Clerodendrum paniculatum

Famiglia : Lamiaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Clerodendrum paniculatum è un arbusto tropicale sempreverde, a crescita rapida, alto 0,8-2,5 m. Perenne semilegnoso poco ramificato, ha rami dalla sezione pressoché quadrangolare © G. Mazza

La specie è originaria dell’Assam, Bangladesh, Borneo, Cambogia, Cina (Anhui, Fujian, Guangdong, Guangxi, Henan, Hong Kong, Hunan, Jiangsu, Jiangxi, Kin-Men, Macao, Ma-tsu-Pai-chúan, Shanghai e Zhejiang), Filippine, India, Isole Andamane, Isole Nicobare, Laos, Malaysia, Myanmar, Sri Lanka, Sulawesi, Sumatra, Taiwan, Thailandia e Vietnam dove cresce sia in aree aperte che ai margini delle foreste pluviali, spesso lungo i corsi d’acqua, fino a 500 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “κλῆρος” (cleros) = sorte e “δένδρον” (dendron) = albero, nome dato da Johannes Burman (1707-1780), ripreso da Linneo, ad una pianta che in cingalese era chiamata “pinnacola” = sfortunata; il nome specifico è l’aggettivo latino “paniculatus, a, um” = provvisto di pannocchia, con riferimento alla infiorescenza.

Nomi comuni: Java glory bower, pagoda-flower, pagoda plant, scarlet glory bower, red pagoda flower (inglese); bao da lung chuan hua, lung chuan hua (cinese); arbre pagode (francese); kala huo vo, kalahoya, tamguong, tangvong, yamon (India); panggil-panggil, pepanggil (Malaysia); ora-ojola, adabi (Nigeria); flor do pagode (portoghese – Brasile); Krishna Kireedam (Tamil).

Il Clerodendrum paniculatum L. (1767) è un arbusto perenne semilegnoso poco ramificato, sempreverde, alto 0,8-2,5 m, con rami a sezione pressoché quadrangolare glabri o pubescenti e nodi villosi.

Le foglie, su un picciolo pubescente lungo 4-30 cm, sono opposte, lunghe 5-24 cm e larghe 8-30 cm, irregolarmente palmatolobate, con base cordata e 3-5 (raramente 7) lobi con margini interi o leggermente dentati ed apici appuntiti, di colore verde scuro lucido superiormente e rugose al tatto, punteggiate di minuscole scaglie biancastre inferiormente.

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Originario del Sud-est asiatico, è entrato subito come pianta ornamentale nei giardini dei tropici per le sue vistose infiorescenze che possono raggiungere i 60 cm. Foglie e le radici hanno inoltre virtù medicinali © Giuseppe Mazza

Infiorescenze terminali erette a pannoc- chia, lunghe 15-60 cm, con foglie di dimensioni ridotte ai nodi e ramificazioni rossastre (biancastre nella varietà a fiore bianco), portanti una miriade di fiori, su un pedicello lungo 1,2 cm, ermafroditi che si aprono in successione, di circa 1,5 cm di diametro, generalmente di colore rosso arancio, meno frequentemente bianco.

Calice campanulato profondamente inciso in 5 lobi lanceolati con apice ottuso o acuto, lunghi circa 0,5 cm, corolla imbutiforme con tubo sottile, lungo 1,2-2 cm, e 5 lobi oblungo-ovati, lunghi 0,6 cm, 4 stami ascendenti dello stesso colore della corolla, lunghi 4-5 cm, ovario quadriloculare e stilo, circa della stessa lunghezza degli stami, bilobato all’apice.

I frutti sono drupe globose a 4 logge con i lobi del calice persistenti, di 0,5-0,8 cm di diametro, inizialmente di colore verde, poi da bluastro a nero a maturità, contenenti 4 semi (uno per ogni loggia).

Si riproduce per seme, raramente prodotto al di fuori delle zone di origine, tramite i polloni radicali che nascono in prossimità della base della pianta e per talea in estate, utilizzando porzioni di fusto semilegnoso, privati di quasi tutte le foglie, messi a radicare in un substrato, costituito per almeno il 50% di perlite, mantenuto costantemente umido. Ampiamente coltivata per le vistose infiorescenze di lunga durata ed il fogliame ornamentale nei giardini dei paesi a clima tropicale e subtropicale umido dove spesso si è naturalizzata diventando in qualche caso infestante.

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Esiste anche una varietà bianco giallastra subito moltiplicata dagli orticoltori © Giuseppe Mazza

Se ne può tentare la coltivazione nelle zone a clima temperato caldo dove temperature di poco al di sotto di 0 °C sono eventi eccezionali e di breve durata, perdendo in tal caso le foglie in inverno ed eventualmente la parte aerea, ma rivegetando dalla base in primavera.

Di veloce crescita e facile coltivazione richiede una esposizione preferibilmente in pieno sole, anche se sopporta una leggera ombreggiatura, e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, anche se cresce al meglio in quelli fertili e ben drenati, mantenuti pressoché costantemente umidi, da acidi a leggermente alcalini.

Utili periodiche concimazioni con un prodotto bilanciato durante la stagione vegetativa e una leggera potatura al termine della fioritura per mantenere un portamento compatto.

Può essere coltivata in capienti contenitori, utilizzando un terriccio organico con aggiunta di sabbia o perlite per un 30%, per essere riparata nei mesi più freddi dove il clima non consente la permanenza all’aperto, per la decorazione di serre, giardini d’inverno e verande, in posizione quanto più luminosa possibile e con temperature minime notturne superiori a 14 °C.

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Corolle imbutiformi con tubo sottile, lungo 1,2-2 cm, 5 lobi oblungo-ovati e 4 stami ascendenti dello stesso colore © Giuseppe Mazza

Le innaffiature devono essere regolari e abbondanti in estate, diradate in inverno, ma senza lasciare asciugare completa- mente il substrato.

Le foglie e le radici sono variamente utilizzate nella medicina tradizionale, in particolare cinese e indiana, per diverse patologie, principalmente come febbri- fughe, antireumatiche e nella cura della malaria e delle malattie veneree. In alcuni paesi del sudest asiatico, come la Malaysia, riveste inoltre un ruolo impor- tante in rituali magici, attribuendole il potere di proteggere dal male ed evocare gli spiriti.

Sinonimi: Caprifolium paniculatum Noronha (1790); Volkameria angu- lata Lour. (1790); Clerodendrum diversifolium Vahl (1791); Volka- meria diversifolia Vahl (1791); Cle- rodendrum pyramidale Andrews (1811); Cleianthus coccineus Lour. ex B.A.Gomes (1868).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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