Clappertonia ficifolia

Famiglia : Malvaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria dell’Africa (Angola, Benin, Burundi, Camerun, Costa d’Avorio, Ghana, Guinea, Liberia, Mozambico, Niger, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sudan, Togo, Uganda, Zaire e Zambia) dove cresce nelle boscaglie e ai margini delle foreste paludose dal livello del mare fino a circa 1200 m di altitudine.

Il genere è dedicato all’esploratore e raccoglitore scozzese Hugh Clapperton (1788-1827); il nome specifico è l’aggettivo latino “ficifolius, a, um” da “ficus, i” = fico e “ folium, ii” = foglia, quindi con foglie simili a quelle del fico.

Nomi comuni: bolo-bolo (inglese); arbrisseau des marais (francese).

La Clappertonia ficifolia (Willd.) Decne. (1846) è un arbusto perenne sempreverde eretto, alto 1-3 m, con fusto ricoperto da peli stellati di colore bruno-arancio e rami giovani rossastri. Le foglie, su un picciolo lungo 0,5-1 cm ricoperto da una corta peluria rossastra, sono alterne, molto variabili, da oblungo-ovate a 3-7-lobate, con apice arrotondato e margini dentati, lunghe 4-13 cm e larghe 1,5-10 cm, rugose superiormente, ricoperte da una corta e densa peluria fulva inferiormente. Infiorescenze terminali, lunghe circa 15 cm, portanti pochi fiori bisessuali generalmente tetrameri, di 6-9 cm di diametro, con sepali petaloidi oblungo-lineari, di 3-4 cm di lunghezza e 0,4-0,6 cm di larghezza, di colore da rosa a rosso porpora, petali unguicolati (petali con la base lungamente ristretta simile ad uno stelo) con lamina obovata, di 3-4,5 cm di lunghezza e 2-3 cm di larghezza, di colore da rosa a blu malva brillante, raramente bianco, numerosi stami fertili e staminoidi di colore giallo o rosa e ovario supero.

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Originaria dell’Africa tropicale, la Clappertonia ficifolia è un arbusto di 1-3 m con fiori di 6-9 cm di diametro e frutti spinosi. Fibre resistenti per cordami, sacchi, stuoie e buoni risultati anche per la fabbricazione della carta; caratteristiche ancora poco sfruttate commercialmente, paragonabili, se non migliori, a quelle della juta © Mazza

I frutti sono capsule deiscenti oblunghe, di 3-6 cm di lunghezza e 1,5-2,5 cm di diametro, ricoperte da fitti ed irti peli sormontati da setole, contenenti numerosi semi globosi leggermente appiattiti, di circa 2 mm di diametro, grigiastri.

Si riproduce per seme, in terriccio organico con aggiunta di sabbia o agriperlite per un 30% mantenuto costantemente umido alla temperatura di 24-26 °C, e per talea.

Specie ampiamente diffusa nei luoghi di origine e di notevole importanza per le popolazioni locali per le fibre particolarmente resistenti che se ne ricavano, utilizzate per cordami, reti da pesca, sacchi, stuoie, oggetti di uso comune e nella fabbricazione della carta, ma che non vengono sfruttate commercialmente, nonostante le caratteristiche siano paragonabili, se non migliori, a quelle della juta. Viene a volte utilizzata come ornamentale in diversi paesi a clima tropicale e subtropicale umido, per la fioritura pressoché continua e la facilità di coltivazione, in pieno sole e con ampia disponibilità di acqua, con potature frequenti per un portamento più compatto e stimolare la fioritura. Dove il clima non consente la coltivazione all’aperto può essere allevata in vaso con terriccio organico drenante, mantenuto costantemente umido, in posizione quanto più luminosa possibile e valori minimi di temperatura non inferiori a 16 °C.

Sinonimi: Honckenya ficifolia Willd. (1793).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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