Coelogyne tomentosa

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Le infiorescenze pendenti della Coelogyne tomentosa raggiungono i 30-50 cm © Mazza

La specie è originaria di Giava, Malaysia peninsulare, Sumatra e Thailandia peninsulare, dove cresce nelle foreste umide montane, tra 600 e 2000 m di altitudine, frequentemente lungo i corsi d’acqua.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “koïlos” = cavo e “gyne” femmina, con riferimento allo stigma concavo; il nome specifico è l’aggettivo latino “tomentosus, a, um” = tomentoso, con riferimento all’ovario pubescente.

Nomi comuni: necklace orchid (inglese).

La Coelogyne tomentosa Lindl. (1854) è una specie erbacea epifita con rizoma strisciante da cui si originano pseudobulbi ovoidi, di 5-10 cm di lunghezza e circa 3 cm di diametro, con all’apice, su un picciolo lungo 7-8 cm, 1-2 foglie lanceolate con apice appuntito, plicate, lunghe 20-50 cm e larghe 3-8 cm.

Infiorescenze terminali pendenti, lunghe 30-50 cm, che si originano da un germoglio basale che produce solo foglie e pseudobulbo rudimentali, portanti 10-30 fiori che si aprono contemporaneamente, di circa 6 cm di diametro, su un pedicello lungo circa 2 cm, con brattee persistenti lunghe circa 2,5 cm; sepali e petali sono di colore giallo crema, il labello di colore bruno con venature più pallide e lamelle gialle. I sepali sono lanceolati con apice appuntito, lunghi circa 3 cm e larghi 0,7 cm, i petali oblungo lanceolati con apice appuntito sono lunghi 2,5 cm e larghi 0,8 cm, il labello trilobato è lungo 2,5 cm e largo 1,7 cm con lobi laterali arrotondati ed eretti ai lati della colonna e lobo mediano ovato con apice appuntito percorso da tre lamelle ondulate, con altre due laterali nella parte terminale. Si riproduce facilmente per divisione con ciascuna sezione provvista di almeno 3-4 pseudobulbi.

Specie di facile coltivazione, adatta quindi anche per principianti, che può fiorire più volte durante l’anno, anche se più frequentemente in estate, con fiori odorosi di relativa breve durata, 12-15 giorni. Richiede un clima caldo umido con temperature di 22-30 °C, umidità 70-90% e parziale ombreggiatura in estate, temperature leggermente più basse in inverno, 15-20 °C, anche se può sopportare, completamente asciutta, temperature prossime a 0 °C per brevissimo periodo, massima luminosità, anche luce solare filtrata, con luce insufficiente non fiorisce, ed umidità 60-80%, fondamentale in tutte le stagioni una buona circolazione dell’aria. Le innaffiature devono essere frequenti in estate, leggermente più diradate in inverno, mantenendo costantemente umido il composto, ma senza ristagni che possono causare marciumi. Utilizzare per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite in modo da evitare accumulo di sali, vanno fatte durante il periodo vegetativo preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a metà dose, o meno, di quella consigliata sulla confezione. Coltivabile in vasi o canestri sospesi utilizzando un composto perfettamente drenante e areato che può essere costituito da una miscela di corteccia (bark) di media pezzatura, sfagno, fibra di cocco e frammenti di carbone. Eventuali divisioni e rinvasi vanno effettuati alla ripresa vegetativa all’apparire delle nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

Sinonimi: Coelogyne massangeana Rchb.f. (1878); Pleione massangeana (Rchb.f.) Kuntze (1891); Pleione tomentosa (Lindl.) Kuntze (1891); Coelogyne densiflora Ridl. (1903); Coelogyne dayana var. massangeana Ridl. (1907); Coelogyne cymbidioides Ridl. (1908); Coelogyne tomentosa var. cymbidioides Ridl. (1924).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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