Circaetus gallicus

Famiglia : Accipitridae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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Visto di fronte il Biancone ( Circaetus gallicus ) fa pensare ad un uccello notturno per i suoi grandi occhi gialli, decisamente frontali, che gli permettono la perfetta messa a fuoco binoculare © Giuseppe Mazza

Il Biancone ( Circaetus gallicus - Gmelin, 1788 ) è considerato da gran parte degli ornitologi europei, uno dei più bei rapaci del continente. Una livrea elegante, un portamento regale, un volo possente da aquila, occhi sfavillanti e misure che non passano di certo inosservate. Forse è la sua alimentazione abituale che può essere di contrasto a questa sua bellezza genetica, visto che si nutre quasi esclusivamente di serpi con una modalità che poi descriveremo, ma questo fatto passa in secondo piano e vincono di certo le sue altre virtù.

Tassonomicamente il biancone appartiene all’ordine degli Accipitriformes ed alla famiglia degli Accipitridae.

Già dalla etimologia del nome scientifico si rileva che Gmelin, colui che l’ha classificato nel 1788, ha voluto evidenziare la sua eleganza posizionandola tra una aquila ed un falco.

Il genere Circaetus deriva infatti dal greco “kirkos” = falco e “aetos” = aquila, mentre con gallicus ha voluto identificare la Gallia, il nome antico della Francia, il luogo da dove provenivano gli esemplari da lui studiati.

E’ comunque oggi accertato che la Francia non è certo il luogo maggiormente frequentato da questo rapace anche se presente in discreto numero specialmente nel settore mediterraneo.

Moltissimi sono i nomi volgari dati in Italia a questo uccello, questo a significare le diverse interpretazioni che i vari osservatori hanno voluto dare interpretando la tradizione popolare. Aquila gallica, aquila dei serpenti, biancone, aquila astore, aquila bianca, falcone delle steppe. Anche in Europa si sono sbizzarriti a dare nomi di diversa etimologia: in inglese Short-toed (Snake) Eagle, in olandese Slangenarend, in francese Circaète Jean-le-Blanc, in tedesco Schlangenadler, in spagnolo Culebrera europea o águila culebrera ed in portoghese águia-cobreira o guincho-branco. Alcuni hanno fatto riferimento alla lunghezza delle dita delle zampe, notoriamente più ridotte di ogni altro rapace, altri alla loro tradizionale preda ed i francesi, con un buon grado di fantasia, hanno abbinato il nomignolo Jean, affibbiato nel Medioevo a tutte le persone acute ed intelligenti a le blanc il colore della livrea.

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E’ anche uno dei pochi uccelli rapaci in grado d’effettuare il volo dello “Spirito Santo”, di rimanere cioè sospeso immobile nell’aria con rapidi battiti d’ali, modulando ad arte la coda, per osservare attentamente le sue prede © Gianfranco Colombo

E’ un uccello prettamente migratore che raggiunge l’Europa alla fine del mese di marzo per lasciarla dopo il periodo estivo, già da agosto ma con massima concentra- zione nel mese di settembre.

Zoogeografia

Il biancone è specie mediterranea per cui non si inoltra in profondità nel nord del continente europeo pur toccando nella sola parte orientale, le regioni che si affacciano sul mare Baltico fino alla Finlandia.

La massima popolazione europea è concentrata nella penisola iberica, con buona presenza nel sud della Francia, sulle coste tirreniche dell’Italia, parte della penisola balcanica e nella Russia europea fin oltre gli Urali.

E’ totalmente mancante nel centro Europa, in Inghilterra e nella penisola scandinava. In Asia occupa l’Anatolia fino all’Iran e centro Asia fino alla Mongolia. Sono state segnalate anche piccole colonie isolate nel sud est Asiatico. In Africa è presente e stanziale solo nel Marocco.

La popolazione europea e centro asiatica è fortemente migratoria con movimenti stagionali che interessano l’Africa per il ceppo europeo e l’India per quello asiatico. Alcune segnalazioni hanno confermato la Sicilia ed alcune aree temperate Iberiche come zona di parziale svernamento del flusso europeo.

La migrazione è subsahariana in un’ampia fascia che corre dalla costa atlantica fino al corno d’Africa e che include tutte le regioni del Sahel.

Già nel mese di marzo i primi soggetti nidificanti raggiungono il territorio di riproduzione a tappe giornaliere di circa 100 km e si esibiscono nelle tipiche parate aeree e vocali per la conquista delle femmine.

