15 - 20 µm. Trama lamellare bilaterale. Spore in massa bruno-oliva.

Osservazioni: è un fungo che cresce esclusivamente in simbiosi con i pini a due aghi, sia in montagna sia in zona mediterranea.

JPEG - 46.1 Kb
Basidi, pleurocistidi e cheilocistidi, e spore di Chroogomphus rutilus © Pierluigi Angeli

Si riconosce facilmente per il cappello vischioso a tempo umido e lucente a tempo secco, per il colore che va dal laterizio al vinoso e per la carne gialla cromo alla base del gambo.

Si può confondere con: Chroogomphus helveticus (Singer) M.M. Moser, che però è di taglia inferiore, ha il cappello vellutato, fibrilloso, appena viscido a tempo umido, di colore giallo arancio, si macchia di rossastro allo sfregamento; le lamelle sono più pallide, nerastre a maturità; gambo con tomentosità e colore simile a quella del cappello, alla pressione si macchia di bruno arancione per poi scurire; carne compatta, ocra arancio, più scura alla base del gambo.

Il Chroogomphus rutilus fo. fulmineus (Heim) Courtecuisse, che è molto simile, però è di taglia più piccolo, ha il cappello di colore rosso molto carico, a volte quasi nerastro al centro, con sfumature rosso vermiglio o arancio vivo, senza umbone, la carne giallo-arancione che a contatto con l’ammoniaca vira al viola, cresce anch’esso sotto pino a due aghi in ambiente mediterraneo.

Sinonimi: Agaricus rutilus Schaeffer (1774) (basiniomo); Gomphidius viscidus (Linnaeus) Fries (1838); Gomphidius rutilus (Schaeffer) S. Lundell (1937).

 

→ Per informazioni generali sui funghi vedere qui.

→ Per apprezzare la biodiversità dei FUNGHI e trovare altre specie, cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_C-476-1_Chroogomphus_rutilus
_C-476-2_Chroogomphus_rutilus
_C-476-3_Chroogomphus_rutilus
_C-476-4_Chroogomphus_rutilus
_C-476-5_Chroogomphus_rutilus
_C-476-6_Chroogomphus_rutilus
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants