Convallaria majalis

Famiglia : Asparagaceae

 

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Testo © Eugenio Zanotti

   

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La Convallaria majalis è una pianta erbacea perenne circumboreale di 20-30 cm con rizoma stolonifero. L’infiorescenza, inclinata, unilaterale, è più breve delle foglie © Giuseppe Mazza

Il genere Convallaria per alcuni autori comprende un’unica specie, il Mughetto ( Convallaria majalis L. 1753 ) e tre varietà ( Convallaria majalis var. keiseki della Cina e del Giappone, Convallaria majalis var. montana, degli Stati Uniti e Convallaria majalis var. transcaucasica ) per altri elevate a specie indipendenti.

Ha distribuzione Circumboreale (zone fredde e temperato-fredde dell’Europa, Asia e Nordamerica) con areale principale eurasiatico.

Il nome generico deriva dal latino "Lilium convallium", giglio delle convalli o giglio dei pendii; il termine specifico majalis significa “di maggio” per il periodo di fioritura nei paesi dell’Europa settentrionale (nell’Europa Centro-meridionale fiorisce in aprile).

Il nome volgare è riferito all’odore intenso dei fiori che ricorda quello del muschio, sostanza secreta dai maschi di diversi cervi di piccola taglia dell’Asia orientale appartenenti al genere Moschus, per attirare le femmine.

Il mughetto è una pianta erbacea perenne glabra, alta (10) 20-30 cm, con rizoma stolonifero obliquo od orizzontale sottile e molto ramificato, in alto avvolto da guaine arrossate. Fusto eretto, semplice, subcilindrico-bitagliente. Due (raramente tre) foglie basali ellittico-acute larghe 5-6 (9) e lunghe 13-15 (24) cm, alla base avvolgenti il fusto.

Racemo a 6-12 fiori, ed anche di più nelle varietà ornamentali coltivate, inclinato, unilaterale, più breve delle foglie. Fiori molto profumati, penduli, portati da peduncoli arcuati di 0,5-1,5 cm. Brattee ialine di 4-7 mm, perigonio candido, urceolato (7 x 7 mm), con sei stami e sei dentelli patenti.

La fruttificazione avviene da luglio a ottobre; il frutto è una bacca rossa subsferica triloculare con 2-6 (<10) semi compresso-trigoni, subsferici od ovali, lucidi, striati, giallo-brunastri di 1,5-4 x 1,5-4 mm. I frutti sono mangiati dagli uccelli e da piccoli roditori che provvedono alla loro dispersione.

Il mughetto è pianta autosterile, quindi gli individui sviluppatisi da un singolo clone non producono seme; generalmente è una specie gregaria, mesofila e semiombrofila che vive nei boschi, soprattutto di latifoglie (querceti, faggete), boscaglie, arbusteti e pietraie umide, prati e luoghi ombrosi, soprattutto su substrati sabbioso-limosi con pH neutro, leggermente acido o preferibilmente alcalino. Dal piano fino 1200-1500 (<1800) m di quota.

Il mughetto è una pianta largamente coltivata nei giardini per l’eleganza, la bellezza ed il profumo dei suoi fiori, pur essendo una pianta decisamente velenosa. Ne sono state tratte diverse cultivar a fiori doppi ( Convallaria majalis ’Flore pleno’ ), petali sfumati di rosa ( Convallaria majalis ’Rosea’ ) o con fogliame variegato ( Convallaria majalis ’Albostriata’ ), ecc.

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I fiori penduli, molto profumati, sbocciano in maggio. Hanno brattee sottili, quasi trasparenti, di 4-7 mm, perigonio candido di 7 x 7 mm, rigonfio al centro con apertura stretta in basso, 6 stami e 6 dentelli patenti © Giuseppe Mazza

Nel linguaggio dei fiori il mughetto significa il ritorno della felicità e spesso le sue infiorescenze sono usate per confezionare i bouquet delle spose. Nei dipinti raffiguranti la natività e la crocifissione di Gesù e nei principali episodi della vita di molti Santi, i fiori di questa pianta erano spesso presenti come emblema della purezza. Una leggenda cristiana narra che i mughetti sarebbero nati dalle lacrime della Madonna sparse ai piedi della croce.

La coltivazione si fa in terreni freschi e ombreggiati, leggeri, sabbiosi, mescolati con terra d’erica e di castagno. La semina è poco praticata, si moltiplica solitamente per via vegetativa per mezzo di piccoli frammenti di rizoma di 3-4 anni, distanziati 12-15 cm.

Sono stati individuati una quarantina di diversi glicosidi cardioattivi o cardenolidi (convallamarina, convallotossina, conval- loside, convallarina, mialina, locundioside, deglucocheirotossina, vallarotossina, ma- jaloside, ecc.), ed 8 flavonoidi, oltre a celidonina, asparagina, acidi citrico e malico, zuccheri, resine, oltre a saponosidi e l’amminoacido velenoso acido azetidin -2-carbossilico.

I cardiotonici esercitano la loro azione soprattutto sul muscolo cardiaco del quale rafforzano in maniera durevole le contrazioni ed esercitano contemporaneamente un’azione sull’attività contrattile del cuore regolandone e rallentandone i movimenti.

In fitoterapia si impiegano i fiori e l’erba (Flores ed Herba Convallariae) raccolti in piena fioritura (tempo balsamico). Nei fiori è contenuto un olio essenziale al quale è dovuto il profumo intenso dei fiori freschi che viene estratto dall’industria cosmetica per preparare profumi. I glucosidi convallamarina (presente soprattutto nei fiori) e la convallotossina sono cardiotonici attivi, di azione simile a quella della digitale. Il rizoma ed anche fiori seccati e ridotti in polvere sono stati usati come starnutatorio.

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Il frutto, velenoso, è una bacca rossa subsferica triloculare con 2-6 semi. Dai fiori, ricchi di virtù cardiotoniche, si estrae un olio essenziale usato nei profumi © Giuseppe Mazza

I preparati a base di mughetto sono impiegati nell’insufficienza cardiaca di lieve e media entità nelle cure intervallari della terapia digitalica e nel cuore senile brachicardico. La pianta del mughetto, per la sua tossicità sia da fresca che da secca (soprattutto i fiori e le bacche) deve essere tassativamente esclusa dall’uso famigliare.

Gli avvelenamenti sono solitamente dovuti all’ingestione di bacche fresche soprattutto da parte di bambini e sono caratterizzati da malessere generale con diarrea, vomito, forte diuresi, vertigini e senso di confusione, debolezza cardiaca, crampi e collasso che può anche causare la morte se non si interviene rapidamente con un’adeguata terapia atta a svuotare lo stomaco, bevande tanniche per far precipitare i glucosidi e farmaci antagonisti per sostenere il cuore.

Sinonimi: Lilium convallium Garsault (1764); Convallaria latifolia Mill. (1768); Polygonatum majale (L.) All. (1785); Convallaria linnaei Gaertn. (1790); Convallaria scaposa Gilib. (1792); Lilium-convallium majale (L.) Moench (1794); Convallaria mappii C.C.Gmel. (1806); Convallaria majalis var. bracteosa Rchb (1830); Convallaria majalis var. rosea Rchb (1842); Convallaria majalis var. variegata Lowe (1864); Convallaria majalis var. prolificans Wittm. (1884); Convallaria majalis f. prolificans (Wittm.)Voss (1896); Convallaria majalis var. rubra auct. (1898); Convallaria majalis f. picta Wilczek (1903); Convallaria majalis var. latifolia (Mill.) Asch. & Graebn. (1905); Convallaria majalis f. angustifolia Zapal (1906); Convallaria majalis f. latior Zapal. (1906); Convallaria majalis var. laminaris F.Rosen (1916); Convallaria transcaucasica Utkin ex Grossh (1928); Convallaria majalis var. transcaucasica (Utkin ex Grossh.) Knorring (1935); Convallaria majalis L. var. montana H.E. (1964); Convallaria majalis f. laminaris (F.Rosen) (1975); Convallaria majalis f. mappii (C.C.Gmel.) (1975); Convallaria majalis f. abchasica Ponert (1975); Convallaria majalis L. f. laminaris ( Rosen ) Ponert (1975); Convallaria majalis L. convar. latifolia (Miller) Ponert (1975); Convallaria majalis L. f. mappi (Gmelin) Ponert (1975); Convallaria majalis L. convar. silvaticoides (1975); ); Convallaria majalis L. var majuscula (Greene) Gandhi , Reveal & Zarucchi (2012).

 

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