Crocodylus mindorensis

Famiglia : Crocodylidae

Sottofamiglia : Crocodylinae

 

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Testo © DrSc Giuliano Russini - Biologo Zoologo

 

 

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Il Crocodylus mindorensis conta meno di 200 esemplari ed è a serio rischio d’estinzione © Giuseppe Mazza

Il rarissimo Coccodrillo delle Filippine ( Crocodylus mindo- rensis - Schmidt, 1935 ) è un loricato afferente all’ordine dei Coccodrilli (Crocodylia), alla famiglia dei Coc- codrillidi (Crocodylidae), alla sotto- famiglia dei Coccodrillini (Croco- dylinae) ed al ben noto genere Coccodrillo ( Crocodylus ).

Il termine “crocodylus” lo abbiamo già definito più volte, in diverse schede di altri esemplari di loricati, parola che deriva dal greco antico e significa ciottolo a forma di verme, mentre il lemma “mindorensis” significa in latino “di Mindoro” un’isola dell’arcipelago delle Filip- pine.

I nomi comuni con cui questo coccodrillo viene chiamato in luogo in inglese sono Philippine crocodile, Philippine freshwater crocodile e Mindoro crocodile.

La CITES lo inserisce nell’Appendice I, mentre la IUCN stima uno status per questa specie di “criticamente a rischio” ovvero CR A1c, C2a ( critically endangered ). I biologi calcolano una popolazione di meno di 200 esemplari.

Le cause che hanno determinato questa densità così bassa di popolazione si riconducono a una sua bassa distribuzione geografica, ad una incapacità gestionale da parte delle popolazioni e ad una scarsa capacità che questo coccodrillo ha nel sapersi adattare alle più piccole modificazioni ambientali.

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Ha un’area di distribuzione molto limitata e non riesce ad adattarsi ai mutamenti ambientali © Giuseppe Mazza

Per un lungo periodo il Crocodylus mindorensis, venne considerato una sottospecie o razza del Crocodylus porosus.

Successivamente i biologi lo consi- derarono una sottospecie o razza del Crocodylus novaeguineae, e infatti venne chiamato Crocodylus novaeguineae mindorensis.

Nel 1980 la International Code for Zoological Nomenclature ( ICZN ), cosa che venne poi successivamente confermata dalle analisi genetiche, ha eletto questo coccodrillo a rango di buona specie, il Crocodylus mindorensis.

Nel 1975, una spedizione di biologi svedesi, scoprì un coccodrillo la cui distribuzione geografica era limitata al Borneo, lo chiamarono Crocodylus raninus, questo loricato ha delle somiglianze morfologiche con il Crocodylus mindorensis. La le prove morfologiche, ecologiche e genetiche non sono sufficienti per dichiarare questo animale né come una specie distinta, cioè Crocodylus raninus, né come sottospecie o razza del Crocodylus mindorensis.

Mentre nel 1992, biologi erpetologi statunitensi, mediante analisi genetiche, hanno proposto che il Crodoylus raninus potrebbe essere una sottospecie o razza del Crocodylus porosus, loricato dalla grande distribuzione geografica.

Zoogeografia

La specie è endemica dell’arcipelago delle Filippine: isole di Jolo, Masbate, Mindanao, Busuanga, Negros, Mindoro.

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Non supera i 3 m di lunghezza, con una robusta armatura sulla schiena © Giuseppe Mazza

Questa rappresenta in realtà più una distribuzione geografica storica, cioè quando la specie non era a rischio d’estinzione come lo è oggi.

Attualmente la sua distribuzione è incerta e necessita di un nuovo censimento; per esempio biologi filippini e non, ipotizzano che da alcune aree sia scomparso, vedi le isole di Luzon, Jolo, Samar e Masbate.

Ecologia-Habitat

Il suo habitat è per lo più circoscritto alle aree di acqua dolce sia lentiche che lotiche come piccoli laghi, pozze d’acqua, paludi dolci e rami fluviali tributari.

Si nutre principalmente di invertebrati acquatici e piccoli vertebrati.

Sebbene in passato la serie ecologica di questa specie era presente in quasi tutte le 7.107 isole dell’arcipelago filippino, oggi la realtà è molto deludente. Inoltre molto poco si conosce dell’ecologia e della storia naturale di questa specie e della sua interazione con il Coccodrillo poroso o marino ( Crocodylus porosus ), cosa che invece andrebbe approfondita.

Il governo filippino, d’altronde, spende veramente poco sia in termini economici che in termini legislativi per proteggere e conservare questa specie, per cui i biologi locali hanno spesso le mani legate nei confronti dei bracconieri.

Non sono state ancora create delle aree protette a favore di questo splendido coccodrillo, che vede giorno dopo giorno perdere gran parte dei biotopi in cui vive, a favore dell’agricoltura; gli stessi contadini uccidono questo loricato perché secondo loro gli rovinerebbe i raccolti.

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Ha 66-68 denti e si nutre principalmente d’invertebrati acquatici e piccoli vertebrati © Giuseppe Mazza

Programmi di sopravvivenza della specie “Survival Species Programs” ( SSP ), o Endangered Species Programs ( ESP ), mediante gestione delle risorse naturali, dovrebbero essere attivati sia a livello nazionale che internazionale.

Negli ultimi anni, diversi gruppi di biologi filippini e americani, stanno tentando con la procreazione in cattività sia mediante accoppiamento naturale, che mediante inseminazione artificiale, di rimpinguare l’esigua popolazione, un esempio sono i progetti attivati all’Università di Silliman, la più vecchia istituzione universitaria americana fondata nella città di Dumaguete nella provincia del Negros Oriental.

Morfofisiologia

Il Crocodylus mindorensis è una specie relativamente piccola.

I maschi in natura non eccedono mai i 3,0 m di lunghezza, le femmine sono un po’ più piccole.

Presenta un muso abbastanza largo per il genere Crocodylus e un’armatura molto robusta sulla schiena.

La sua morfologia richiama quella del Crocodylus novaeguineae, di cui, come accennato prima, ne veniva considerato una sottospecie o razza fino agli anni ’80 del secolo scorso.

Varie specie di coccodrilli asiatici come il Crocodylus mindorensis, il Crocodylus novaeguineae, il Crocodylus porosus ed il Crocodylus siamensis, indipendentemente dalle dimensioni, presentano spesso una morfologia simile che li rende difficilmente distinguibili, questo ha fatto supporre a diversi biologi zoologi la discendenza da un comune progenitore.

I piccoli del coccodrillo delle Filippine hanno una livrea color tabacco, che diventa grigio-verde scuro da adulti.

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Le femmine depongono 7-20 uova e mostrano cure omoparentali anche durante l’incubazione © Giuseppe Mazza

Inoltre nei piccoli, il collo risulta più variabile per la disposizione, per il numero e nelle dimensioni delle scaglie postoccipitali e nucali, che si continuano con le dorsali. Queste variazioni sono presenti anche tra i vari esemplari adulti. Per cui, la classificazione o il riconoscimento mediante analisi e conteggio delle scaglie, porta spesso a errori.

I denti sono in numero di 66-68, di cui 5 sono premascellari; 13-14 mascellari; 15 mandibolari.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Il maschio costruisce un nido di dimensioni relativamente modeste, 1,5 x 0,5 m circa, e appena la femmina depone le uova, in numero di 7-20, viene ricoperto.

Il tempo d’incubazione è di circa 85 giorni. Questa è una delle poche specie di coccodrilli in cui la femmina mostra fenomeni di cure omoparentali anche durante l’incubazione delle uova.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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