Curcuma rhabdota

Famiglia : Zingiberaceae

Testo © Pietro Puccio

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La Curcuma rhabdota, troppo raccolta in natura, è vittima del suo recente successo orticolo © Giuseppe Mazza

La specie è originaria del Laos e Thailandia dove cresce nelle foreste decidue o semidecidue, generalmente lungo i corsi d’acqua a basse altitudini.

Il nome generico deriva dall’arabo “kurkum” = zafferano, con riferimento al colore giallo zafferano del rizoma della Curcuma longa L. (1753); il nome specifico è l’aggettivo latino “rhabdotus, a, um”, a sua volta derivato dal greco “ράβδος” (rabdos) = gambo, stelo, quindi “provvisto di stelo”, con riferimento al lungo scapo floreale.

Nomi comuni: candy cane, candy cane ginger (inglese).

La Curcuma rhabdota Sirirugsa & M.F.Newman (2000) è una specie erbacea perenne rizomatosa, decidua, eretta, alta 30-60 cm. Le foglie, su un picciolo rossiccio lungo 15-22 cm, sono ellittiche con apice appuntito, lunghe 15-20 cm e larghe fino a 7 cm, di colore verde scuro superiormente, pallido inferiormente. Infiorescenza, su un peduncolo lungo 18-40 cm rossiccio all’apice, terminale, eretta, cilindrica, costituita da 5-7 brattee bianche o verdastre striate di rosso bruno, lunghe 1,5-2 cm e larghe 3-4 cm, che racchiudono i fiori con corolla tubolare trilobata bianca, lunga circa 1,5 cm, labello con margine violetto e staminoidi dello stesso colore. Le brattee fertili sono sormontate da 3-5 brattee prive di fiori, di colore da bianco a rosa striato di rosso bruno, che formano una sorta di ciuffo all’apice dell’infiorescenza. I frutti sono capsule ellissoidi contenenti semi provvisti di arillo. Si riproduce per seme in terriccio ricco di sostanza organica con aggiunta di sabbia o perlite per un 30%, mantenuto umido e in posizione ombreggiata, alla temperatura di 22-24 °C, ma solitamente e facilmente per divisione durante il periodo di riposo.

Specie tra le più ornamentali del genere per la particolare colorazione delle infiorescenze, diffusasi in poco tempo in coltivazione dopo la sua descrizione (2000) e che ha già dato origine ad alcuni ibridi. Coltivabile nelle zone a clima tropicale e subtropicale umido, in posizione leggermente ombreggiata, su suoli ricchi di humus perfettamente drenanti, da leggermente acidi a neutri, mantenuti umidi; a livello di rizoma, durante il periodo di riposo, può resistere a temperature intorno a 0 °C solo se completamente asciutta. Nei climi freddi i rizomi possono essere interrati in primavera, a 4-6 cm di profondità, con fioritura nella tarda estate, ed estratti in autunno e conservati in luogo asciutto a una temperatura preferibilmente superiore a 10 °C. Durante il periodo vegetativo le innaffiature devono essere regolari e abbondanti, ma senza ristagni, e le concimazioni effettuate con prodotti bilanciati con microelementi.

La presenza in natura di questa specie si è ridotta notevolmente, sia per la diminuzione dell’habitat dovuto all’espansione dell’agricoltura che per la raccolta indiscriminata dei rizomi, tanto da essere inserita, come “vulnerabile”, nella lista rossa della IUCN (International Union for the Conservation of Nature).

 

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Archivio fotografico di Giuseppe Mazza

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