Copernicia berteroana

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Al di fuori dell’isola Hispaniola, dove è endemica, la Copernicia berteroana è poco nota © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Hispaniola, dove vive a basse altitudini nelle foreste rade in zone con clima caratterizzato da spiccata stagionalità e bassa piovosità.

Il genere è dedicato all’astronomo polacco Mikołaj Kopernik ( in latino Nicolaus Coper- nicus; 1473-1543 ); la specie è dedicata al medico, naturalista ed esploratore italiano Carlo L. G. Bertero (1789-1831).

Nomi comuni: dyaré, latanier cave (Haiti); yarei (Rep. Dominicana).

La Copernicia berteroana Becc. (1908) è una specie monoica a fusto singolo, alto fino a circa 10 m con un diametro di 20 cm, di colore grigio bruno, liscio.

Le foglie, numerose, sono palmate, pressoché circolari di circa 1 m di diametro, di colore verde chiaro con numerosi segmenti rigidi uniti alla base per circa due terzi della lunghezza.

I piccioli, lunghi fino a quasi un metro, sono provvisti lungo i margini di spine a uncino, lunghe 0,3-1 cm, e sono ricoperti di ciuffi di corti peli biancastri.

Le infiorescenze nascono tra le foglie e si estendono poco al di fuori della chioma, sono ramificate, dense, e portano fiori ermafroditi di colore bianco crema.

I frutti sono ovoidi, lunghi circa 2 cm, neri a maturità e contengono un solo seme.

Specie adatta a climi tropicali e subtropicali a spiccata stagionalità e moderata piovosità, può sopportare da adulta per brevissimo periodo temperature fino a – 2 °C con danni limitati.

L’esposizione ottimale è in pieno sole e riguardo al suolo non è particolarmente esigente, purché ben drenato.

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Le infiorescenze della Copernicia berteroana sono ramificate e dense © Giuseppe Mazza

E’ infatti sensibile ai ristagni d’acqua spe- cie in connessione con temperature rela- tivamente basse.

E’ abbastanza resistente alla salsedine, può quindi essere impiegata in pros- simità del mare.

I fusti sono utilizzati localmente nelle costruzioni per la loro robustezza e lunga durata, le foglie come copertura per ca- panne e ripari di fortuna, per confezio- nare cappelli e altri oggetti artigianali, mentre i frutti come alimento per i maiali.

Le aree in cui era diffusa si sono da tempo drasticamente ridotte, sia per l’eccessiva antropizzazione che per il disboscamento effettuato a favore dell’ agricoltura, in particolare per la coltiva- zione della canna da zucchero, ma grazie all’eleganza del portamento è ampiamen- te impiegata come alberatura stradale, nei parchi pubblici e nei giardini privati.

Al di fuori dell’isola Hispaniola è poco conosciuta, la sua coltivazione è general- mente limitata agli orti botanici e collezioni private.

 

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