Coenonympha arcania

Famiglia : Nymphalidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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La Coenonympha arcania è molto comune nelle radure, margini dei boschi e pascoli montani fino a 2000 m di quota © Gianfranco Colombo

L’Arcania ( Coenonympha arcania - Linnaeus, 1761 ) appartiene all’Ordine dei Lepidoptera, alla Famiglia dei Nymphalidae ed alla subfamilia dei Satyrinae (altri la collocavano nel passato direttamente nella famiglia dei Satyridae) un insieme di farfalle chiamate volgarmente dagli inglesi, le “brown” = le marroni, in quanto include al suo interno lepidotteri generalmente di questo colore.

E’ una farfalla molto simile alle 13 conspecifiche presenti in Europa e risulta non facile sul campo determinarne la specie se non analizzando la pagina inferiore delle ali. Sebbene sia tra le più grandi fra le componenti del suo genere, spesso per la sovrapposizione dell’habitat di più specie è necessaria una buona esperienza entomologica per stabilirne con esattezza l’appartenenza. E’ infatti facilmente confondibile con la Coeno- nympha dorus, la Coenonympha tullia e la Coenonympha hero, sia per le dimensioni che per il disegno sul verso dell’ala posteriore e praticamente indistinguibile da tutte le altre se si analizza la sola faccia superiore delle ali.

Oltretutto tutte le specie appartenenti al genere Coenonympha mostrano spes- sissimo variazione di colori e tonalità, sono talvolta soggette a forme di leggero melanismo e isabellismo ed anche a variazioni notevoli nelle dimensioni, per cui risulta alquanto facile cadere in errore nel tentativo di determinarne un soggetto sul campo.

L’arcania è la corrispondente specie montana della Coenonympha pamphilus. Quest’ultima, pur non disdegnando la dorsale collinare, predilige abitualmente aree di pianura fino al livello del mare mentre l’arcania compare non appena l’altitudine si eleva anche di poche decine di metri. Pur sovrapponendosi marginalmente all’areale della Coenonympha pamphilus, l’arcania ha immediatamente il sopravvento quando si entra nel suo tipico areale. E’ in ogni modo più facile trovare l’arcania svolazzante in un’area preminente della Coenonympha pamphilus che non il contrario.

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Ha un’apertura alare di circa 4 cm, ma in quota la sottospecie darwiniana non supera i 3 cm © Giuseppe Mazza

L’etimologia del nome scientifico Coenonympha deriva dal greco “koinos” = in comune e “numphe” = ninfa, per indicare un genere che accomuna molte specie largamente diffuse.

Il genere arcania nasce invece dal latino “arcanus” = segreto, arcano, antico.

Alcuni nomi volgari europei sono: Pearly Heath - in Inglese, Weissbindige Wiesenvogelchen oppure Perlgrasfalter - in Tedesco, le Céphale o Arcanie - in Francese, el Lleonada de matollar in portoghese, Tweekleurig hooibeestje - in Olandese.

Zoogeografia

L’arcania è una farfalla comune nel paleartico e ricalca geograficamente l’areale della più comune panfilo.

E’ presente in tutta l’Europa con esclusione della parte settentrionale della penisola Scandinava, nell’Inghilterra, nella parte meridionale della penisola Iberica e nelle isole del Mediterraneo.

Si trova in Russia fino agli Urali e con altre sottospecie, fino in estremo Oriente. Vive in ambienti più freschi delle sue congeneri ed è legata a praterie erbose, margini di boschi, radure e prati fioriti.

Ecologia-Habitat

Specie molto comune e densamente presente in tutte le radure ai margini dei boschi, sui pascoli montani e sui pendii erbosi. Può arrivare ai 2000 metri d’altitudine, ma l’ambiente ideale è situato a livello collinare dai 500 ai 1000 m.

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Si riproduce, dato il clima freddo in cui vive, una sola volta all’anno deponendo per lo più le uova su piante dei generi Festuca, Poa, Melica, Bromus e Agrostis. I bruchi trascorrono l’inverno piccoli e incompleti © G. Mazza

Morfofisiologia

L’arcania è una farfalla di medie dimensioni con una apertura alare di circa 40 mm, misura che la colloca fra le più grandi fra le appartenenti al suo genere ma alcune delle sue sottospecie, come la Coenonympha arcania darwiniana, tipica abitante delle Alpi, risulta essere notevolmente più piccola superando a malapena i 30 mm.

Questa farfalla ha la faccia superiore delle ali tipicamente di color aranciato spento come tutte le congeneri, con una bordatura scura lungo tutto il margine.

Le ali anteriori sono di colore più vivace e non portano alcun disegno o macchia mentre le posteriori sono molto più scure tendenti al marrone e lasciano intravvedere due degli ocelli riportati sul verso. La pagina inferiore delle ali, in particolare la posteriore, è determinante per la classificazione della specie.

Mentre sulla anteriore si ripropone il colore aranciato della medesima tonalità riportata sulla faccia superiore, sulla posteriore si presenta una fila di 5 ocelli cerchiati di nero e contornati di arancione, di cui due molto più grandi, collocati nell’area submarginale al limite di una larga fascia di colore bianco che attraversa l’ala nell’area postdiscale. Al di là di questa fascia, sul margine costale nell’area discale, è presente un sesto ocello, piccolo ma ben evidenziato da un accentuato bordo nero. Notevole e molto bella la stretta fascia argentata che contorna l’area submarginale.

Antenne piccole ma robuste, tratteggiate di bianco e nero e clavate al vertice. Anche per l’arcania sono state classificate molte sottospecie sempre legate al territorio occupato.

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Una forma aberrante: melanismo e isabellismo sono frequenti nelle Coenonympha © Gianfranco Colombo

La farfalla adulta si nutre del nettare di diverse asteracee ma non disdegna i fiori di arbusti e altre essenze. Gli adulti amano spesso posarsi su arbusti in posizione elevata ed assolata per controllare il territorio sottostante e verificare il passaggio di potenziali partner.

Biologia riproduttiva

L’arcania è monovoltina e solo raramente si assiste ad una seconda generazione. Vola dal mese di maggio sino ad agosto inoltrato ed oltre se la stagione si mantiene favorevole.

Depone le uova direttamente sulle piante ospiti ed i bruchi trascorrono l’inverno quando ancora piccoli ed incompleti. Le uova sono di colore verdastro ma presto prendono il medesimo colore degli steli secchi delle essenze prescelte. Tra le piante ospiti preferite vi sono quelle appartenenti ai generi Festuca, Poa, Melica, Bromus e Agrostis.

Sinonimi

Coenonympha amyntas – Poda, 1761.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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