Cochlearius cochlearius

Famiglia : Ardeidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

Quando parliamo di ardeidi siamo abituati ad immaginare uccelli eleganti, con lunghe gambe snelle, collo sinuoso e flessibile, con testa piccola ed affusolata fornita di un becco lungo ed appuntito come la punta di una zagaglia. Questa particolare conformazione del becco è sicuramente la caratteristica principale degli appartenenti a questo gruppo ma anche uno dei riferimenti più facili e semplici per classificare sul campo l’appartenenza di un uccello a questa famiglia.

Ciò non vale per la Cancroma o Becco a Cucchiaio ( Cochlearius cochlearius – Linnaeus, 1766) uno stravagante airone appartenente all’ordine dei Pelecaniformes ed appunto alla famiglia degli Ardeidae. In precedenza lo si era collocato in una sua specifica famiglia i Cochlearidae.

Se si dovesse esprimere una considerazione estetica sul primo incontro con questo strano uccello, si potrebbe ricalcare la tipica delusione umana quando, osservando da dietro il corpo di una bella ragazza, ci si accorge non appena girata verso di noi, di trovarci di fronte ad un impossibile e bruttissimo viso con profilo sgraziato ed informe, da vero incubo. In effetti la cancroma vista alle spalle non è altro che un piccolo airone molto simile per forme e colori alla nostra Nitticora ( Nycticorax nycticorax ), con un corpo un po’ rintuzzato quando a riposo e la testa incassata tra le spalle.

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Airone atipico, con un becco proporzionato, simile alla carena capovolta di una barca, il Becco a cucchiaio ( Cochlearius cochlearius ) è di casa nell’America tropicale © Giuseppe Mazza

La sorpresa si ha quando l’esemplare gira la testa verso di noi e ci mostra il suo incredibile e mostruoso profilo. Un becco inimmaginabile, incredibilmente informe e grande per le sue dimensioni. Solo in un altro caso la natura ci fa di questi scherzi, peraltro con un uccello sempre appartenente all’ordine dei pelecaniformi ma alla famiglia del balenicipidi, il Becco a scarpa (Balaeniceps rex), anch’esso mostruoso da questo punto di vista e difforme dai suoi simili.

Non per nulla il nomignolo volgare appioppato sia in italiano sia in diverse altre lingue alla cancroma, riflette questa insolita caratteristica che lo rende immediatamente inconfondibile. Questo uccello è conosciuto tuttora nelle sue terre di origine sudamericane con il nome di savacou mentre in Europa era stato chiamato dapprima Cancroma, ora suo sinonimo ma già nei nomi comuni dati dai diversi paesi, si riprendeva la sua predominante caratteristica. In inglese Boat-billed Heron (Becco a barca), in spagnolo Martinete Cucharón, in tedesco Kahnschnabel, in Portoghese Arapapà, in francese Savacou huppé ed in giapponese un divertente Hirohashisagi. L’etimologia del nome cancroma d’altra parte ricalcava il termine latino canceroma da cancer-granchio per indicare una delle prede preferite da questo uccello. Mentre “cochlearius” dal latino “cochlearium” = cucchiaio, mestolo appunto per la forma del becco.

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Ma cosa fa questo maschio, riconoscibile dal ciuffo, con un ramo in bocca? © Giuseppe Mazza

Zoogeografia

Tipicamente uccello americano, il becco a cucchiaio occupa interamente l’area tropicale di questo continente, con un territorio che partendo dal Messico scende fino a lambire l’Argentina coprendo sistematicamente ogni regione intermedia. Manca dalle isole caraibiche, a parte Trinidad, dalle cordigliere montuose e dagli altipiani andini. Stranamente manca anche nella parte est del Brasile, nazione caposaldo del suo areale.

E’ un uccello considerato sedentario anche se soggetto in particolari stagioni, a piccoli spostamenti che lo vede raggrupparsi numerosissimi in alcune aree ben note.

Ecologia-Habitat

Come un vero airone e più ancora come la simile nitticora, il becco a cucchiaio abita sistematicamente ambienti acquitrinosi, con densa copertura arborea, bassa sul livello dell’acqua e con ramificazioni intricate tali da permettergli un facile camminamento zampettando di ramo in ramo, aiutandosi con le lunghissime dita di cui la natura lo ha dotato.

Le foreste litoranee di mangrovie sono principalmente il loro mondo e qui passano gran parte della loro vita. Non disdegnano le sponde dei corsi d’acqua tropicali, dei laghi e delle paludi dove la vegetazione riflette le caratteristiche del mangroveto. Elementi essenziali della sua presenza sono l’acqua ed una vegetazione sovrastante che permetta loro di starsene appollaiati e nascosti.

All’interno di questa vegetazione passano gran parte della giornata, immobili e totalmente invisibili per riapparire poi improvvisamente tutti insieme nelle ore crepuscolari e durante la notte come fantasmi usciti dall’acqua.

