Cucurbita maxima

Famiglia : Cucurbitaceae

 

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Testo © Eugenio Zanotti

 

 

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La Cucurbita maxima è una pianta erbacea annuale vigorosa originaria dell’America tropicale © G. Mazza

La Zucca ( Cucurbita maxima - Duchesne 1786 ) e zucchini sono originari dell’America tropicale (Messico, Perù), dov’erano coltivati già qualche millennio a.C. in Messico (Puebla ed Oaxaca) e costituivano con il mais ed i fagioli, la base dell’alimentazione di quei popoli. Solo dopo la scoperta delle Americhe giunsero in Europa e si diffusero, a partire dal XVI secolo, anche in Asia e in Africa, ed oggi sono coltivati in gran parte del mondo. Il genere Cucurbita ospita, a seconda i diversi inquadramenti sistematici, da 13 a 30 specie.

Il nome del genere “cucurbita” in latino vuol dire zucca; quello specifico “maxima” significa, sempre in latino, massima, la più grande, per le dimensioni raggiunte dai frutti.

E’ una vigorosa e grande pianta erbacea annuale, con fusti prostrati o rampicanti, cavi, lunghi fino a 6-8 metri, ramosi, rugoso-angolosi, ispido-pungenti, con cirri ramificati.

Foglie alterne, molto grandi, ruvide ma tenere e fragili, di un bel colore verde, spesso chiazzate di verde chiaro cenerognolo nella parte mediana, con nervature sporgenti al rovescio, subcordate, palmato-lobate, con 3-7 lobi più o meno profondamente incisi e rotondati; hanno un lungo e grosso picciolo, cavo, papilloso-pungente, rugoso, molto fragile.

La fioritura si protrae da luglio ad agosto; fiori di 6-12 cm, monoici, ascellari, su peduncoli cilindrici, con corolla campanulata aperta a cinque petali giallo- arancione. Il frutto (poponide) è grande, sferoidale, generalmente compresso ai poli, di forma diversa secondo le varietà, con polpa giallo carico a giallo-aranciato, consistente, farinosa, dolce. Semi grandi, biancastri, appiattiti, ovali, con prominenza all’apice, commestibili così come i fiori. La zucca è una pianta coltivata e spesso inselvatichita presso gli orti, negli incolti e attorno agli immondezzai (0-1500 m). Fra le specie più largamente coltivate del genere Cucurbita, per la polpa dei frutti, per i fiori (anch’essi commestibili), ed i semi, ricordiamo oltre alle zucche invernali quali Cucurbita maxima (Zucca gialla o dolce), e Cucurbita moschata (come la zucca torta o violina o zucca piena di Napoli), le varietà da zucchini di Cucurbita pepo, Cucurbita ficifolia (detta zucca siamese) e Cucurbita argyrosperma o mixta, coltivata soprattutto negli Stati Uniti.

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Per crescere bene ha bisogno di molto sole, acqua ed un terreno fertile e leggero © Giuseppe Mazza

La zucca ha bisogno di terreni fertili, leggeri, di molta acqua e sole; si semina in aprile-maggio in grandi orti o in pieno campo previa buona concimazione organica e chimica, distribuendo il seme (2-3) in piccole buche, seguiranno lavorazioni superficiali per eliminare le infestanti, diradamento dei getti e dei troppi fiori per ottenere frutti più grandi e irrigazioni estive di soccorso. La raccolta si effettua da settembre a novembre lasciando attaccato alle zucche una buona porzione del loro peduncolo al fine di scongiurare il pericolo di marciumi. Si lascia per qualche giorno la zucca al sole poi si conserva al fresco, possibilmente appesa in una rete.

La pianta è colpita soprattutto da malattie fungine (oidio, peronospora, muffa grigia e nerume), da un àfide ( Aphis gossypii ), raramente da cocciniglie e altri insetti.

Dal punto di vista alimentare, specialmente nel periodo autunno-invernale, la zucca è una verdura molto apprezzata in cucina: si impiega nei minestroni, minestre, puree, gnocchi, ripieni di ravioli, mostarde, confetture, torte, pane, la sua polpa si consuma lessata o fritta.

Ho ancora, indimenticabile, il ricordo del cibernetico Silvio Ceccato, che ascoltai una sera a Orzinuovi, nella mia Bassa bresciana, in un entusiasmante “Elogio alla zucca”, divagare fra la cucina e la biblioteca, raccontare di zuppe di castagne e polenta abbrustolita che lottavano disperatamente contro la “Nouvelle cuisine”….

I semi della zucca (Semen Cucurbitae) raccolti in settembre sono impiegati in fitoterapia per le loro proprietà antielmintiche (tenifughe) contro cestodi e ascaridi; paralizzano la tenia (o verme solitario) facilitandone il distacco dalle pareti intestinali.

Studi recenti hanno evidenziato anche un’azione positiva nei casi di vescica irritabile e nei disturbi della minzione associati a edema prostatico. Alla Cucurbita maxima, si affianca a questo proposito anche la Cucurbita pepo var. styriaca, la cosiddetta zucca a semi nudi (privi di buccia), originaria dell’Asia minore, molto attiva per alleviare i disturbi causati dall’ipertrofia benigna della prostata.

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Verdura apprezzata da secoli in cucina. I semi hanno indiscusse proprietà medicinali © Giuseppe Mazza

I semi contengono il 45 %, di olio composto da numerosi gliceridi, una peporesina, steroidi, isoprenoside e beta-sitosterina con notevole azione antiel- mintica non irritante e non tossica, oltre agli alcaloidi cucurbitacina, cucurbitinae e vernina, contenuti nell’epidermide dei primordi del germoglio, acido citrullico, leucina, tirosina, peponina, fitolecitina, vitamine A ed E, arginina e microelementi minerali.

Preparazioni :

Impasto antielmintico-tenifugo

60 grammi di semi secchi (secondo il peso della persona) di zucca, sbucciati e pestati finemente in un mortaio o triturati in un frullatore (quando freschi anche interi). Amalgamare il ricavato con 20 grammi di miele o zucchero fuso e un pizzico di cacao, somministrare in tre volte a distanza di mezz’ora, da sola o mescolata in una bevanda. Far seguire dopo tre ore dell’olio di ricino per favorire il distacco dei parassiti, dalla parete dell’intestino.

Sinonimi

Cucurbita poitro Pers. (1807); Pepo poitro Pers. (1826); Pepo macrocarpus Rich. Ex Spach (1838); Pepo maximus (Duch. Ex Lam.) Peterm. (1838); Cucurbita pieliformis (Poiret) M. Roemer (1846); Cucurbita turbaniformis M. Roemer (1846); Cucurbita andreana Naudin (1896); Cucurbita maxima var. zapallito (Carrière) Millán (1947); Cucurbita maxima var. turgida L.H. Bailey (1948).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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