Coccothrinax readii

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è originaria del Belize nordorientale e del Messico sudorientale (Quintana Roo e Yucatan) dove vive lungo le coste, anche in dense colonie, sia nelle foreste umide, su rocce calcaree ricoperte da un sottile strato di humus, che in aree aperte sulle dune costiere, dal livello del mare fino a circa 400 m di altitudine.

Il nome generico deriva dalla combinazione del termine greco “κόκκος” (coccos) = bacca e del nome del genere Thrinax, cui queste piante somigliano; la specie è dedicata al botanico statunitense Robert William Read (1931-2003) che dedicò la sua vita professionale principalmente allo studio delle palme, bromelie e orchidee.

Nomi comuni: Mexican silver palm (inglese); knacás, náajk’aax, palmera plateada (Messico).

La Coccothrinax readii Quero (1980) è una specie monoica inerme a fusto singolo, di 1-4 m di altezza e 3-5,5 cm di diametro, di colore bruno grigiastro. Le foglie, su un picciolo lungo 25-110 cm e largo 0,6-1,1 cm, sono palmate, orbicolari, di 40-110 cm di diametro, di colore verde scuro superiormente, grigio argenteo inferiormente, profondamente incise in 39-54 segmenti lineari-triangolari con apice acuminato bifido, lunghi al centro 40-70 cm e uniti alla base per una lunghezza di 13-30 cm. La base fogliare è provvista ai margini di sottili fibre disposte in due strati che avvolgono il fusto tranne nella parte più vecchia; l’hastula (appendice posta nel punto di inserzione della lamina fogliare col picciolo) è di forma triangolare con apice solitamente profondamente bifido.

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Nel Belize nordorientale e Messico sudorientale, la Coccothrinax readii raggiunge i 4 m d’altezza con un fusto di 3-5,5 cm. Coltura facile nei giardini tropicali e subtropicali © Giuseppe Mazza

Infiorescenze tra le foglie (interfogliari), lunghe 40-80 cm, inizialmente erette, poi ricurve in frutto, ramificate con 4-7 ramificazioni primarie distanziate e di lunghezza decrescente verso l’apice, l’inferiore lunga 10-25 cm con 6-25 rachille lunghe 4,5-11 cm. Fiori ermafroditi, su un pedicello lungo 0,2-0,4 cm, di colore bianco crema, fragranti, con 8-13 stami. I frutti sono globosi, di 0,5-1,3 cm di diametro, di colore porpora nerastro a maturità, contenenti un solo seme cerebriforme di 0,3-1 cm di diametro.

Si riproduce per seme in terriccio drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione a partire da 4 mesi.

Specie molto variabile, in dipendenza delle caratteristiche microclimatiche e del suolo, strettamente correlata alla Coccothrinax argentata (Jacq.) L.H.Bailey (1939) e Coccothrinax jamaicensis Read. (1966), è coltivabile nelle zone a clima tropicale, subtropicale e, marginalmente, temperato caldo, dove può resistere da adulta a occasionali abbassamenti di temperatura prossimi a 0 °C per breve periodo. In natura cresce sia in pieno sole che in ombra parziale e in aree con elevata umidità, ma ben radicata può resistere a periodi di siccità, anche se si avvantaggia di regolari innaffiature nelle zone caratterizzate da climi stagionali con lunghe estati calde e secche. Non è particolarmente esigente riguardo al suolo, anche povero, purché perfettamente drenante, con preferenza per quelli rocciosi calcarei e sabbiosi. Sopporta i venti salmastri, può quindi essere utilizzata in giardini prossimi al mare.

I fusti sono utilizzati nelle costruzioni rurali e per realizzare staccionate e le foglie per realizzare stuoie, trappole per aragoste, sacche ed altri oggetti artigianali di uso comune.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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