Crotalus pricei

Famiglia : Viperidae

 

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Testo © Dr. Gianni Olivo

 

 

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Il Crotalus pricei pricei supera raramente i 50 cm. Ha poco veleno, ma abbastanza potente © Giuseppe Mazza

Il Crotalo di Price ( Crotalus pricei - Van Denburgh, 1895), detto in inglese Twin spotted rattlesnake o Western twin spotted rattler, è un piccolo viperide ( Viperidae ) del Nuovo mondo appartenente alla sottofamiglia dei crotalini ( Crotalinae ).

Deve il nome ad un biologo, William Price, che per primo lo descrisse. Se ne ammettono due sottospecie, Crotalus pricei pricei e Crotalus pricei miquihuanus : mentre il primo è diffuso sia in Messico che in una porzione degli Stati Uniti meridionali (Arizona), il secondo è limitato al Messico (Nuevo Leòn, Tamaulipas e Coahuila).

E’ un piccolo viperide che solitamente non supera il mezzo metro di lunghezza, con records di 65 cm, con colore di fondo grigio cenere o grigio- azzurro, spesso tendenzialmente chiaro, e talora rossiccio o tinta mattone, su cui fanno spicco due serie di macchie dorsali, appaiate e disposte ai lati della linea dorsale mediana ( donde uno dei nomi volgari inglesi: twin spotted rattlesnake). Le parti ventrali sono più chiare e color crema o biancastre, di solito con fini picchiettature scure. La testa è depressa e triangolare, con occhi a pupilla ellittica verticale e presenza di fossette termo-recettrici, che consentono al piccolo predatore di avvertire la vicinanza di prede a sangue caldo anche in assenza di movimento o nell’oscurità. La testa è distinta nettamente dal collo e la coda presenta la consueta collana di anelli cornei che, quando la coda viene fatta vibrare velocemente, producono un acuto ronzio.

E’ tendenzialmente un rettile “di altopiano” che si può incontrare tra i 1000 ed i 3200 metri di quota sul livello del mare, per cui, nella stagione fredda, spesso va in ibernazione, sfruttando ripari naturali o tane scavate da mammiferi o altri animali. E’ uno specialista, quindi, di zone montuose e di terreni sovente rocciosi ed a volte anche sabbiosi, e gli esemplari con colore di sottofondo rossiccio o ruggine si incontrano più spesso là dove le rocce presentano tinte “ferrose”, mentre il grigio domina in habitat con rocce di colori più spenti e neutri o sulle pietraie.

In Messico è abbastanza comune anche nelle praterie di montagna o sul fondo di quelle valli erbose caratteristiche di certe aree, dove varie specie di roditori terricoli e di uccelli nidificanti al suolo offrono abbondanza di preda. Un altro caratteristico habitat è rappresentato dei radi boschi di Pinon pine (pinus cembroides), conifera che fornisce una sorta di pinoli commestibili per l’uomo ma graditi anche a scoiattoli, topi ed altri minuscoli animali, che possono rappresentare ottime prede per il piccolo crotalo.

Le pendici esposte a Sud, con vegetazione mista di Pinus cembroides ed agavi, sono anch’esse un luogo adatto per chi cerchi di vedere uno di questi graziosi serpenti, che spesso sono osservabili mentre fanno il loro “basking” al sole, soprattutto di primo mattino.

Alcune popolazioni compiono vere e proprie piccole migrazione dai quartieri estivi a quelli invernali, sia per trovare miglior riparo in vista dell’ibernazione ( spesso parziale ed interrotta nelle giornate di sole e più tiepide) sia, a volte e dove le condizioni climatiche siano più favorevoli, per farne a meno e mantenere un certo livello di attività anche nei mesi invernali.

Pur dotato di occhio da animale notturno, il crotalo di Price è uno dei più diurni tra i crotalidi ed attende al varco lucertole e piccoli mammiferi, che colpisce con un rapido morso, inoculando un veleno citotossico che, oltre ad uccidere la preda, inizia a predigerirla dall’interno, rendendola più facilmente disgregabile una volta inghiottita.

Se la preda è di piccole dimensioni, come una lucertola, viene afferrata, trattenuta e presto inghiottita, se di dimensioni maggiori o se potenzialmente in grado di ferire il predatore, come certi roditori dotati di taglienti incisivi e di aguzze unghie, dopo il morso viene prontamente rilasciata e poi tracciata, con l’ausilio della lingua biforcuta e dell’organo di Jacobson, rinvenuta ormai morta ed innocua e quindi inghiottita intera, a partire dalla testa. Sono descritti anche casi di cannibalismo, con ingestione di congeneri di dimensioni inferiori.

Il veleno di Crotalus pricei è abbastanza potente, ma secreto in dosi modeste, per cui un eventuale morso è decisamente meno grave di quello di un grande crotalide, inoltre anche la minor lunghezza delle zanne velenifere, di tipo solenoglifo, ed il minor raggio d’azione del suo “allungo” lo rendono non particolarmente pericoloso, ma si tratta comunque di un rettile da trattare con rispetto, anche perché abbastanza pronto a mordere se disturbato, pur non avendo l’indole “truculenta” di certi altri serpenti, quali i cascavel o i crotali diamantini.

Il veleno ha azione citotossica, edemizzante e con azione anche sulla coagulazione, ma i morsi interessano soprattutto chi li cattura o li maneggia per hobby, anche se a rischio potrebbero essere pure escursionisti, cacciatori ed alpinisti, soprattutto qualora mettano le mani dove il loro occhio non arriva, come durante la raccolta di legna o la ricerca di un appiglio per arrampicarsi su di una roccia.

Gli accoppiamenti hanno luogo in estate, e le nascite, con messa al mondo di piccoli vivi e non avvolti nell’uovo, trattandosi di animale ovoviviparo, a fine primavera o inizio estate.

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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