Coelogyne fimbriata

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Coelogyne fimbriata è un’epifita tropicale con una lunga fioritura, coltivabile anche in casa © G. Mazza

La specie è originaria dell’Assam, Bhutan, Borneo, Cambogia, Cina centromeridionale (Fujian, Guangdong, Guangxi, Hainan, Jiangxi, Xizang e Yunnan), India, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Sumatra, Thailandia e Vietnam, dove cresce epifita sugli alberi nelle foreste sempreverdi o litofita su rocce calcaree lungo le rive dei fiumi, tra 500 e 2300 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “koilos” = cavo e “gyne” femmina, con riferimento allo stigma concavo; il nome specifico è il termine latino “fimbriata” = frangiata, con riferimento ai margini ciliati del labello.

La Coelogyne fimbriata Lindl. (1825) è una specie erbacea epifita con sottile rizoma strisciante da cui si originano, distanziati di 2-5 cm, dei pseudobulbi, da ovoidi ad ellissoidi, di 2,5 cm di lunghezza e circa 1 cm di diametro, con all’apice due foglie oblunghe o ellittiche con apice acuminato, lunghe 5-10 cm e larghe circa 2 cm.

Infiorescenze terminali in autunno, dallo pseudobulbo maturo più recente, lunghe 5-10 cm portanti 1-2 fiori (raramente 3) di 3-3,5 cm di diametro di colore giallo-verde pallido, tranne il labello striato di rosso bruno; i fiori, che sono leggermente profumati, si aprono in successione. I sepali sono lanceolati con apice appuntito, lunghi circa 2 cm e larghi 0,6 cm, i petali, quasi filiformi, sono lunghi 2 cm, il labello, trilobato con margini ciliati, è lungo 1,5-2 cm e largo 1,2 cm, con lobi laterali eretti e lobo centrale percorso quasi interamente da due lamelle ondulate; la colonna, arcuata e alata lateralmente, è lunga circa 1,3 cm. I fiori durano 2-4 settimane. I frutti sono capsule obovoidi di circa 2 cm di lunghezza ed 1 cm di diametro.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie di facile coltivazione e dalla fioritura di lunga durata, richiede elevata luminosità, ma senza sole diretto, con temperature da fresche a medie. In estate, durante il periodo vegetativo, richiede frequenti innaffiature ed elevata umidità atmosferica, 70-85%, in modo da rimanere pressoché costantemente umida, ma senza ristagni, in tali condizioni può sopportare temperature massime anche di poco superiori a 30 °C.

A metà inverno necessita di un breve periodo di riposo, lasciando asciugare bene tra le innaffiature, con temperature minime intorno a 10-12 °C, anche se in alcune zone di origine possono presentarsi occasionalmente valori intorno a 0 °C; fondamentale in tutte le stagioni un buon movimento dell’aria.

Utilizzare per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite in modo da evitare accumulo di sali, vanno fatte durante il periodo vegetativo, preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Può essere montata su zattera di sughero o di radici di felci arborescenti, se si può mantenere una elevata umidità atmosferica, o coltivata in vasi o canestri bassi e ampi, in modo da potersi espandere liberamente, con composto molto drenante, che può essere costituito da frammenti di corteccia con eventuale aggiunta di carbone, sfagno, agriperlite o fibra di cocco. Non ama essere disturbata, pertanto i rinvasi vanno fatti quando strettamente indispensabili e nel momento in cui appaiono le nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Broughtonia linearis Wall. ex Lindl. (1830); Coelogyne fuliginosa Lodd. ex Hook. (1849); Coelogyne longiciliata Teijsm. & Binn. (1864); Broughtonia linearis Wall. ex Hook.f. (1890); Pleione chinensis Kuntze (1891); Pleione fimbriata (Lindl.) Kuntze (1891); Pleione fuliginosa (Lodd. ex Hook.) Kuntze (1891); Coelogyne pallens Ridl. (1903); Coelogyne chrysotropis Schltr. (1911); Coelogyne padangensis J.J.Sm. & Schltr. (1911); Coelogyne laotica Gagnep. (1930); Coelogyne xerophyta Hand.-Mazz. (1936); Coelogyne primulina Barretto (1990); Coelogyne arunachalensis H.J.Chowdhery & G.D.Pal (1997).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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