Copernicia ekmanii

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

La specie è endemica di Haiti dove è presente con pochi esemplari sulla costa nordoccidentale, prevalentemente su suoli rocciosi o sabbiosi semiaridi caratterizzati da una bassa vegetazione xerofila, in prossimità del mare.

Il genere è dedicato all’astronomo polacco Niccolò Copérnico (1473-1543), la specie al botanico svedese Erik Leonard Ekman (1883-1931).

Nomi comuni: Ekman’s silver palm, straw man (inglese); homme paille (francese); jamm de pay, om de pay (Haiti).

La Copernicia ekmanii Burret (1929) è una specie monoica solitaria eretta, alta in natura fino a circa 4-5 m, con un fusto cilindrico, di 15-20 cm di diametro, liscio e grigiastro nascosto sotto la chioma da un fitto ammasso di foglie secche persistenti. Le foglie, su un picciolo provvisto ai margini di robuste spine ricurve e ricoperto da una spessa patina cerosa bianca, lungo 0,5-1 m e largo 3-5 cm, sono palmate, pressoché circolari di circa 1 m di diametro, di colore verde superiormente, glauco e ricoperte da una patina cerosa bianca inferiormente, spinose ai margini.

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Endemica di Haiti, la Copernicia ekmanii è una specie della “lista rossa” ad altissimo rischio d’estinzione. Troppo sfruttata per le foglie, usate per la copertura delle abitazioni rurali, è oggi rara in natura e ancor più in coltivazione © Giuseppe Mazza

La lamina fogliare è incisa in circa 50 segmenti lineari-triangolari con apice acuminato, piuttosto rigidi, uniti alla base per circa 1/3 della loro lunghezza. Infiorescenze tra le foglie (interfogliari), ricurve, lunghe 0,8-1 m, con 6 ordini di ramificazioni e rachille glabre, lunghe fino a circa 5 cm, portanti fiori ermafroditi ravvicinati, solitari, di circa 3 mm di lunghezza, di colore bianco crema, con corolla tubolare trilobata, 3 carpelli e 6 stami con i larghi filamenti uniti alla base.

I frutti, che si sviluppano solitamente da un solo carpello, sono ovoidi, di circa 2 cm di lunghezza e 1,6 cm di diametro, con i residui dei carpelli alla base e dello stigma all’apice, di colore nero lucido a maturità, contenenti un solo seme globoso di circa 1,2 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per due-tre giorni, in terriccio sabbioso drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con una bassa percentuale di germinazione.

Una delle più caratteristiche e ornamentali del genere, rara in natura e ancor più in coltivazione, di lenta crescita, coltivabile come esemplare isolato o in gruppo nei giardini delle regioni tropicali e subtropicali, da adulta può sopportare occasionali e di brevissima durata abbassamenti di temperatura fino a circa -1 °C.

Richiede pieno sole o al più una leggera ombreggiatura nei primi stadi della crescita e terreni drenanti, da leggermente acidi a leggermente alcalini, anche poveri, ben radicata può resistere a lunghi periodi di siccità, ma cresce più in fretta se regolarmente irrigata nei climi stagionali caratterizzati da lunghe estati calde e secche; utili le concimazioni con prodotti bilanciati con microelementi a lento rilascio. Sopporta bene i forti venti e gli aerosol salini, può quindi essere impiegata in giardini prossimi al mare.

Le foglie secche, particolarmente resistenti e durature, sono state largamente utilizzate in passato come copertura di abitazioni rurali e per realizzare vari oggetti di uso comune; i fusti nelle costruzioni.

Per il numero limitato di individui, presenti in un’area limitata, la scarsa rigenerazione e l’esteso uso sopra menzionato che ne è stato fatto, e che prosegue anche se in misura più limitata, la specie è stata inserita nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources) come “Endangered” (ad altissimo rischio di estinzione in natura nel prossimo futuro).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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