Cryosophila warscewiczii

Famiglia : Arecaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Cryosophila warscewiczii cresce a basse e medie altitudini nelle foreste pluviali del Centro America © Mazza

La specie è originaria del Costa Rica, Honduras, Nicaragua e Panama dove vive nelle foreste pluviali a basse e medie altitudini su suoli prevalentemente calcarei.

Il nome del genere è la combinazione dei termini greci “kryos” = ghiaccio, gelo e “philos” = amico, forse con riferimento alla specie tipo, la Cryosophila nana (Kunth) Blume ex Salomon (1887), che vive in Messico fino a circa 1700 m di altitudine; la specie è dedicata al polacco Józef Warszewicz Ritter von Rawicz (1812-1866) che la introdusse in coltivazione in Europa.

Nomi comuni: rootspine palm, silver star palm (inglese); palma-de-escoba, palmera prateada (portoghese); chonta, escoba, guágara, guagra, noli, palma de escoba, súrtuba (spagnolo).

La Cryosophila warscewiczii ( H. Wendl. ) Bartlett (1935) è una specie monoica a fusto solitario, eretto, fino a circa 10 m di altezza e 10-15 cm di diametro, grigiastro, ricoperto da radici spinose ramificate, almeno nella fase giovanile, che alla base radicano formando una specie di cono.

Le foglie sono palmate, pressoché circolari di 1,5-2 m di diametro, profondamente divise in due metà quasi uguali, a loro volta suddivise in numerosi segmenti meno profondi riuniti in gruppi di 2-4, con apice appuntito o bifido, di colore verde scuro superiormente, ricoperte da un fitto tomento grigio inferiormente; il picciolo, inerme, è lungo 1-2 m con base fibrosa e tomentosa.

Le infiorescenze ramificate, pendenti, lunghe 0,4-0,7 m, nascono tra le foglie (interfogliari), con ogni ramificazione racchiusa da una brattea decidua concava tomentosa e biancastra esternamente, i fiori, disposti a spirale, sono bianchi, ermafroditi, proterogini (gli stigmi sono ricettivi prima della maturazione del polline, ciò favorisce la fecondazione incrociata), con 6 stami e tre pistilli.

I frutti sono da globosi a obovoidi, di 2-2,6 cm di lunghezza e 1,5-2,3 cm di diametro, di colore bianco, contenenti un seme globoso di 1-1,6 cm di diametro. Si riproduce per seme che germina in 3-6 mesi o più alla temperatura di 22-24 °C; la prima fogliolina è semplice, intera, di colore bianco inferiormente.

Specie particolarmente ornamentale per il contrasto tra la pagina superiore della foglia verde scuro e quella inferiore bianco argentea, sia come esemplare isolato che in gruppi, coltivabile nelle regioni a clima tropicale e subtropicale umido, se ne può tentare la coltivazione in quelle temperato calde più miti, dove può resistere, adulta, a valori di temperatura fino a circa - 2 °C, con danneggiamento del fogliame, purché eccezionali e di brevissima durata. Richiede una posizione in luce solare filtrata o semi ombreggiata e non è particolarmente esigente riguardo al suolo, anche povero, non sopporta il vento e lunghi periodi di secco. Si adatta alla coltivazione in vaso, nella fase giovanile, per la decorazione di interni, serre e giardini d’inverno, utilizzando un substrato ricco di humus con aggiunta di sabbia grossolana, agriperlite o altro inerte intorno al 30%, per migliorare il drenaggio, mantenuto pressoché costantemente umido, ma senza ristagni, con temperature preferibilmente superiori a 15 °C.

Le foglie sono localmente utilizzate per fabbricare scope e pennelli.

Sinonimi: Acanthorrhiza warscewiczii H.Wendl. (1869).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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