Costus curvibracteatus

Famiglia : Costaceae

Testo © Pietro Puccio

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Il Costus curvibracteatus è originario delle foreste del Centro America. Foglie ornamentali e lungo periodo di fioritura © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Costa Rica, Colombia, Nicaragua e Panama dove cresce nel sottobosco e ai margini delle foreste umide fino a circa 1600 m di altitudine.

Il nome generico fu dato da Linneo in ossequio a Dioscoride che aveva descritto una pianta, ritenuta simile, col nome di Kostos; il nome specifico è la combinazione degli aggettivi latini “curvus, a, um” = curvo e “bracteatus, a, um” = dotato di brattee, con ovvio riferimento.

Nomi comuni: dwarf orange ginger, orange tulip ginger (inglese).

Il Costus curvibracteatus Maas (1976) è una specie erbacea rizomatosa perenne, sempreverde, alta 0,5-1,5 m, raramente di più, con fusti cilindrici spiralati di 1,5-2,5 cm di diametro. Le foglie sono alterne e disposte a spirale, da obovate a ellittiche con apice appuntito, lunghe 15-35 cm e larghe 5-10 cm, coriacee, di colore verde scuro, lucide superiormente, opache inferior- mente.

L’infiorescenza, terminale, è una spiga da ovoide a fusiforme, di 4-18 cm di lunghezza e 3-8 cm di diametro, costituita da brattee imbricate lucide di colore rosso o rosso arancio alla base e apice giallo ricurvo verso l’esterno, lunghe circa 4 cm e larghe 1,5 cm, al cui interno nascono fiori ermafroditi con calice rosso, lungo 1,5 cm, e corolla tubolare di colore giallo o rosso arancio, solitamente circa della stessa lunghezza delle brattee, con labello, formato dagli stami sterili fusi insieme, lungo circa 3 cm e largo 2 cm. I frutti sono capsule ellissoidi di circa 1,5 cm di lunghezza contenenti numerosi semi con arillo carnoso bianco, che ne favorisce la dispersione tramite gli uccelli che se ne cibano.

Si riproduce per seme, preventivamente tenuto in acqua tiepida, in composto particolarmente drenante mantenuto costantemente umido, ma senza ristagni, alla temperatura di 24-26 °C, e facilmente per divisione e talea di fusto. Specie ornamentale per il fogliame e il lungo periodo di fioritura, dalla primavera inoltrata a inizio inverno, coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, se ne può tentare la coltivazione, in posizione riparata, in quelle temperato-calde più miti, tenendo presente che temperature poco al di sotto di 10 °C danneggiano il fogliame e la parte aerea muore intorno a 0 °C, mentre a livello di rizoma può resistere fino -3/-4 °C per brevissimo periodo, se ben pacciamata. Richiede una esposizione da parzialmente ombreggiata ad ombreggiata e suoli drenanti ricchi di sostanza organica, da acidi a neutri, mantenuti costantemente umidi, ma senza ristagni; per la vegetazione compatta viene spesso utilizzata per formare bordure e come copri suolo in giardini ombrosi.

Si adatta bene alla coltivazione in vaso, utilizzando un terriccio organico con aggiunta di sabbia silicea o perlite per un 30% per migliorare il drenaggio, per essere riparata in ambienti spaziosi dove il clima non consente la permanenza all’aperto nei mesi più freddi, con valori minimi notturni di temperatura non inferiori a 14 °C; utili le nebulizzazioni con acqua non calcarea, per evitare antiestetiche macchie sulle foglie, se l’ambiente è troppo secco. Le innaffiature devono essere regolari ed abbondanti durante il periodo vegetativo, diradate in inverno, ma senza fare asciugare completamente il substrato; le concimazioni, in primavera estate, vanno effettuate con prodotti bilanciati idrosolubili con microelementi sotto forma di chelati a metà dose di quella consigliata sulla confezione.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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