Solo più tardi e su un più ampio periodo si presentano invece i subadulti nel loro primo viaggio di ricognizione e pur essendo potenziali concorrenti degli adulti, ma non ancora in grado di riprodursi, hanno la possibilità di transitare indenni e spesso di usufruire dei territori già occupati. Sembra infatti che la livrea molto bianca che avvolge a volte totalmente l’abito giovanile, sia un valido salvacondotto che permette loro di farsi tollerare dagli adulti ed usufruire liberamente del loro territorio.

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Si nutre quasi esclusivamente di serpenti, in media 3 al giorno, che avvista, anche arrotolati, a centinaia di metri dal suolo. Vengono spesso ingoiati vivi o portati al nido, come in questo caso, per sfamare la femmina o i piccoli © Gianfranco Colombo

I giovani restano in gran parte nell’area di svernamento nei primi anni di vita e solo verso il quarto anno raggiungono la maturità sessuale.

Il biancone è un ottimo veleggiatore e sfrutta questa sua capacità nella individuazione delle sue prede.

E‘ uno dei pochi rapaci in grado di effettuare lo “Spirito Santo”, una modalità che permette al volatile di rimanere sospeso immobile in aria con rapidi battiti di ali ed una modulazione della coda, tanto da permettergli di individuare la preda sulla quale poi avventarsi.

Mentre nei falchetti questa operazione viene effettuata a pochi metri dal suolo, il biancone attraverso una vista reputata tra le più acute tra i rapaci, può permettersi di rimanere a diverse centinaia di metri dal suolo.

Incredibile come possa individuare una serpe arrotolata tra i cespugli ad una simile distanza.

Questa capacità di veleggiare è garantita da una apertura alare considerevole ed un’ampiezza dell’ala che gli dà una portanza aerea ottimale.

Il veleggiamento è molto usato durante le migrazioni quando, raggiunta una notevole altezza su una termica, gli permette di scivolare per decine di km senza un batter d’ali. E’ un uccello alquanto sociale durante la migrazione e spesso in alcuni luoghi ormai abituali (Gibilterra, Sud della Francia, Liguria ) si possono osservare decine di questi uccelli arrivare dal mare veleggiando in gruppo alti nel cielo.

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Gli adulti sono territoriali, ma tollerano la presenza dei giovani, immediatamente riconoscibili dal bianco piumaggio bianco che indica la loro incapacità riproduttiva. Ben diversa infatti è la forte predazione di chi mette su famiglia © Gianfranco Colombo

Ecologia-Habitat

Il biancone frequenta le aree semi desertiche, steppose, le garighe ricoperte di boscaglia rada e di conifere mediterranee, luogo dove vivono ed abbondano le prede di cui si nutre. Infatti la presenza dei serpenti è essenziale per la sua sopravvivenza.

Pur nutrendosi quasi essenzialmente di serpi, nella zona mediterranea viene regolarmente cacciata la lucertola ocellata, qualche piccolo uccello e raramente dei piccoli roditori.

Si presume che il numero di serpenti catturati da un singolo individuo superi le 400 unità per ogni stagione riproduttiva, il che porta ad una media giornaliera, calcolando la loro presenza estiva in 5 mesi, a circa tre esemplari al giorno.

Non è certo attento alle misure od alla velenosità delle prede, contro la quale non è immune, ma si è accertato che i serpenti oltre il metro sono tra le sue prede preferite.

Dove condividono l’areale, il Biacco ( Hierophis viridiflavus ) è tra i suoi prescelti ma non sfuggono altri colubri molto frequenti nelle zone aride frequentate. Per esempio, nella Penisola Iberica, tende a cacciare colubri di grandi dimensioni, come il Colubro lacertino ( Malpolon monspessulanus ) o il Colubro bilineato ( Rhinechis scalaris ).

La cattura avviene piombando sulla vittima dall’alto ed atterrando direttamente sul rettile oppure a pochissima distanza. Lo raggiunge rincorrendolo ed azzannandolo per la testa finché è impossibilitato a fuggire. Spesso usa forti colpi di ala per stordire la vittima. L’animale viene ingurgitato integro per la testa e spesso, vista la vitalità dei serpenti, la preda viene rigettata più volte e reingerita finché diventa inoffensiva.

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Lasciano passare anche i subadulti, riconoscibili dall’abbondante punteggiatura marrone, che cercano un territorio per l’anno successivo, quando torneranno per riprodursi con la livrea adulta © G. Colombo

Non è raro vedere bianconi volare con parte del serpente, in special modo con i grossi esemplari, ancora penzolante dal becco che si agita violentemente.

