Ctenochaetus striatus

Famiglia : Acanthuridae.

 

GIF - 5.6 Kb

 

Testo © Giuseppe Mazza

 

 

JPEG - 88.2 Kb
Il Ctenochaetus striatus ha una diffusione molto vasta nell’Indo-Pacifico tropicale © Giuseppe Mazza

Il ( Ctenochaetus striatus - Quoy & Gaimard, 1825 ), appartiene alla classe degli Actinopterygii, i pesci con le pinne raggiate, all’ordine Perciformes ed alla ben nota e fantasiosa famiglia degli Acanthuridae.

E’ un pesce chirurgo senza un preciso nome italiano, anche perché non concerne le nostre acque ed è molto raro negli acquari. Alcuni lo chiamano Pesce chirurgo striato, ma si tratta di un nome già usato per l’ Acanthurus lineatus.

Il nome latino del genere "ctenochaetus”, che conta solo 9 specie, viene dal greco “kteis” = pettine, e “chaite” = lunghi capelli, con riferimento alla dentizione. Infatti mentre gli Acanthurus hanno dei denti rigidi, questi pesci recano al loro posto delle setole mobili.

Il nome della specie “striatus”, = striato, scanalato, in latino, si riferisce al disegno finemente striato del corpo.

Zoogeografia

Il Ctenochaetus striatus ha una distribuzione vastissima nelle acque tropicali dell’Oceano Indiano, a partire dal Sud Africa, compreso il Mar Rosso, e dell’Oceano Pacifico, dove è comunissimo, ma non riesce ad arrivare alle coste americane e nemmeno alle Hawaii. La colonizzazione si ferma alle Isole Marchesi e all’Isola di Pasqua.

Ecologia-Habitat

Vive nelle formazioni madreporiche e fra le rocce ricche d’alghe fra i 3 ed i 30 m di profondità.

Morfofisiologia

Può raggiungere i 26 cm, ma la taglia media si aggira sui 18 cm.

Il corpo è piatto, quasi ovale, è molto simile a quello degli Acanthurus, con un’unica grande pinna dorsale con 8 raggi spinosi e 27-31 raggi molli. L’anale è simmetrica leggermente più corta, con 3 spine e 24-28 raggi inermi; le ventrali, di taglia modesta, hanno 1 spina e 3-5 raggi molli; le pettorali sono relativamente ampie con la punta arrotondata; la caudale è lunata.

JPEG - 89.6 Kb
Più o meno tossico, poco attraente per gli acquari, ha un indice di vulnerabilità bassissimo © Giuseppe Mazza

Il corpo è spesso oliva scuro, talora marrone, talora molto chiaro. Si nota sempre una punteggiatura arancione poco vistosa sulla testa e spicca spesso il giallo più o meno aranciato delle pettorali e della dorsale.

Come nell’ Acanthurus lineatus la lama tagliente del peduncolo caudale è anche qui mimetizzata dal disegno, ma in rilievo.

La bocca mostra due labbra carnose, ma al posto dei denti troviamo delle setole per spazzolare il fondo.

Esistono numerosi rastrelli branchiali.

Etologia-Biologia Riproduttiva

Si nutre della pellicola di diatomee ed alghe blu-verdi che copre i fondali assolati e della piccola fauna invertebrata degli interstizi corallini, ma i detriti costituiscono il 90% della sua dieta. Niente da stupirsi se poi chi lo mangia si prende la ciguatera, una grave intossicazione alimentare, e siccome francamente è anche poco vistoso, non è nemmeno preda del commercio acquariologico. Nuota quindi felice, in gruppi o spesso frammisto a branchi d’altre specie, con un indice di vulnerabilità bassissimo: 18 su 100, ed un possibile raddoppiamento delle popolazioni in appena 15 mesi.

A Tahiti si è notato che le nozze del Ctenochaetus striatus sono un fatto di gruppo. Migliaia di pesci si danno convegno nelle notti di luna piena, restando immobili a mezz’acqua anche per ore, con una livrea grigio chiaro. Drappelli di 4 o 5 pesci alla volta si portano in alto, pochi metri sopra al branco, per liberare uova e sperma, e poi ritornano ordinatamente al loro posto per ammirare le performances dei coniugi di turno.

Le uova sono pelagiche e le forme giovanili, più colorate degli adulti, mostrano 8-12 strisce orizzontali.

Sinonimi

Acanthurus argenteus - Quoy & Gaimard, 1825; Acanthurus ctenodon - Valenciennes, 1835; Acanthurus flavoguttatus - Kittlitz, 1834; Acanthurus ketlitzii - Valenciennes, 1835; Acanthurus striatus - Quoy & Gaimard, 1825; Acronurus argenteus - Quoy & Gaimard, 1825; Ctenodon ctenodon - Valenciennes, 1835; Ctenodon cuvierii - Swainson, 1839.

 

→ Per nozioni generali sui pesci vedere qui.

→ Per apprezzare la biodiversità degli Osteichthyes, i PESCI OSSEI, e trovare altre specie, cliccare qui.

 

Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

_C-378-1_Ctenochaetus_striatus
_C-378-2_Ctenochaetus_striatus
Photomazza : 70.000 colour pictures of animals and plants