Curcuma longa

Famiglia : Zingiberaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Curcuma longa è una specie erbacea perenne del Sud-est asiatico © Giuseppe Mazza

La specie è originaria di Giava, India, Malesia occidentale, Sumatra, Thailandia e Vietnam dove è coltivata da tempi remoti.

Il nome generico deriva dall’arabo “kurkum” = zafferano, con riferimento al colore giallo zafferano del rizoma; il nome specifico è l’aggettivo latino “longus, a, um” = lungo, con riferimento ai lunghi rizomi.

Nomi comuni: curcuma, Indian saffron, tumeric, common turmeric, turmeric (inglese); jiang huang (cinese); curcuma (francese); halda, haldi, haridra (hindi); curcuma, zafferano delle Indie (italiano); cúrcuma (spagnolo); khamin (thailandese); gelbwurz (tedesco); nghe, nghe kuong huynh (vietnamita).

La Curcuma longa L. (1753) è una specie erbacea perenne rizomatosa, decidua, eretta, alta fino a circa 1 m, con foglie basali, su un picciolo lungo 25-40 cm, semplici, oblungo lanceolate con apice appuntito, lunghe fino a 50 cm e larghe 10-20 cm, di colore verde uniforme, e guaina basale che forma uno pseudo fusto lungo fino a circa 30 cm.

Il rizoma principale, da cui hanno origine le foglie, è eretto, ovoide, carnoso, di circa 4 cm di lunghezza e 3 cm di diametro, i rizomi laterali, generalmente disposti orizzontalmente, sono numerosi, pressoché cilindrici e leggermente ricurvi, di circa 6 cm di lunghezza e 1-1,5 cm di diametro, carnosi, di colore da giallo a giallo arancio internamente, a loro volta con rizomi laterali più corti.

Infiorescenza terminale, su un peduncolo lungo 12-20 cm, cilindrica, di 10-18 cm di lunghezza e 5-8 di diametro, costituita da brattee lunghe circa 5 cm con apice ricurvo, di colore bianco o bianco verdastro nella metà superiore, che racchiudono i fiori, solitamente in coppia, lunghi circa 5 cm.

Il fiore presenta un calice tubolare lungo circa 1 cm, corolla imbutiforme giallo pallido a tre lobi lunghi 1-1,5 cm, uno stame fertile e il labello, la parte più appariscente del fiore, obovato, lungo e largo 1,5-1,8 cm, di colore bianco crema con una banda centrale gialla, costituito da due stami sterili petaloidi fusi insieme. Le brattee superiori, più grandi e prive di fiori, ondulate, biancastre, a volte soffuse di rosa porpora, formano una specie di ciuffo all’apice della infiorescenza. I frutti sono capsule ovoidi contenenti semi ellissoidi provvisti di arillo.

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Le foglie basali, con un picciolo di 25-40 cm, misurano anche 50 cm © Giuseppe Mazza

Si riproduce per seme, raramente prodotto in coltivazione, micropropagazione, ma generalmente e facilmente tramite frammenti di rizoma provvisti di una o due gemme, posti a circa 6 cm di profondità, durante il periodo di riposo.

Coltivabile nelle zone tropicali e subtropicali umide con temperature di 20-30 °C e piovosità annua elevata, 1500 mm o più, si adatta ad un’ampia varietà di suoli, ma preferisce quelli sabbiosi o argillosi drenanti e ricchi di sostanza organica, mantenuti umidi.

Le numerose varietà, che nel corso dei secoli sono state selezionate per adattarle alle condizioni climatiche e del suolo, sono coltivate come annuali per la raccolta dei rizomi, che avviene dopo 8-9 mesi dall’impianto quando le foglie sono secche, con regolari irrigazioni nei periodi di siccità e abbondanti concimazioni, preferibilmente organiche.

Le piante sono soggette a numerosi parassiti e malattie fungine, la più grave è il marciume radicale causato da Pythium spp. che può causare gravi perdite della produzione.

Dopo la raccolta i rizomi vengono puliti, bolliti ed essiccati, generalmente al sole per 10-15 giorni, ed infine ripuliti meccanicamente da residui di radici, scaglie od altro.

I principali costituenti del rizoma sono carboidrati (circa 69%), umidità (13%), proteine (6%) sali minerali (3,5%) e grassi (5%); l’olio essenziale (5%), estratto dal rizoma in corrente di vapore è costituito da terpeni e sesquiterpeni, tra cui curcumene e zingiberene, mentre i responsabili del colore e del caratteristico aroma sono curcuminoidi (2,5-6%), in prevalenza curcumina, che è il componente biologicamente attivo.

La polvere ricavata dai rizomi essiccati è utilizzata da tempi remoti in India, che è il maggiore produttore, ed in alcuni paesi del sudest asiatico come spezia, colorante e conservante negli alimenti (ammessa in Europa come additivo alimentare con il codice E100), colorante nei cosmetici e dei tessuti ed ha una lunga tradizione nella medicina popolare, per la cura delle ferite e per molteplici patologie, come antiossidante, antinfiammatorio e immunostimolante, proprietà confermate da studi di laboratorio; viene anche impiegata in numerosi riti magici e religiosi.

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Particolare dell’infiorescenza e dei rizomi commestibili che sezionati mostrano la caratteristica tinta aranciata. Polverizzati servono ad insaporire, colorare e conservare gli alimenti, per non parlare delle proprietà medicinali confermate, all’origine di riti magici e religiosi. L’India è il pricipale produttore mondiale con circa 900 000 t annue © Giuseppe Mazza

Sinonimi: Amomum curcuma Jacq. (1776); Kua domestica Medik. (1790); Stissera curcuma Giseke (1792); Curcuma tinctoria Guibourt (1876); Curcuma brog Valeton (1918); Curcuma domestica Valeton (1918); Curcuma euchroma Valeton (1918); Curcuma ochrorhiza (1918); Curcuma soloensis Valeton (1918).

 

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