Morfofisiologia

Il biancone è un uccello elegante ma possente nella sua morfologia.

Raggiunge una lunghezza di 70 cm ed una apertura alare che a volte sfiora i 2 m.

Ha un volo potente e maestoso ed è molto simile ad una aquila. L’inesperto può confonderlo inizialmente con un Falco pecchiaiolo ( Pernis apivorus ) oppure una Poiana ( Buteo buteo ) fuori misura ma con una maggiore attenzione risulta alquanto facile classificarne la specie.

Il color di base dei giovani e dei subadulti è totalmente bianco visto da sotto, con leggera marezzatura, una punteggiatura marrone ed un leggero collare color crema rossastro. La parte superiore è sempre grigiastra con una forte barratura nera sulla coda.

L’adulto presenta la testa nera con il corpo ed il sottala bianco barrato finemente di nero. Ha becco robusto di colore grigio.

Particolarità del biancone è di avere una testa che lo fa somigliare ad un uccello notturno in quanto ha occhi molto frontali che gli permettono la perfetta messa a fuoco binoculare.

Gli occhi sono di un bellissimo giallo arancione e risaltano fortemente sulla variegata livrea. Ha zampe con dita piuttosto corte, da cui il nome vernacolare inglese, e tarsi che oltre ad essere piumati, sono forniti di scaglie molto coriacee per resistere ad eventuali morsi di serpenti velenosi. Non vi è dimorfismo sessuale se non nelle dimensioni che risultano leggermente superiori nella femmina.

Sono state identificate alcune specie molto simili e che alcuni considerano tuttora come sottospecie del Circaetus gallicus. Sono specie residenti africane che condividono l’area di svernamento del nostro biancone.

Si tratta del Circaetus pectoralis, il Circaetus cinereus, il Circaetus cinerescens ed il Circaetus fasciolatus; tutte convivono nella parte orientale e sud del continente africano mentre il Circaetus beaudouini è presente anche nella parte occidentale.

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Come accade spesso nel mondo dei rapaci, il biancone può essere importunato dai corvidi, preoccupati per l’arrivo nel loro territorio di questi grandi migratori © Gianfranco Colombo

Biologia riproduttiva

Il biancone nidifica in zone boscose di preferenza su alberi posti su pareti ripide e scoscese. Sceglie generalmente conifere mediterranee ed il nido viene costruito appoggiato centralmente sui rami più alti ad un’altezza che abitualmente è di pochi metri ma può a volte superare i 30 m.

Il nido è sempre posto in una posizione soleggiata e dominante e spesso orientato direttamente verso sud. E’ una struttura di circa un metro di diametro formata da rami e foderato con fronde e rametti fogliati che vengono spesso rinnovati ed integrati anche durante la cova. Paragonato alle dimensioni del soggetto, il nido risulta piuttosto piccolo.

Il biancone depone un solo uovo di circa 70 mm di lunghezza di colore bianco che diviene leggermente ambrato e sporco durante la cova. L’incubazione varia da 6 a 7 settimane ed è effettuata dalla sola femmina che nel frattempo viene nutrita dal maschio che rimane costantemente vicino durante tutto il periodo.

Il piccolo rimane nel nido per circa 70/80 giorni durante i quali la femmina lo nutre amorevolmente con il cibo portato dal genitore.

Nelle prime settimane di vita, il serpente rigurgitato nel nido dal maschio, viene sezionato dalla femmina in piccoli bocconi ed imboccato al piccolo.

Ben presto dopo un solo mese di vita, questo riesce ad ingurgitare serpenti interi in un sol boccone. Da quel momento la caccia viene effettuata da entrambi i genitori ma sempre attenti al piccolo lasciato nel nido.

Il biancone non è un uccello molto vocifero e solo durante il corteggiamento e la delimitazione del territorio emette una serie di manifestazioni vocali mentre effettua sorvoli dell’area scelta per la nidificazione. E’ molto costante nella scelta del luogo di nidificazione ritornando spesso a riprodursi a poca distanza dal precedente nido e comunque non abbandonando l’area scelta in precedenza.

In Europa è specie considerata rara e soggetta a stretto controllo numerico anche se ultimamente si è visto un aumento della popolazione e un ampliamento delle aree di nidificazione. Può raggiungere i 20 anni di età. Non ha molti nemici naturali allo stato adulto se non la caccia di frodo, specialmente durante i sorvoli dell’isola di Malta dove spesso viene falcidiato durante le migrazioni.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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