Peraltro non è animale ciarliero se non durante la nidificazione, per cui per gran parte del giorno passa inosservato, se non accidentalmente quando è mosso dal suo nascondiglio.

Morfofisiologia

La cancroma è un airone di piccola taglia con un’apertura alare di 75 cm, un peso di 600 g ed una lunghezza di 50-55 cm. La femmina è leggermente più piccola. Non vi è dimorfismo sessuale nella livrea se non nel periodo nuziale quando il maschio si adorna la testa di un ciuffo di penne nere, svolazzanti, filiformi che partendo dall’occipite, scendono per alcuni centimetri sulla nuca. Il colore base della livrea è il grigio cenere che ricopre completamente il mantello alare e la coda. La testa ha un cappuccio nero che lascia scoperta la fronte ed il collo che sono completamente bianchi. Sempre sul collo, limitata solo alla parte posteriore, porta una cintura nera a ventaglio che sembra apparire come una piccola mantellina sulle spalle. Il petto è biancastro con il ventre lievemente rossastro anche se a volte con tonalità sensibilmente accentuata.

La testa è molto robusta ed arrotondata per un airone ma è il giusto contrappeso dell’enorme becco di cui la natura lo ha dotato. Un aggeggio informe simile alla carena capovolta di una barca, un grosso cucchiaio, una pala malfatta, una protuberanza larga e piatta, nera ed uncinata in punta, da cui traspare sulla mandibola superiore il disegno definito di un becco sottile al quale sono state aggiunte ai fianchi, due larghe labbra di forma arrotondata per ampliarne la capacità.

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Aiuta la femmina a costruire il nido fra gli intricati rami delle mangrovie. Si nutrono principalmente d’anfibi, crostacei e grossi insetti, ma anche di pesci, piccoli roditori e nidiacei © Giuseppe Mazza

Gli occhi sono anch’essi sproporzionati, alquanto prominenti, fuori dalle orbite, con iride giallastro rossastro, tipici di animali che si sono adattati al buio o ad ambienti con luce scarsa ed attenuata.

Le zampe sono grigie tendenti al carnicino. Gli immaturi hanno una livrea diffusamente marrone con un petto biancastro e mancano quasi totalmente del cappuccio nero sulla testa. Raggiungono il piumaggio da adulto al terzo anno. Sono state classificate cinque sottospecie specifiche delle aree occupate: Cochlearius cochlearius zeledoni costa ovest del Messico, Cochlearius cochlearius phillipsi costa orientale del Messico, Cochlearius cochlearius ridgwayi nel Sud del Messico fino a Panama, e per finire Cochlearius cochlearius panamensis Panama fino alla Colombia e la forma tipica nel resto del territorio fino all’Argentina.

Etologia-Biologia riproduttiva

Durante le parate nuziali è tipico il canto ronfante e cupo quasi simile al gracidare di una grossa rana che emette standosene all’interno dei suoi rifugi, dove si esibisce in corteggiamenti che ritualizzano lotte fra di loro, allargando le ali, stirando il collo e sbattendo fortemente il grosso becco.

Non è un uccello strettamente sociale come lo sono abitualmente gli aironi anche se occasionalmente nidifica in colonie miste con altre specie. Infatti preferisce nidificare isolatamente forse per il fatto che questo ardeide è terribilmente territoriale e difende la propria area di nidificazione in modo inusuale e con un carattere molto aggressivo. Un comportamento spesso evidenziato anche nell’approssimarsi al nido di un essere umano.

La stagione di nidificazione varia secondo le latitudini per cui si può dire che nel suo territorio nidifichi per tutto l’anno. E’ specie monogama ma la coppia cambia ogni stagione. Scelto il partner, entrambi costruiscono una piattaforma disordinata di rametti su un ramo di mangrovia od altri alberi non elevati sovrastante un corso d’acqua, nella quale vengono deposte da 2 a 4 uova di color azzurro tenue. La cova dura circa 4 settimane e le nascite sono asincrone per cui nel nido si possono trovare piccoli di diversa età. Entrambi i genitori concorrono nella cura ed alimentazione dei piccoli rigurgitando il loro cibo, come tipico negli ardeidi, direttamente nel gozzo dei giovani. L’involo avviene dopo 4 e 5 settimane.

L’alimentazione principale di questo uccello è basata su invertebrati acquatici, anfibi, molluschi, crostacei e grossi insetti che caccia usando il becco con maestrìa ma integra spesso la dieta con pesci, piccoli roditori e nidiacei prelevati direttamente dai nidi.

Non è specie soggetta a rischio anche se si è notato una diffusa riduzione del loro numero, rilevazione resa peraltro difficoltosa per le sue abitudini notturne.

Sinonimi

Cancroma cochlearia - Linnaeus, 1766.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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