Cortinarius olivaceofuscus

Testo © Bruno Gasparini

 

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Un fungo poco noto dalla commestibilità sospetta © Bruno Gasparini

Famiglia: Cortinariaceae

Genere: Cortinarius

Sottogenere: Dermocybe

Sezione : Olivaceofusci

Cortinarius olivaceofuscus Kűhner, 1955

La sezione è caratterizzata, alla raccolta, dai colori olivacei e chimicamente da pigmenti antrachinonici con il più basso grado di ossidazione (flavomannina 6’6 dimetiletere ed endocrocina).

Questo, l’ habitat termofilo sotto Fagales in Europa, e la presenza bi-emisferica con un limitatissimo numero di specie sin qui descritte, fanno formulare l’ ipotesi che si tratti di un gruppo relitto di tempi antichissimi, forse antecedente agli altri Cortinarius (Dalle descrizioni sembrerebbero molto vicine alle dermocibi del sottogenere Icterinula, sez. Icterinula, presenti soltanto nell’ emisfero sud ).

Basionimo: Kühner, 1955. Bull. Mens. Soc. Linn. Lyon. P 39 – 40.

Sinonimi : Dermocybe olivaceofusca (Kühner R.) Quadraccia 1985 Cortinarius ( Dermocybe ) carpineti (Moser) Garnier G. 1991.

Nomi mal applicati : Cortinarius ( Dermocybe ) malicorius ss. Pearson 1952, sec. Orton 1958, Cort. : 132, 136, 143 Cortinarius ( Dermocybe ) croceus ss. Schaeffer, sec. Bresadola (cf. Moser 1973, Bull. Suisse) Cortinarius ( Dermocybe ) schaefferi Bresadola 1930, Tab. 648.

Aspetto: flammuloide, ricorda il Cortinarius croceus , ma con tonalità olivacee.

Cappello: 20-40 (50) mm campanulato poi più disteso, con leggera umbonatura centrale, fragile, cuticola fibrillosa, con piccole squamette appressate di colore olivaceo tendente poi al rossastro ed infine al bruno, o più giallo citrino, colore di fondo giallo oliva, con disco più scuro, brunastro.

Imenio : a lamelle fitte, lievemente ondulate e talvolta anche leggermente crenulate, annesso-smarginate di colore giallo olivaceo.

Gambo: talvolta corto e talvolta più lungo del diametro del cappello 35-40-60 mm x 5 mm, talora un po’ contorto, cilindrico, appena allargato alla base, giallo zolfo in alto, giallo olivastro alla base, che reca segni di un velo originalmente giallo-olivastro, poi imbrunente; cortina evanescente.

Carne: quasi inesistente in periferia del cappello, fibrosa e poi fistoloso-cava nell’ asse centrale, giallo-verde oliva, odore che ricorda l’ apertura di un pacco di tabacco, o fruttato con leggera componente terrosa, gusto lievemente amaro.

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Le spore © Bruno Gasparini

Commestibilità : ignota, ma da considerare sospetta.

Reazioni chimiche: alle basi (compresa l’ ammoniaca) rosso inchiostro, poi rosso mattone, infine rosso sangue scuro, tanto sulla carne, che sulla cuticola, che sulle lamelle, olivastro-scuro alla base del gambo. In alcool immediatamente si forma una soluzione verde oliva.

Spore: dal profilo quasi quadrangolare, subamigdaliformi o ovoidi, medio-piccole 6,5-8,4 x 4,3-5,5 µm, finemente punteggiate.

Habitat: prevalentemente in ambiente mediterraneo con Quercus ilex (ma reperito in altre occasioni sotto altre querce) con presenza di Carpinus orientalis o Ostrya carpinifolia ; substrato calcareo.

Note : tipica dermocibe dai carpofori flammulidi con prevalenti colori olivacei. Può essere confusa con il Cortinarius croceus che tuttavia cresce solo sotto aghifoglie.

Benché la sua commestibilità non sia stata accerata, è assolutamente sconsigliabile cibarsi di cortinari di taglia piccola e con colori vistosi.

Da notare una certa variabilità della specie che può avere tonalità oliva scure o gialle citrine, spore 6,5 – 8 x 4-5 o più piccole (5,4 – 6,7 x 4 – 4,8) e più larghe. L’esame del DNA ha trovato che si tratta di almeno due specie non ancora separate così da poter definire questo un complesso .

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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