Copernicia glabrescens

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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Endemica di Cuba, la Copernicia glabrescens è una specie a crescita lenta che può raggiungere i 7 m d’altezza © Giuseppe Mazza

La specie è endemica di Cuba dove cresce nelle province centroccidentali di Habana, Matanzas e Pinar del Rio nelle savane e foreste costiere a bassa altitudine.

Il genere è dedicato all’astronomo polacco Niccolò Copérnico (1473-1543); il nome specifico è il participio presente del verbo latino “glabresco” = diventare glabro, senza peli, con riferimento all’assenza di peli sulle ramificazioni delle infiorescenze, caratteristica che la distingue dalla strettamente correlata Copernicia hospita.

Nomi comuni: guano, guano blanco, guano jata (Cuba).

La Copernicia glabrescens H.Wendl. ex Becc. (1908) è una specie monoica eretta, solitaria o moderatamente cespitosa, alta in natura fino a 5-7 m, con un fusto cilindrico, di 15-18 cm di diametro, di colore grigiastro parzialmente ricoperto dalle basi fogliari persistenti.

Le foglie, su un picciolo provvisto ai margini di robuste spine, lungo fino a circa 1 m e largo 3 cm, sono palmate, pressoché circolari di circa 0,8 m di diametro, di colore verde superiormente, ricoperte da una leggera patina cerosa inferiormente. La lamina fogliare è incisa in circa 60 segmenti lineari-triangolari con apice acuminato, rigidi, uniti alla base per circa 1/3 della loro lunghezza. Infiorescenze tra le foglie (interfogliari) che si proiettano ben al di fuori della chioma, lunghe fino a circa 3 m, con 6 ordini di ramificazioni e rachille, lunghe 0,5-1,5 cm, glabre, portanti minuscoli fiori ermafroditi ravvicinati, generalmente solitari, meno frequentemente in coppia, fragranti, con corolla tubolare trilobata, glabra o pubescente, 3 carpelli e 6 stami con i larghi filamenti uniti alla base; dopo la maturazione dei frutti le infiorescenze persistono a lungo sulla pianta dandole un aspetto piuttosto disordinato.

I frutti, che si sviluppano solitamente da un solo carpello, sono globosi, di circa 1,8 cm di diametro, di colore nero a maturità, contenenti un solo seme globoso di circa 1,3 cm di diametro.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua per due-tre giorni, in terriccio sabbioso drenante mantenuto umido alla temperatura di 26-28 °C, con tempi di germinazione a partire da un mese.

Specie di lenta crescita poco nota al di fuori delle zone di origine, simile alla ben più famosa Copernicia hospita da cui differisce, oltre che per il particolare delle infiorescenze sopra riportato, per le foglie verdi, anziché glauche e densamente cerose.

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Le infiorescenze, lunghe circa 3 m, hanno una densa ramificazione con innumerevoli minuscoli fiori ermafroditi. Resiste a brevi e sporadiche cadute termiche fino a -3 °C © Giuseppe Mazza

Coltivabile nelle regioni a clima tropicale, subtropicale e temperato caldo, dove da adulta può sopportare occasionali e di breve durata abbassamenti di temperatura fino a circa -3 °C, con eventuale danneggiamento del fogliame. Richiede pieno sole fin dai primi stadi della crescita e terreni drenanti, anche poveri, da neutri a leggermente alcalini, ben radicata può resistere a periodi di siccità, ma cresce al meglio in suoli mantenuti pressoché costantemente umidi, va pertanto regolarmente irrigata nelle zone caratterizzate da lunghe estati calde e secche. Le concimazioni con prodotti bilanciati con microelementi a lento rilascio contribuiscono a darle un aspetto più rigoglioso. Si è dimostrata moderatamente tollerante agli aerosol salini, può quindi essere impiegata in giardini in prossimità del mare.

Le foglie secche sono localmente utilizzate come copertura di abitazioni rurali e per realizzare vari oggetti artigianali di uso comune, i fusti nelle costruzioni.

 

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