Coelogyne swaniana

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Coelogyne swaniana è nativa del Sud-Est asiatico dove cresce su rocce calcaree o rami coperti di muschio. Pseudobulbi quadrangolari, di 5-12 cm di lunghezza, con due foglie all’apice di 10-30 cm © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Borneo, Malaysia Peninsulare e Sumatra dove cresce sugli alberi delle foreste umide o su rocce calcaree coperte di muschio, a volte su spazi aperti, dal livello del mare fino a circa 1700 m di altitudine.

Il nome del genere è la combinazione dell’aggettivo greco “κοῖλος” (koilos) = cavo e del sostantivo “γυνή” (gyne) = femmina, con riferimento allo stigma concavo; la specie è dedicata al pittore e scultore inglese John Macallan Swan (1846-1910).

Nomi comuni: white necklace orchid (inglese).

La Coelogyne swaniana Rolfe (1894) è una specie epifita con robusto rizoma strisciante, legnoso, e pseudobulbi quadrangolari, di 5-12 cm di lunghezza e 3-3,5 cm di larghezza, provvisti all’apice di due foglie ellittico-obovate con apice acuto, lunghe 10-30 cm e larghe 3-8 cm, con 3-5 nervature prominenti.

Infiorescenze racemose terminali dalla vegetazione emergente, pendenti, lunghe 10-40 cm, con 5-15 fiori, su un pedicello e ovario pubescente lungo 2-3,5 cm, di colore bianco o bianco crema con venature e macchie bruno chiaro sul labello; i fiori, di circa 5 cm di diametro, si aprono contemporaneamente e durano circa 2 settimane.

Sepali pressoché simili, lanceolati con apice acuto, lunghi 2,5-3,2 cm e larghi 0,6-1 cm.

Petali lineari-lanceolati con apice acuto, lunghi 2,5-3,2 cm e larghi 0,4-0,7 cm, labello trilobato, lungo 2,2-3 cm e largo (disteso) 2 cm, con lobi laterali eretti ai lati della colonna, oblunghi con apice ottuso, e lobo centrale ovato con apice ottuso ricurvo, percorso da tre carene per tutta la sua lunghezza, più due corte all’apice, e colonna lunga 1,5-2 cm e larga 0,5-0,8 cm.

Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione, con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

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Infiorescenze racemose pendenti, di 10-40 cm, con 5-15 fiori che raggiungono i 5 cm © Giuseppe Mazza

Specie vigorosa particolarmente apprezzata dagli appassionati orchidofili per le eleganti infiorescenze, richiede elevata luminosità, evitando il sole diretto, per una abbondante fioritura, temperature medio-alte, 20-30 °C, con valori minimi notturni in inverno non inferiori a 16 °C, elevata umidità, 70-85 %, ed aria in costante movimento.

Durante la crescita degli pseudobulbi va innaffiata frequentemente, avendo cura di evitare ristagni sulla vegetazione emergente, facilmente soggetta a marciume, utilizzando acqua piovana, demineralizzata o da osmosi inversa; durante la stasi vegetativa le innaffiature vanno opportunamente diradate per permettere al substrato di asciugarsi parzialmente.

Per le concimazioni può essere utilizzato un prodotto bilanciato idrosolubile, con microelementi, diluito al 20-25 % rispetto alla dose indicata sulla confezione, con frequenza quindicinale dalla primavera all’autunno, mensile in inverno.

Per le dimensioni che può raggiungere viene solitamente coltivata in vasi o canestri, preferibilmente sospesi per permettere alle infiorescenze di pendere liberamente, con composto a base di frammenti di corteccia (bark) di media pezzatura, sfagno e inerti per migliorare il drenaggio.

I rinvasi vanno effettuati solo quando il composto dà segni di deterioramento, non amando essere disturbata, alla ripresa vegetativa.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Coelogyne quadrangularis Ridl. (1897).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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