Columnea microcalyx

Famiglia : Gesneriaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Columnea microcalyx è un’epifita strisciante o ricadente del Costa Rica © G. Mazza

La specie è originaria del Costa Rica dove cresce nelle foreste umide a medie altitudini.

Il genere è dedicato al naturalista italiano Fabio Colonna (Napoli, 1567 – 1640); il nome specifico è la combinazione dei termini greci “mikrόs” = piccolo e “kalyx” = calice, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: goldfish plant, orange columnea (inglese); columnea glorieuse (francese); columéia (portoghese Brasile); carpa dorada (spagnolo); kolumnee (tedesco).

La Columnea microcalyx Hanst. (1866) è una specie erbacea perenne, epifita, con fusti sottili striscianti o ricadenti lunghi 90 cm ed oltre.

Le foglie, su un corto picciolo, sono opposte, tomentose, lanceolate o ovato lanceolate dall’apice appuntito, lunghe 1,5-2,5 cm, di colore da verde a bruno rossastro.

I fiori sono ascellari, solitari, tubolari e ricurvi, lunghi circa 7 cm, con corolla esternamente tomentosa di colore rosso arancio e gola gialla; l’impollinazione è effettuata dai colibrì.

I frutti sono bacche globose di circa 1 cm di diametro contenenti numerosi semi minuscoli. Si riproduce per seme e per talea in primavera utilizzando porzioni di ramo lunghe 10-15 cm, su un substrato sabbioso, o ricco di agriperlite, ad una temperatura di 20-24°C in ambiente con elevata umidità atmosferica o, in mancanza, racchiudendo il vaso in una busta di plastica per mantenere l’umidità.

Specie dalla fioritura appariscente e di lunga durata da coltivare come epifita sugli alberi o in vasi sospesi in posizione luminosa, ma mai al sole diretto, e al riparo dai venti, nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, non sopportando temperature prossime a 0° C.

Necessita di un substrato molto drenante, acido, che può essere costituito da torba grossolana con 30 % di sabbia silicea o agriperlite. Le innaffiature devono essere regolari durante il periodo vegetativo, ma senza ristagni che possono essere deleteri, utili frequenti nebulizzazioni con acqua non calcarea e a temperatura ambiente in particolare nei periodi più caldi se l’atmosfera è troppo secca. Durante il periodo di riposo diradare le innaffiature in modo da fare asciugare i primi strati del terriccio prima di ridare acqua, ciò stimola la fioritura.

Dove il clima non consente la coltivazione in permanenza all’aperto va riparata in locale luminoso ad una temperatura non inferiore a 16°C, anche se può sopportare qualche grado in meno per breve periodo; l’umidità ambientale deve essere elevata, se bassa, in aggiunta alle nebulizzazioni, come sopra riportato, il vaso può essere poggiato su un largo sottovaso riempito di argilla espansa o pietrisco con uno strato d’acqua, non a diretto contatto col fondo del vaso; vanno evitate inoltre le brusche variazioni di temperatura e le correnti d’aria.

La potatura va effettuata a inizio primavera o subito dopo la fioritura, conviene accorciare i rami troppo lunghi sia per stimolare l’accestimento che per contenerne il portamento; il rinvaso si effettua in primavera quando il substrato diventa compatto, orientativamente ogni 2-3 anni.

Sinonimi: Columnea gloriosa Sprague (1911); Columnea tuerckheimii Sprague (1912); Columnea lutea Donn.Sm. (1914); Columnea localis C.V.Morton (1938).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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