Coelogyne pandurata

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Coelogyne pandurata ha infiorescenze pendule di 15-40 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Filippine, Malaysia e Sumatra, dove cresce epifita sugli alberi delle foreste pluviali, preferibilmente lungo i fiumi, o litofita su rocce granitiche ricoperte di muschio, a basse e medie altitudini.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “koilos” = cavo e “gyne” femmina, con riferimento allo stigma concavo.

Il nome specifico deriva dal greco “pandura”, uno strumento ad arco simile al liuto, con riferimento al labello a forma di violino.

Nomi comuni: black orchid (inglese); orchidée noire (francese); orchidea nera (italiano); schwarze orchidee (tedesco).

La Coelogyne pandurata Lindl. (1853) è una specie erbacea con rizoma strisciante da cui si originano, distanziati di 5-10 cm, robusti pseudobulbi oblunghi, piuttosto schiacciati, lunghi 7-14 cm, con all’apice due foglie rigide, plicate, di forma ellittico-lanceolata, lunghe 20-50 cm e larghe 7 cm, su un robusto picciolo.

Le infiorescenze, emesse in primavera-estate al centro della vegetazione emergente, sono arcuate, lunghe 15-40 cm, portanti 6-15 fiori gradevolmente profumati e di lunga durata, circa due settimane, di 6-10 cm di diametro, di colore verde smeraldo chiaro, con verruche biancastre e venature e macchie nerastre sul labello.

Sepali lineari, lunghi 3-5 cm e larghi 1,2 cm, quello dorsale leggermente più largo dei laterali, petali oblunghi, di 4-5 cm di lunghezza e 1,2 cm di larghezza, con apice appuntito, e labello trilobato, panduriforme, lungo circa 4 cm e largo 1,5 cm, con lobi laterali ricurvi e lobo centrale con margini crespati e ondulati, colonna verde pallido lunga 1,5-2,5 cm.

I frutti sono capsule ellissoidi di 6-8 cm di lunghezza e 4-6 cm di diametro.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di 3-4 pseudobulbi.

Specie famosa per le macchie quasi nere sul labello, richiede un clima caldo umido con temperature di 22-32 °C in estate, umidità 70-90% e parziale ombreggiatura, temperature leggermente più basse in inverno, 16-26 °C, massima luminosità, ma non sole diretto ed umidità 60-80%, fondamentale in tutte le stagioni una buona circolazione dell’aria.

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I fiori, verde smeraldo chiaro con disegni neri e verruche, durano a lungo e sono profumati © Giuseppe Mazza

Le innaffiature devono essere regolari in estate, lasciando parzialmente asciugare prima di ridare acqua, leggermente più distanziate in inverno, ma senza fare mai asciugare completamente il composto, evitare i ristagni d’acqua tra le foglie della vegetazione emergente.

Utilizzare per le innaffiature e nebuliz- zazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, oppor- tunamente distribuite in modo da evitare accumulo di sali, vanno fatte durante il periodo vegetativo, preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con micro- elementi, a metà dose, o meno, di quella consigliata sulla confezione.

Coltivabile in vasi o canestri bassi e piuttosto larghi, date le dimensioni piuttosto ingombranti della pianta, con composto drenante e ben areato che può essere costituito da una miscela di corteccia (bark) di media pezzatura, sfagno, fibra di cocco e frammenti di carbone.

Divisione e rinvaso vanno effettuati all’apparire delle nuove radici alla base dello pseudobulbo che ha appena completata la fioritura.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Pleione pandurata (Lindl.) Kuntze (1891); Coelogyne peltastes var. unguiculata J.J.Sm. (1927).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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