Coenonympha pamphilus

Famiglia : Nymphalidae

 

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Testo © Dr. Gianfranco Colombo

   

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La Coenonympha pamphilus è molto comune fino a 2000 m di quota © Giuseppe Mazza

La Panfilo ( Coenonympha pamphilus – Linnaeus, 1758 ) è la più piccola delle Coenonympha e tra queste certamente la più comune.

Appartiene all’Ordine dei Lepidoptera, alla Famiglia dei Nymphalidae e alla subfamilia dei Satyrinae (altri la collocavano direttamente nella famiglia dei Satyridae) un insieme di farfalle chiamate volgarmente le “brown” = le marroni, in quanto include al suo interno lepidotteri generalmente di questo colore.

E’ una farfalla assai comune nell’area fresco-temperata e la si vede volare immancabilmente su tutti i prati seppur mai in gran numero ma costantemente presente in ogni angolo. Avendo poi numerose generazioni, la sua presenza risulta conseguentemente costante da marzo ad ottobre inoltrato.

E’ una piccola farfalla di per sé insignificante nei colori e nelle dimensioni ma rallegra le nostre campagne volando costantemente anche in condizioni meteorologiche avverse. Sopporta facilmente temperature alquanto fresche e considerate inadatte per il volo di una farfalla e ciò la rende unica nel nostro ambiente.

Le Coenonympha sono presenti in Europa con circa una dozzina di specie che a volte sovrappongono il loro areale ma che hanno solitamente come caratteristica un diverso habitat oltre naturalmente ad una diversa morfologia.

L’etimologia del nome scientifico Coenonympha deriva dal greco “koinos” = in comune e “numphe” = ninfa, per indicare un genere che accomuna molte specie largamente diffuse; il nome specifico pamphilus ricorda uno dei 50 figli di Aegyptus. “Pamphilus” era molto usato come nome proprio dai Romani per indicare qualcuno che era amato da tutti, dal greco “pan” = tutti e “philos” = amato, caro. Nome arrivato a noi come Panfilo. E’ probabile che questa seconda versione sia stata tenuta in considerazione da Linneo durante la prima classificazione.

Ecco alcuni nomi volgari europei: Small Heath – in Inglese, Kleine Wiesenvogelchen – in Tedesco, Fadet commun ou Procris – in Francese, Kamgrasfjaril in Svedese, Hooibeestje in Olandese.

Zoogeografia

Specie largamente diffusa in Europa, occupa con diverse sottospecie, una vasta area che giunge fino a coprire gran parte dell’Asia. In Nord Africa è frequente nella parte occidentale dell’area mediterranea ed in nord Europa occupa diffusamente tutta la penisola scandinava.

Ecologia-Habitat

La troviamo dal livello del mare sino ai 2000 m, altitudine che raggiunge con facilità durante il suo continuo peregrinare, ma solo nelle aree meridionali del suo areale.

Non ha difficoltà a vivere in ambienti con condizioni meteorologiche avverse ma è condizionata immancabilmente dalla presenza di praterie di graminacee del genere Poa, Festuca e Agrostis che risultano essenziali per la sua sopravvivenza. In numero ridotto ed accidentalmente, si possono rinvenire anche su terreni sabbiosi sprovvisti di vegetazione erbacea ma si presume siano esemplari in semplice movimento da un’area all’altra del loro habitat tradizionale. In alcune aree del Regno Unito, questa farfalla è in forte declino anche se non vi sono stati stravolgimenti nell’habitat frequentato. Sono attualmente in corso studi approfonditi per motivarne la ragione.

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E’ la più piccola del genere con circa 30 mm d’apertura alare. Anche 4 generazioni all’anno secondo il clima © Giuseppe Mazza

Morfofisiologia

La panfilo è una piccola farfalla che supera a malapena i 30 mm di apertura alare, uniformemente di colore arancione spento con una leggera screziatura sulla pagina inferiore delle ali.

La faccia superiore è uniformemente del medesimo colore, con una leggera bordatura più scura sui margini di entrambe le ali. L’ala anteriore ha un piccolissimo puntino nero nell’area postdiscale in prossimità della costa che si manifesta più chiaramente sulla corrispondente faccia inferiore, con un ocello nero bordato di giallo e con un puntino bianco brillante al centro. La pagina inferiore dell’ala posteriore risulta molto più scura dell’anteriore ed è attraversata da una fascia giallastra posta nell’area postdiscale.

Come è tipico nella classificazione di insetti che vivono in vastissime aree, anche nella panfilo sono state determinate molte sottospecie riferite generalmente alle diverse aree ed ambienti abitati.

E’ una farfalla in continuo movimento con un volo lento ed alquanto saltellante. Quando due maschi si incontrano iniziano un inseguimento antagonista con un volo rapido e zigzagante che li porta a notevole altezza dal suolo per poi abbandonare la rincorsa e ritornare alla loro tradizionale danza sui prati erbosi. La femmina preferisce invece volare rasente al suolo muovendosi abilmente tra i lunghi steli delle praterie erbose. Particolare delle Coenonympha è che questa farfalla quando posata, non mostra mai la faccia superiore delle ali ma le tiene chiuse in verticale sul corpo, portando istintivamente la pagina inferiore verso il sole ed inclinando il corpo in modo da godere della massima insolazione.

Biologia riproduttiva

In particolari ambienti favorevoli ed in situazioni climatiche ottimali, questa farfalla può avere anche quattro generazioni all’anno. L’abbondanza delle essenze ospiti e la forte resistenza alle condizioni climatiche di questa piccola farfalla, sono certamente le condizioni che pongono questo insetto fra quelli più diffusi nel nostro continente. E’ una farfalla già visibile alla fine del mese di marzo, quando il rigoglio vegetativo non è ancora iniziato eppure questo lepidottero riesce in poco tempo a nascere, deporre le uova e iniziare un nuovo ciclo. Infatti i bruchi svernanti raggiungono in breve la maturità e dopo un veloce periodo di incrisalidamento che può durare anche solo una dozzina di giorni, ecco una farfalla subito pronta a dar vita ad una nuova generazione.

Depone direttamente sullo stelo secco della pianta ospite od anche su piante diverse ma sempre prossime a queste, in piccoli cluster generalmente con un numero esiguo di uova anche se molto spesso preferisce deporle singolarmente su ogni supporto. Le uova, piccolissime, sono inizialmente di colore verde chiaro per poi diventare dopo poco tempo, del medesimo colore dello stelo rinsecchito. I bruchi sono verde pallido e difficilmente rintracciabili tra il manto erboso. Anche le crisalidi sono fortemente mimetizzate in quando hanno tonalità verdastre e sono collocate sospese a testa in giù sugli steli ma abitualmente al livello del suolo. Le principali piante nutrici sono del genere Festuca, Poa, Anthoxanthum e Agrostis.

Sinonimi

Coenonympha lyllus – Esper 1805.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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