Comparettia speciosa

Famiglia : Orchidaceae

Testo © Pietro Puccio

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Le inforescenze della Comparettia speciosa raggiungono i 50 cm © G. Mazza

La specie è originaria dell’Ecuador e Perù, dove cresce epifita nelle foreste umide tra 700 e 1500 m di altitudine.

Il genere è dedicato al medico e botanico italiano Andrea Comparetti (1745-1801); il nome specifico è il termine latino “speciosa” = bella, splendida.

La Comparettia speciosa Rchb.f. (1878) è una specie erbacea sempreverde con sottile rizoma strisciante da cui si originano corti pseudobulbi portanti all’apice una sola foglia coriacea, oblunga, con apice appuntito, lunga 10-25 cm e larga circa 4 cm.

Infiorescenza dalla base dello pseudobulbo, semplice o ramificata, lunga fino a 50 cm, portante numerosi fiori raggruppati nella parte terminale di colore arancio rossastro con striature longitudinali rosse, in particolare su sepalo dorsale e petali; come nelle Phalaenopsis, alla fine della fioritura, dai nodi più bassi della infiorescenza possono svilupparsi nuovi steli floreali.

Il sepalo dorsale è ovato con apice appuntito, lungo circa 1,5 cm e largo 0,5 cm; i sepali laterali sono uniti, concavi, con alla base uno sperone ricurvo e appuntito, lungo 3,5 cm. I petali ovati, con apice appuntito, sono lunghi circa 1,2 cm e larghi 0,5 cm e il labello, trilobato, ben disteso, è lungo circa 2,5 cm e largo 3 cm; la colonna è corta, circa 0,8 cm, verdastra, l’antera bianca. Si riproduce per seme, in vitro, e per divisione.

Piccola orchidea dai fiori particolarmente appariscenti, richiede una posizione ombreggiata, temperature pressoché costanti, le minime intorno a 14-16 °C, le massime 24-28 °C, innaffiature frequenti, ma senza ristagni alle radici per evitare facili marciumi, ed elevata umidità atmosferica, 70-80%; non necessita di un preciso periodo di riposo, solo un leggero diradamento delle innaffiature in inverno; fondamentale un buon movimento dell’aria.

Utilizzare per le innaffiature e nebulizzazioni acqua piovana, da osmosi inversa o demineralizzata; le concimazioni, opportunamente distribuite e alternate, in modo da evitare accumulo di sali alle radici, cui è piuttosto sensibile, vanno fatte preferibilmente con prodotti bilanciati idrosolubili, con microelementi, a ¼ di dose di quella consigliata sulla confezione.

Di preferenza viene montata su corteccia, zattera di sughero o di radici di felci arborescenti se se riesce a mantenere una elevata umidità, oppure fatta crescere in vasi o canestri con composto molto drenante, ma capace di trattenere l’umidità, che può essere costituito da frammenti di corteccia con sfagno, agriperlite e aggiunta di carbone. I rinvasi, quando necessari, vanno effettuati nel momento in cui appaiono le nuove radici.

La specie è iscritta nell’appendice II della CITES (specie per la quale il commercio è regolamentato a livello internazionale).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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